Il Cska batte Oly e infortuni sulle ali di un super Clyburn

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Continua la striscia vincente di Mosca che, dopo la sconfitta di Milano, incassa la quarta vittoria consecutiva. Un Cska privo di Grigonis, Shengelia e Milutinov infatti ha avuto ragione di un Olympiacos che arrivava lanciatissimo alla sfida di oggi, con il risultato di 88-82.

La partita vive due strappi violenti all’inizio, il primo a favore dei greci, il secondo dei russi, per poi assestarsi in una graduale guerra di nervi nella ripresa, con il punteggio che però rimane sempre ad appannaggio dei padroni di casa, che riescono a mettere in cassaforte la vittoria.

Il big match del quinto round finisce come sempre sotto la lente triplice dell’analisi di Eurodevotion.

Gli underdogs del Cska…

Così aveva auto-definito la sua squadra Itoudis nel pre-game. Certo le assenze sono tante e determinanti: Grigonis, Milutinov e Shengelia sono tra i migliori nei rispettivi ruoli nel continente, ci mancherebbe che non se ne sentisse la mancanza.

Ma il Cska ha dimostrato stasera che non è certo un underdog. Dell’underdog però, ha fatto proprio l’atteggiamento. Ed è questo che li ha salvati.

L’inizio dei moscoviti è orrendo, la difesa è completamente passiva e molle, l’attacco inconcludente. E’ visibile come la squadra trovi difficoltà nella ricerca di punti di riferimento su cui fare affidamento, ogni possesso si conclude con un tiro impiccato di Clyburn nel più totale smarrimento di tutti.

La squadra ne esce con la pazienza e la diligenza nell’esecuzione offensiva. Sono i comprimari, i giocatori che il coach greco ha reso suoi soldati fedeli a svegliare l’armata rossa. Su tutti Kurbanov (8 punti nel momento più difficile), seguito da un guizzante Bolomboy (16+5 alla sirena), ben coaudivati dal solito Daniel Hackett, che sublima lo sforzo dei compagni con giocate d’esperienza e leadership.

E’ a quel punto che entra progressivamente in circolo tutta la squadra e, soprattutto, si innesta il talento galattico di Will Clyburn che deflagra nel corso della gara con 29 punti e sigilla la vittoria.

La veste dell’underdog forse è inappropriata, ma lo spirito dell’underdog, questo si, il rifugiarsi in uno sforzo collettivo, potrà guidare il Cska alla quadra in questo periodo di difficoltà così importanti dall’infermeria.

Olympiacos, che amnesia

Finisce quasi per riacciufarla la banda di Bartzokas, ma non dà mai la vera sensazione di poterla riprendere in mano, un vero peccato per chi nel primo quarto ha annichilito il Cska nel suo palazzetto.

La reazione è nulla alla risposta fuoriosa dei padroni di casa, così come tardivo il sussulto per i reds nella seconda metà. Paiono totalmente in balia della fuoria agonistica avversaria nel corso del parziale russo, e questo costa caro.

I valori ci sono stati anche in questa partita, ma è bene dire che ci siano state gravi mancanze. Serata magra per Sloukas e Vezenkov, i due fari della squadra, che non incidono in nessun frangente della gara. In più paradossale come sia stato così poco efficace l’Oly nel capitalizzare Fall contro una squadra che ha giocato senza centro (Faried ha fatto solo una breve comparsata), lasciando che, con grande merito, la difesa aggressiva russa lo oscurasse e neutralizzasse.

Infine non ho capito i minutaggi plastici di Bartzokas nel primo tempo, che ha spaccato i minuti di due quintetti distinti nelle due prime frazioni, senza sparigliare le carte: un rovente Dorsey non ha visto il campo nel difficilissimo secondo quarto offensivo del Pireo.

La guardia ex Maccabi merita però un tributo in una gara in cui si è scatenato con ben 32 punti (7/10 dall’arco), infermabile per la difesa Cska, dopo che all’inizio gli è stata concessa la libertà di accendersi.

Il primo parziale, il secondo e la ripresa: tre storie nella partita

L’inizio è shock a Mosca: l’Oly vola prima sul 7-0, poi sul 23-12. Un avversario spento viene messo all’angolo da dei reds che scambiano con facilità, trovano conclusioni aperte con maestria, controllano le iniziative avversarie senza appresione. Il Pireo appare più che dominante, in procinto di passeggiare su dei russi sfilacciati.

A poche battute dalla fine della prima frazione la gara cambia volto per la seconda volta, il Cska sale di aggressività, prende fiducia e gli ateniesi scompaiono dal campo. Dal 9′ minuto al 27′ si svolge la tremenda rivalsa dell’Armata Rossa che si riassume in un parziale massacrante di 54-26.

Finalmente però a cavallo tra terzo e quarto quarto l’Olympiacos risorge, trovando nell’energia di Livio Jean-Charles un carburante per ripartire e cavalcando Tyler Dorsey: è così che il finale della gara assume un insperato interesse.

L’operazione Barbarossa da parte di Sloukas e compagnia però si era arrestata dopo il clamoroso exploit iniziale, a Mosca hanno riorganizzato le forze dopo le ingenti perdite, fatto fondo alle risorse date da un carattere senza confini e prodotto un’avanzata inesorabile, non senza imprevisti, che ha portato infine alla conquista di Berlino.

Photo credit: euroleague.net

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