Real Madrid, che Tavares stiamo vedendo?

alberto marzagalia

Il difficile inizio di stagione del Real Madrid è certamente legato alla situazione di Facundo Campazzo. Leader necessario in campo, sta sostanzialmente giocando per abbassare la clausola di uscita verso la NBA, lega che raggiungerà appena si aprirà la “free agency”, probabilmente nella seconda metà di novembre, come vi abbiamo riferito nei giorni scorsi.

Ok, “el Facu es el Facu”, però c’è un giocatore che ci fa riflettere per il rendimento, almeno strano delle prime giornate e risponde al nome di Walter Tavares.

Unanimemente considerato il centro più dominante di Eurolega da qualche anno almeno in fase difensiva, sta fornendo prestazioni che fanno pensare.

Diamo un’occhiata ai numeri, che però non sono tutto.

Nelle ultime due gare ha raccolto la miseria di 2 rimbalzi in 29’49” di utilizzo. Da inizio stagione è a 4,67 di media (come il giovanissimo compagno Usman Garuba) che lo pongono al 13mo posto tra i centri ed al 24mo in generale. Tra i “big men” lo precedono Jerebko, Booker, Reynolds, Vesely, Zizic, Hunter, Martin, Kuzmic, Lauvergne, Dubljevic, Ellis e Papagiannis.

Se passiamo alla statistica sui 40 minuti di gioco, scende al 22mo posto tra i centri ed al 28mo nella graduatoria generale.

Nelle tre stagioni precedenti in maglia Real ne ha catturati 5,31 (17/18), 6,23 (18/19) e 7,10 (19/20).

La faccenda cambia un poco se guardiamo ai punti. Con 9 di media in 6 gare, fa meglio di tutte le stagioni precedenti. Nel 17/18 6,5, nel 18/19 7,4, nel 19/20 7,2, rispettivamente con il 68,2%, il 79,4% ed il 68,5%, mentre quest’anno è al 70%.

Se è ovvio che il campione di sole 6 gare sia ancora troppo limitato per dare un giudizio globale, è altrettanto vero che il Tavares visto sinora è lontano parente di quel dominatore che indirizzava nel suo terreno di conquista, ovvero tutto ciò che sta attorno al ferro.

A nostro parere emergono alcune valutazioni sulle quali si potrà ragionare nei prossimi turni, che potrebbero essere la causa di tutto ciò.

  • Il legame del suo rendimento con quello di Facundo Campazzo è sempre stato pressoché automatico. I problemi legati al Facu sono certamente da tenere in considerazione. La cosiddetta “player’s connection” Campazzo/Tavares l’anno scorso era la settima della lega, con ben 38 assist in 28 gare. Ad oggi non se ne ha notizia nelle prime venti posizioni.
  • Al quarto anno del capoverdiano a Madrid, ogni “scouting report” che si rispetti ha un bel circoletto rosso sull’importanza di portarlo fuori dalla sua “comfort zone”. A furia di provarci, oggi sono tutti più preparati nel farlo.
  • La condizione atletica di un giocatore che impone per stazza ed anche per una discreta mobilità, parametrata appunto a quella stazza, non ci pare ancora quella ideale. Il lungo stop potrebbe aver inciso maggiormente su un fisico di quelle dimensioni.
  • Le difficoltà generali del Real, che ha effettivamente giocato una brutta pallacanestro in almeno 4 (se non 5 includendoci la W col Khimki) occasioni, incide certamente sul rendimento di un giocatore che è determinante di suo ma è certamente ingranaggio che va oliato con un sistema di squadra.

Di certo il tema sarà da verificare nei prossimi turni, ancor di più nel momento dell’effettivo addio di Campazzo.

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