opinioni

Non giocate la Supercoppa a Jeddah !!! La pallacanestro spinga il calcio ad una decisione sacrosanta. #nowomennojeddah

Chi ci segue lo sa, siamo innamorati della palla a spicchi. In realtà è molto più di un amore, ma proprio come ogni forma di amore “estrema” ha una sua origine semplice,  spesso comune a tante altre passioni. Si chiama competizione, si chiama voglia di emergere, si chiama voglia di essere migliore di ogni possibile avversario.

Da dove viene, da dove nasce? Dallo sport… ovviamente. Che sia una palla da contendersi, che sia una corsetta tra bimbi, lo spirito sportivo dà il via ad una serie di sforzi che ci porta a dare il massimo. Da lì nasce l’amore per una disciplina piuttosto che per un’altra, non importa quale sia.

E tra le discipline più amate, certamente la più “seguita” è il calcio. Ed è proprio il calcio italiano che si appresta a giocare una finale ambita come la Supercoppa Nazionale a Jeddah, in campo Milan e Juventus.

Jeddah? Sì, bizzarra destinazione per l’atto finale di un trofeo nazionale, certamente figlia di tanti petrodollaroni, ma fin qui nulla di male, perché anche lo sport non può sottrarsi alle logiche di mercato. Appunto, a quelle di mercato ok, ma sottostare a quelle di discriminazione sessuale no. Mai e poi mai!

Perché a Jeddah vige una severa discriminazione nei confronti delle donne per cui alle stesse non è permesso andare allo stadio da sole. Sì, è proprio così, sebbene paia più una tremolante pellicola in bianco e nero dell’istituto Luce, piuttosto che la realtà.

Le donne possono accomodarsi in tribune riservate a loro solo se accompagnate, le cosiddette tribune “families”.

Inutile commentare, vengono i brividi misti a nausea violenta. Inaccettabile, incivile, forse più delinquenziale che discriminatorio.

Ed allora, direte voi, cosa può fare un piccolo sito che si occupa di Turkish Airlines Euroleague e di 7days Eurocup, le massime competizioni cestistiche del continente? Ma cosa vuoi tu da noi, si chiederanno in Lega Calcio piuttosto che presso le sedi di Milan e Juve?

Ecco cosa vogliamo, è semplice…

La #LBA (Legabasket) istituisca nel breve una giornata in cui le squadre del campionato di pallacanestro italiano si sfidino indossando maglie rosa, dal fuxia al cipria per non confondersi, per protestare sonoramente contro tale discriminazione. E con l’hashtag #nowomennojeddah si combatta una battaglia che porti le stesse Milan e Juve a non disputare una gara in uno stadio che discrimina, denigrandolo ed umiliandolo, il sesso femminile. 

Lo sport che amiamo di più dia un segnale, forte e reale, nell’unica direzione possibile.

Non sarà una piccola manciata di milioni a cambiare il futuro di rossoneri e bianconeri, mentre sarà una messaggio forte, possibilmente, a cambiare la vita di milioni di donne discriminate.

Ora noi torniamo nel nostro giardinetto, stasera è serata di Eurolega, viviamo la nostra solita eccitazione da “malati”, ma lo facciamo nella speranza di poter contribuire a qualcosa di giusto, nei fatti. Perché di parole se ne sentono anche troppe e quella nausea di cui sopra è troppo frequente.

2 commenti

  1. Spirito condivisibile, ma l’Arabia Saudita è (anche) questo, quando non peggio. Quindi le due squadre e la lega queste cose le sapevano già da mo’ e nel loro “business plan” andava bene così. Proviamo a vedere del buono per quanto difficile sia: la forzata esposizione a valori occidentali, come può essere una partita del genere, paradossalmente fa evolvere l’ambiente.

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    1. Ho lavorato da quelle parti per diversi anni, tra il 92 ed il 2003 e conosco bene la situazione. Sono d’accordo sul fatto che Milan e Juve sapessero, ovviamente: vediamo come agiscono ora. la LBA ha una grossa opportunità da sfruttare ad ampio raggio.

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