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7Days Eurocup

La Virtus è tanta roba! Una transizione letale è l’arma vincente delle V nere

Che l’Italia avesse bisogno del ritorno ai massimi livelli della Virtus lo abbiamo scritto praticamente tutti negli ultimi anni ed è verità assoluta. Che l’Europa accolga con grande soddisfazione una squadra che ha scritto pagine indimenticabili nella storia del basket continentale è situazione che stiamo vivendo in queste settimane. Che sia Italia, che sia Europa, il basket ha bisogno di grandi piazze dove vi sia una cultura del gioco di alto profilo e, da sempre Bologna lo è. Ed una “wild card” per il piano di sopra (Turkish Airlines Euroleague) è qualcosa di più che una semplice idea.

Il cammino immacolato di questo inizio stagione ha vissuto un’altra tappa importante nella serata di ieri, quando al Madison ha fatto visita il Morabanc Andorra, squadra di tutto rispetto, semifinalista di 7days Eurocup la scorsa primavera e sesta in Liga Endesa (2/2 il record) in coabitazione con altre squadre, capace di sorprendere la corazzata Barça sulle spalle di Dejan Todorovic e Cheikh Moussa Diagne.

Secondo abitudine di #eurodevotion abbiamo separato 5 punti di analisi derivanti dalla gara di ieri sera, giocatasi davanti a 3648 spettatori (ma questa Virtus non ne meriterebbe di più in Europa?) e chiusasi con un netto 87-72.

La difesa e la transizione: la prima nutre la seconda. E quel Gamble…

E’ da sempre così e non cambierà mai. Quando dietro si gioca con energia, applicazione, voglia di non farsi battere in 1vs1 ed organizzazione di sistema, i possessi offensivi nascono  sulle basi di una fluidità importante, che dà ritmo costante ed è in grado di coinvolgere tutti i giocatori.

Nel primo quarto, dopo un inizio sonnecchiante, sul 16 pari siglato da Marcos Delia, pareva che le cose si fossero sistemate in questo senso per i bianconeri, ma un ulteriore aggiunta di pigrizia ha creato un divario che poteva diventare anche montagna assai dura da scalare. E la transizione che si è vista in quei momenti non aveva per nulla le caratteristiche della fluidità sopra descritta.

Julian Gamble ha tenuto in piedi la baracca nel momento difficile. Rollatore molto efficace, con tempi ottimi, è meno deciso se deve prendere posizione in post, ma è ovvio che con due play come Markovic e Teodosic avere proprio quei tempi di “roll” sia una benedizione che i serbi sanno esaltare.

Quando Bologna ha cambiato registro, la gara è andata nella corretta direzione, quella in cui vince la squadra migliore. Che lo è stata semplicemente perché ha giocato in modo migliore.

La vecchia storia delle percentuali

Se dopo un quarto in cui stai tirando 7 su 9 da tre sei in vantaggio di 11 punti ma non hai ammazzato la gara, è facile che tu l’abbia persa. Alla fine 11 su 27, che corrisponde al 40,7%, non è certo una brutta percentuale di squadra, ma è evidente come sia quel 4 su 18 che ha seguito la forma iniziale ad aver contribuito allo scarto finale.

E quel contributo è stato molto farina del sacco virtussino in fase di copertura del perimetro. Andorra è finita lì.

Il rating offensivo e difensivo

Dietro al dominio della Virtus, ad oggi una delle tre squadre imbattute a 3/0 con Malaga e Partizan, in attesa che il Darussafaka provi a raggiungerle dopo la trasferta catalana con la Joventut, ci sono due dati molto interessanti.

A livello di punti per 100 possessi, il cosiddetto Offensive Rating, siamo a 103,4, numero di tutto rispetto: fa meglio solo il Promitheas (prossimo avversario bolognese), a 104,5 ma con già 1 L ed in attesa di rendere visita ad Ulm questa sera.

In difesa 85,1 è rating  di valore, che vale la settima piazza nella competizione.

La differenza positiva (Net Rating) di 18,3 è garanzia di assoluta competitività, come conferma la classifica.

Milos e Stefan, Stefan e Milos

Suvvia, anche in Eurolega una coppia del genere ce l’hanno in pochi. Se Markovic è da sempre giocatore che fa migliorare e crescere ogni compagno, Milos è… semplicemente Milos. Genio inarrivabile, poesia del gioco che fa sognare chiunque ami la palla che rimbalza sul legno duro. Che attualmente non sia al 100% è palese, e non è nemmeno vicino a quel 100% (garantito da chi lo segue da anni), ma che sia comunque in grado di impattare forte solo attraverso la sua presenza è un dato di fatto.

15 assist in due già di per sé e la dicono lunga. 1,8 di rapporto assist/perse in tre gare vuol dire qualità. Soprattuto se si pensa ad un ritmo che porta in dote 88,7 possessi a gara (le altre imbattute stanno sotto l’83,3). E’ grazie a questi due che il campo diventa una prateria e l’utilizzo delle triple supera il 40% con poche forzature.

Ancora più esaltante il fatto che il 27,8% dei possessi si chiuda con un assist, mentre una palla persa arriva solo nel 15,8% dei casi.

Bisogna fare il prefisso serbo per avere spiegazioni… Durante la telefonata sarà Stefan a dirci quanto manca alla prima tripla doppia.

Le parole dei protagonisti

Per Sasha Djordjevic bisogna «allenarsi e pensare a migliorare, senza tener conto delle aspettative, che ora sono alte». Tutto chiaro, ma è ovvio che di qui in poi la pressione salirà il che è normale se vuoi essere una grande squadra.

Filippo Baldi Rossi, ancora una volta positivo, sottolinea come «andare in palestra e trovare due come Milos e Stefan è motivo di orgoglio e ragione per allenarsi al massimo».

Frank Gaines, l’arma da non sottovalutare per nulla, è chiaro: «Dura all’inizio, poi abbiamo difeso e mosso la palla. Tutto è diventato più semplice, anche grazie ai nostri lunghi».

 

 

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