Real Madrid-Fener (R5): i blancos soffrono ma vincono all’ultimo soffio

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Forse il peggior Real Madrid di questo avvio di stagione quello visto questa sera al Wizink Center e probabilmente uno dei migliori Fenerbahce (insieme a quello che in campionato ha triturato l’Efes), ma alla fine a spuntarla sono ancora una volta gli uomini di coach Pablo Laso. Con mestiere, esperienza e caparbietà.

A decidere la partita anche qualche fischio arbitrale discutibile nel finale di gara, come il fallo fischiato contro Shayok sulla schiacciata di Poirier a pochi minuti dal termine. Ma al Fener ancora manca quel killer istinct che le contender hanno e che spesso usano proprio per vincere partite complesse e sofferte: esattamente quello che ha fatto il Real oggi.

Quanto fatica per il Real Madrid, ma anche quante assenze

I blancos oggi, come detto, hanno inseguito dal primo all’ultimo minuto, soprattutto nel primo tempo dove sono riusciti a produrre poco o nulla. Se la difesa più o meno riusciva comunque a funzionare, l’attacco spesso non ha prodotto nulla e si è accontentato di giocate forzate ed estemporanee. Sono mancati fluidità e ritmo all’attacco madridista (cose che poteva portare l’assente Sergio Llull) e soprattutto è mancata la dimensione interna. Tanti, già troppi, gli infortuni per la compagine di Laso.

Sotto canestro oggi mancavano i soliti Thompkins e Randolph, e in più prima della palla a due è arrivato anche il forfait di Tavares. Non a caso hanno trovato spazio nelle rotazioni anche due giovanissimi come Vukcevic e Ndiaye. Chiamati agli straordinari, invece, Yabusele e Poirier che infatti hanno sofferto un po’ la fatica e i falli accumulati in certi momenti della partita.

Non è riuscito nemmeno Heurtel, un po’ più pasticcione del solito, a mettere ordine nel proprio attacco. E’ stato utile invece in cabina di regia l’impatto di Alocen che, con meno qualità, ha portato intensità ed entrata più rapida nei giochi. E del fattore decisivo delle merengues parleremo poi nell’ultimo punto.

Real Madrid Fener Yabusele De Colo
De Colo e Yabusele lottano su una palla vagante

Quanti rimpianti per il Fener…

Non tanti rimpianti quanti quelli della gara col Pana in cui nel finale abbiamo assistito ad un vero suicidio sportivo, ma anche questa sera l’amarezza è tanta per coach Sale Djordjevic.

Il Fener ha avuto in pugno la partita per tutti i 40 minuti guidandola e scappando, ma sempre mai abbastanza. Il Real con le unghie e con i denti è sempre rimasto attaccato alla coda della partita ed alla fine l’ha spuntata all’ultima curva. Il Fener oggi ha tenuto molto bene in difesa con la fisicità dei suoi giocatori ed in attacco ha fatto girare molto bene la palla svariando tra soluzioni dall’arco e giocate nel pitturato, in virtù anche delle possibilità che il roster gialloblu offre..

E’ mancata però la zampata decisiva sul match: quando contava è uscito qualche tiro di troppo, è scappato qualche rimbalzo importante. La distribuzione dei punti all’interno di tutti i giocatori racconta di una partita corale da parte dei turchi; quasi troppo…il sussulto del singolo è mancato.

Sarebbe poi apprezzabile recuperare Guduric che in questo inizio di stagione non sembra esserci mentalmente. Solo 4 minuti per lui in campo questa sera.

Causeur ed i rimbalzi di Poirier: come l’ha vinta il Real

Per reggere sotto canestro contro una coppia di lunghi come quella formata da Booker e Vesely, i padroni di casa oggi, viste le tante assenze, avevano bisogno di un super Poirier ed il francese lo è stato. Non tanto per i punti messi a referto, ma per la presenza nei pressi del ferro e per le tante seconde possibilità date ai suoi e negate agli avversari: i 17 rimbalzi totali a fine partita raccontano che c’era una piovra con la maglietta bianca sotto i ferri del Wizink Center.

Da un francese ad un altro: quello che ha dato la scossa ai blancos è stato Fabian Causeur. Una sicurezza: quando c’è da alzare le marce praticamente lui risponde sempre presente. Stasera quando c’è stato da mettere intensità, da creare la giocata importante, da mettere in ritmo i compagni ci ha pensato lui girovagando per tutte le zone del campo. Poi la mano la conosciamo bene. Alla fine sono 16 punti con 4 su 7 dall’arco e 15 di PIR.

Cambiano gli interpreti ma il risultato non cambia: il Real Madrid vince.

Credits: photos from Euroleague website

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