Valencia-Baskonia (R34) da infarto: vincono i taronja, in attesa dello Zenit

Francesco Sacco

Valencia vince 86-81 contro il Baskonia e spera ancora nei playoff. Sarà decisivo lo Zenit tra domani e martedì

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La posta in palio era altissima in questo confronto diretto, da dentro o fuori, tra Valencia e Baskonia. Come spesso accade in questi casi, la tensione spasmodica si è fatta sentire e ha inciso sulla qualità del gioco espresso dalle due squadre. Questo, però, non ha impedito di offrire uno spettacolo unico, a suo modo, nel quale ha vinto chi è stato capace di mantenere i nervi saldi quando più contava.

Oppure, per lo meno, chi non ha sbagliato per ultimo. Ovvero Valencia, che emerge vincitrice in un finale convulso, senza alcuna logica in alcuni frangenti. Tuttavia, importava solamente il risultato ieri sera e il 86-81 finale, che ha premiato il gruppo di Jaume Ponsarnau, vuol dire mantenere vive le proprie chances playoff.

Possibilità esaurite per il Baskonia, crudelmente respinto dopo una rincorsa che ci ha fatto sognare dall’esterno, ma che resterà semplicemente occasione per raccogliere tanti, meritatissimi complimenti. Fini a se stessi però, in fin dei conti. Nulla che tolga valore a quanto messo sul parquet negli ultimi due mesi, che è stato notevolissimo.

Valencia-Baskonia è tutta nei consueti 5 punti di analisi di Eurodevotion

Baskonia croce e delizia nel primo quarto

I ragazzi di Dusko Ivanovic iniziano nella maniera giusta questa sfida decisiva per il proprio destino nel Torneo. I baschi sono magistrali nell’impedire a Valencia di coinvolgere i propri centri, ben sapendo quanto siano elementi chiave nel game plan di Jaume Ponsarnau. I taronja si presentavano primi nel tiro da due con il 57,9%.

Da qui l’importanza di negare comode ricezioni profonde in post basso. Ciò che avviene nei primi minuti di gioco, anche grazie agli aiuti al ferro di un Ilimane Diop attento e in grado di modificare le traiettorie di tiro grazie alle sue interminabili braccia.

L’altro lato della medaglia, però, sono le 7 palle perse nel primo periodo. Decisamente troppe. I padroni di casa colgono perfettamente la palla al balzo, trovando diversi canestri facili in contropiede. Convertendo con cinismo (8 punti su 25 arrivano proprio da palla recuperata) per opera di due giocatori principalmente.

Nikola Kalinic garantisce alla causa 5 punti. Il grande protagonista della prima frazione, però, è Derrick Williams. L’ala grande ex Fenerbahce è incontenibile in campo aperto e chiude il primo periodo con 9 punti (3/4 al tiro) e un ragguardevole 16 di PIR.

Così Valencia chiude sopra 25-21 al primo mini-intervallo.

Give (not) Valencia a (second) chance

Parafrasando la celebre “give peace a chance” di John Lennon, Baskonia commette il grosso errore di concedere troppe seconde opportunità al suo avversario. Specialmente nel secondo quarto.

E’ in questo modo che Valencia sembra poter dare il primo strappo alla partita. Sono 7, infatti, i rimbalzi offensivi catturati dai ragazzi di Ponsarnau all’intervallo. 3 dei quali appartengono a Mike Tobey, che riesce a entrare finalmente in partita ed essere un fattore, fin lì silente.

Come è accaduto spesso in stagione, però, Valencia cade vittima dei suoi stessi black-out. Improvvisamente, iniziano ad accumularsi le palle perse (12 al 20′), consentendo al Baskonia di approdare nel suo terreno di caccia. Ovvero la transizione. I ritmi si alzano ulteriormente e gli ospiti piazzano il parziale.

14-4 che ribalta l’inerzia, sospinto dalle triple di Luca Vildoza e di un Rokas Giedraitis che conferma ulteriormente come si trovi perfettamente in un habitat cestistico quasi naturale come quello della squadra basca. Per tutto il resto c’è Pierria Henry e anche questa non è una novità.

Pierria Henry: qualcuno ha detto microwave?

Era dato in dubbio, infortunato, causa scavigliata occorsa nel weekend di Liga Endesa. Meno male che si è presentato alla Fonteta in condizioni imperfette..verrebbe da dire.

Raramente si è visto uno sforzo, per quanto vano, caratterizzato dall’energia e l’intensità profusa da Pierria Henry. Ovvero l’uomo che ha preso per mano la sua squadra e ci ha messo anima e corpo per arrivare alla vittoria. Un moto perpetuo, un diavolo che balza da un lato all’altro del campo. Come una sfera sulle sponde di un flipper.

Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo, afferma il detto popolare. Dusko Ivanovic lo vorrebbe clonare probabilmente. Fatto sta che i suoi 19 punti, 3 rimbalzi, 7 assist e 3 recuperi non bastano. Così come è insufficiente l’ennesima prestazione di alto livello di un altro protagonista assoluto della stagione dei baschi.

Si legge Achille Polonara, si legge mentalità vincente. Meno appariscente in questa occasione, perchè meno con la palla in mano rispetto alle ultime uscite, ma un killer capace di colpire Valencia direttamente al cuore nelle occasioni in cui è stato innescato. Un po’ come il Polonara visto con Pozzecco a Sassari, qualche mese prima di approdare a Vitoria e cambiare diametralmente la propria carriera. Ormai proiettata in alto, molto in alto.

Pierria Henry vs Valencia | Eurodevotion
Foto: euroleague.net

E alla fine spunta Tobey

Nella volata finale, in cui succede tutto e il contrario di tutto ed entrambe cercano di consegnare il successo all’altra (leggasi 1/4 dalla lunetta di Derrick Williams, per esempio), sono le giocate di Mike Tobey a spostare l’ago della bilancia.

Emerge in due occasioni ravvicinate dalla gazzarra del pitturato per appoggiare a canestro dei punti fondamentali negli equilibri del match. La successiva stoppata, ai danni di Alec Peters, sembra mettere addirittura il sigillo anticipato sul successo di Valencia. Nella sostanza è effettivamente sentenza definitiva, anche se mille cose sarebbero poi successe.

Mike Tobey è stato assenza nella fase iniziale del match, per poi prendersi di forza il palcoscenico ed essere punto di riferimento. Nonchè rebus a rimbalzo per i lunghi del Baskonia, in un’altra lotta vinta da Valencia contro pronostico (35-28).

Per il centro USA 13 punti e 7 rimbalzi alla sirena.

Dita incrociate

Così seguiranno Zenit-Maccabi giocatori, allenatori, dirigenti e tifosi di Valencia domani. Perchè non c’è in ballo solamente la propria presenza alla fase a eliminazione diretta, ma anche la futura permanenza nella Turkish Airlines Euroleague. Legata a doppio filo alla qualificazione ai playoff.

Dopo il netto successo del Real in casa del Fenerbahce, Valencia avrà bisogno tassativo di almeno una sconfitta da parte dello Zenit. Che giunga nella sfida della Sibur Arena contro gli israeliani, oppure lunedì nel recupero contro il Panathinaikos, è indifferente.

Con il verificarsi di tale condizione, ci sarebbe un arrivo congiunto a 19 vinte e 15 perse, che premierebbe Valencia in virtù di un saldo favorevole negli scontri diretti contro la squadra di San Pietroburgo. Non ci resta che attendere allora.

Nella stagione bizzarra scandita dal Covid, non sarebbe così sorprendente se il verdetto venisse procrastinato oltre la scadenza naturale della regular season.

Immagine in evidenza: Twitter Valencia Basket Club

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Francesco Sacco

Iniziato al gioco da Kobe Bryant e della Benetton Treviso di Ettore Messina da piccolino. Travolto dalla passione per l'Olimpia Milano da "grande". C'è qualcosa di più bello della Final Four di Eurolega? Forse, ma non ditemelo.
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