Euroleague Man of the week: Martin Schiller

Jean Claude Mariani
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Continua la nuova rubrica di Eurodevotion che mette al centro i personaggi e i fatti protagonisti della settimana di Eurolega.

Questa domenica a prendersi la scena non è un giocatore, ma un allenatore. Non è il campo, ma qualcosa di ben diverso.

La notizia è deflagrata nel pieno del turno di Eurolega e ha stupito tutti per tempistiche e modalità. Coach Schiller non è più l’allenatore dello Zalgiris, l’esonero è arrivato immediatamente dopo la sconfitta interna contro lo Zenit.

Avevamo analizzato le potenzialità di squadra e allenatore nella nostra preview, e le possibilità per fare bene c’erano tutte. Qualche difficoltà in pre-season, le prime sconfitte in Eurolega, a fronte comunque di un record domestico di 4-0, hanno però incrinato qualcosa.

Martin Schiller - Eurodevotion
Coach Schiller (BC Zalgiris Kaunas Twitter)

La sensazione è che sarebbe stato improprio non aspettarsi che fosse necessario del tempo, dati anche i 7 nuovi giocatori da inserire, ma la dirigenza, nelle parole del GM Motiejunas, è stata granitica nel definire il fallimento del progetto.

Dopo che Saras se ne è andato, abbiamo pensato a qualcosa di nuovo e innovativo. Abbiamo iniziato un progetto che coinvolgesse NBA, G-League ed Euroleague. Ma adesso ammetto che il nostro progetto è fallito.

La sorpresa è stata tanta per una decisione che è sembrata affrettata, da una dirigenza stimata e celebrata da tutt’Europa, ma un dato peculiare, meno noto al grande pubblico, è che nell’era pre-Jasikevicius gli esoneri sono stati frequenti. Dal 2009 al 2016 si sono susseguiti sul pino biancoverde ben 11 allenatori in sole 7 stagioni.

E’ infatti lo stesso GM a riconoscere una dinamica del passato, paragonando l’addio di Schiller con l’avvicendamento di coach Zouros nel 2013.

E’ una situazione molto simile. Abbiamo lavorato con Zouros prima e costruito la rosa insieme. Abbiamo anche parlato di come farla progredire, ma dopo che la stagione iniziò non c’è stato alcun progresso.

Colpevole di non aver saputo dare una svolta e un progresso alla squadra dati i problemi iniziali, Schiller aveva costruito questa squadra a stretto contatto con la dirigenza. Un’importante riconoscimento di fiducia che l’allenatore austriaco si è guadagnato l’anno scorso con una stagione strepitosa.

Dopo l’epopea di Jasi, ha preso in mano una squadra non certo tra le favorite e l’ha condotta a un passo dalla post-season. Ha saputo coltivare e valorizzare ulteriormente giocatori come Hayes, Walkup, Jokubaitis e Grigonis che hanno firmato in estate per top team del continente.

Schiller ha mostrato un grande atteggiamento e un’idea di basket raffinata, che adatta perfettamente idee e concetti del basket oltreoceano al gioco europeo, frutto di una variegata gavetta.

Il 39enne tecnico di Vienna ha intrapreso la sua carriera come assistente nella seconda serie tedesca, che ha bazzicato fino al 2015, quando ha ricevuto una doppia chiamata: diviene vice sia di Ludwisburg, in Bundesliga, sia della nazionale tedesca. Proprio la rappresentativa teutonica gli consente di entrare in contatto con Alex Jensen, membro dello staff di Quin Snyder a Utah.

Per il giovane Schiller è quindi tempo di prendere il primo incarico da capo allenatore, nella succursale di G-League dei Jazz, i Salt Lake City Stars, che guiderà per un triennio, coronato dal riconoscimento di Coach of the Year 2019-2020. Dello Zalgiris già abbiamo detto… E ora?

Un carriera ancora giovane, ma che lo ha portato ad avere già un interessante riconoscimento in Eurolega: non ci sono dubbi che possa avere un brillante futuro, se troverà l’opportunità giusta dopo questa infausta vicenda.

Le reazioni alla notizia sono state diverse dal mondo Eurolega, ma particolare secondo me è quella di Ettore Messina, ieri, nel post-partita di Olimpia-Baskonia.

L’Eurolega è molto competitiva, abbiamo visto un cambio di panchina dopo sole due partite. Non è un bel giorno per gli allenatori.

Non inteso come una considerazione polemica nei confronti del front office lituano, quello del coach catanese è un chiaro riconoscimento di come #everygamematters non sia solo uno slogan. La pressione in Eurolega è altissima e gli allenatori, così importanti per una squadra in questa lega, sono esposti in prima linea: quello di Schiller può non rimanere un episodio isolato…

MENZIONI ONOREVOLI

In questo angolino lasceremo spazio a chi, per esigenze di cronaca, non abbiamo potuto trattare con completezza, e così, anche in questa uscita, potremo celebrare le azioni sul campo dei nostri campioni.

Tornike Shengelia

L’ala georgiana realizza una delle migliori partite da quando ha la casacca moscovita, sono 23-4-3 con un solo errore dal campo per 29 di PIR contro i campioni in carica…

Vasilije Micic

Losing effort mostruoso da 32 punti e 7/11 da tre, solo i falli fermano la sua furiosa rimonta contro il CSKA. Semplicemente l’MVP.

Sasha Vezenkov - Eurodevotion
Sasha Vezenkov vs Madrid (euroleague.net)

Sasha Vezenkov

16+10 per uno dei giocatori più attesi al salto definitivo del panorama europeo è corollario di un Olympiacos lanciatissimo in quest’inizio stagionale.

Nemanja Nedovic

Il suo ventello sancisce la vittoria del Pana nella partita più discussa della settimana. La freddezza ai liberi (11/11) è fondamentale.

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