Barça-Zenit è un no game: i russi privi di idee vengono asfaltati

Andrea Ranieri
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Parlando in maniera molto onesta, Barça-Zenit doveva essere una delle partite più stuzzicanti del quinto turno di Eurolega. E parlando in maniera ancor più onesta, non lo è stata nemmeno alla lontana. I catalani, spinti da una difesa al solito molto efficace, hanno prevalso col nettissimo punteggio di 84-58. Lo Zenit, dal canto suo, rimane in partita giusto il primo quarto, per poi perdersi nella pochezza del proprio attacco.

Alcuni spunti interessanti si possono comunque trarre da quanto visto. Il Barcellona ha fortissime certezze, e quando queste non vengano scalfite, non può perdere. Contro nessuno. Lo Zenit non ha reso in difesa secondo i propri standard, ma soprattutto ha gravi problemi nella creazione di vantaggi in attacco, non spiegabili con la sola pesantissima assenza di Shabazz Napier. A questo punto primordiale della competizione ci sta dover fare ancora del lavoro sul proprio attacco, ma lo Zenit di stasera è parso fin troppo indietro, anche per essere fine ottobre.

Bando alle ciance ora, entriamo nel vivo dell’analisi di Barça-Zenit con i mitici tre punti di Eurodevotion.

Barça-Zenit: la difesa blaugrana pone uno standard d’eccellenza

È dallo scorso anno che la difesa del Barcellona, per la capacità che ha di combinare un’aggressività viscerale con una grande lucidità tattica, è la più qualitativa d’Europa. Questa doveva essere una partita dal punteggio basso, dominata da due dei Coach che sono maggiormente abili nell’impiantare sistemi difensivi di livello. Nella realtà, l’unico punteggio veramente basso è stato quello dei viaggianti, stritolati da una difesa che ha mostrato, per l’ennesima volta, quale sia lo standard d’eccellenza dell’Eurolega.

Barça-Zenit
Barça-Zenit: la retroguardia blaugrana al proprio meglio

La difesa di Sarunas Jasikevicius mette forte pressione sulla palla e sulle linee di passaggio. Rischia magari qualcosa nell’uno contro uno, ma sul perimetro strozza letteralmente il gioco avversario, negando la benché minima fluidità e costringendolo spesso a soluzioni estemporanee negli ultimi secondi dell’azione. E ciò che è incredibile è l’accettazione che ogni singolo giocatore del roster ha rispetto a questa voglia di imporre la propria difesa rispetto all’attacco avversario. Per avere la miglior difesa d’Europa si guardi verso le Ramblas.

Barça-Zenit: russi incapaci di costruire vantaggi…e Loyd gioca a nascondino

Diciamo le cose come stanno (ché a chi scrive piace molto): senza Shabazz Napier lo Zenit non riesce a costruire un vantaggio offensivo che sia uno. Qui non si tratta neanche di mettersi a discutere sulle falle generiche e corali di un sistema offensivo. Perché al momento, onestamente, l’attacco russo è solo un grandissimo concentrato di confusione. Si tratta di un tema molto più banale. Nessuno riesce a generare dei vantaggi, anche solo a livello individuale. E Barça-Zenit è stata la prova del nove.

Sorge ora spontanea una domanda. In estate lo Zenit ha operato un colpo di mercato sulla carta eccezionale, ovvero la firma della superstar offensiva Jordan Loyd, uno di quelli – come si dice – con tantissimi punti nelle mani. Quell’attaccante puro che nella scorsa stagione era mancato. Ora, quella di stasera è la seconda prova di fila in singola cifra. Le medie stagionali parlano di 13 punti a partita. Potrebbe anche sembrare buono in assoluto. La verità è che senza Napier, in un attacco senza idee, è troppo poco. Jordan Loyd è davvero pronto a essere perno di una squadra con ambizioni? Ai posteri l’ardua sentenza.

Di Barça-Zenit e di comfort zone

Da questa partita, a livello tecnico, emerge prepotente il tema della comfort zone, quella zona senza provare a uscire dalla quale è impossibile migliorare. Da una parte gli sconfitti, non in grado di abbandonare quelle che lo scorso anno erano le loro certezze offensive. Un playmaker che sia fonte di ogni vantaggio è sempre stata la chiava. Un anno fa si chiamava Kevin Pangos, in questa stagione dovrebbe essere il lungodegente Napier. Persa l’opzione principale non si può davvero trovare qualche alternativa per crescere?

Barça-Zenit
Barça-Zenit: gioco interno troppo semplice per i blaugrana

Dall’altro lato si stagliano i vincenti, che non hanno dovuto far nulla di diverso da quanto piace loro per portare a casa una comoda vittoria. Colpa del remissivo Zenit. certo, ma ora su questo Barcellona pende una spada di Damocle insidiosissima. Quando gli avversari negheranno il gioco interno che i blaugrana tanto amano, quale sarà l’alternativa? Real Madrid e CSKA sono pronti a togliere questa comodità alla squadra di Jasi; l’Olimpia Milano è tutt’altra cosa, per fisicità e costanza difensiva, rispetto allo scorso anno. Il Barcellona necessita di un piano B, oppure le sue tre principali concorrenti al titolo lo costringeranno a soccombere. Sarunas Jasikevicius, se puoi essere il più bravo di tutti, questa è la stagione per dimostrarlo.

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