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Milano in trasferta sa solo vincere. Cade anche il Darussafaka

Milano vince ancora in trasferta mantenendo l'imbattibilità lontano dal Forum. Ad Istanbul finisce 98-92 il match contro il Darussafaka

Ricomincio da Tre” potrebbe essere il titolo perfetto per descrivere la vittoria di Milano in quel di Istanbul nella settima giornata di questa Eurolega 2018-19. Tre, come le affermazioni, in altrettante gare in trasferta, dell’Armani Exchange. Tre come le vittorie nella storia contro il Darussafaka in una gara in cui l’Olimpia ha avuto percentuali a tratti irreali proprio da tre punti. Un successo importante in una gara trappola che permette ai ragazzi di Pianigiani di rimanere in posizioni nobili di classifica.

Come consuetudine ecco i cinque punti di analisi di Eurodevotion.

MENTALITA’: dal punto di vista mentale Milano è certamente cresciuta rispetto alle scorse stagioni. Lo dimostrano ampiamente la capacità di reagire nei momenti di difficoltà e l’attitudine a non fallire partite in cui è fondamentale vincere. Le passate stagioni di Eurolega vedevano l’Armani vincere nelle partite in cui giocava bene, questa stagione i biancorossi sono bravi anche a capitalizzare giornate non del tutto positive, come quella di oggi. Unico piccolo neo può essere individuato nella incapacità di ammazzare i match. Anche ieri sera, ad esempio nel quarto periodo, Milano si è ritrovata avanti di una decina di punti permettendo al Darussafaka di rientrare. Stanchezza? Non soltanto

ROTAZIONI: l’argomento rotazioni è da alcune settimane uno dei più dibattuti, soprattutto da parte dei tifosi. Significativi in tal senso i 7 minuti concessi a Burns per ovviare ai problemi di falli di Tarczewski e Gudaitis. L’italiano di passaporto ha risposto mettendo in campo le sue caratteristiche migliori, energia e difesa. Alcuni suoi show difensivi sono stati notevoli e hanno confermato che per qualche minuto si potrà contare in questa Eurolega sull’ex Brescia e Cantù. Non sono mancate le ingenuità ma giustificabili e perdonabili vista la desuetudine da parte del lungo di calcare determinati palcoscenici

QUATTRO: sono stati ben quattro i giocatori dell’Armani Exchange (Bertans, Nedovic, James e Micov) a realizzare almeno tre canestri da tre punti. L’incredibile 10/13 con cui i ragazzi di Pianigiani hanno iniziato la gara dalla lunga distanza (con Nedovic a 4/4) e il 18/32 finale ha sicuramente compensato la pessima percentuale avuta invece da due punti. Proprio in questo aspetto, nel momento in cui i turchi hanno cercato di non concedere tiri facili da tre punti, Milano è un po’ mancata. La qualità del gioco è buona, il rapporto assist/perse sempre positivo anche se probabilmente nella serata di ieri la sensazione è che i ragazzi di Pianigiani siano troppo dipesi dal tiro pesante . La crescita, rispetto alla scorsa stagione, c’è stata ed è legata sicuramente ad una migliore organizzazione ma anche ad interpreti di un livello superiore

JERRELLS: proprio un anno fa eravamo qui a celebrare il ritorno del figlior prodigo a Milano nell’eccezionale esordio di Valencia. “The Shot”, nonostante non sia nel suo momento migliore, anche a causa dell’infortunio patito in preparazione, è stato giocatore determinante nel parziale di 14-2 ad inizio quarto periodo. Ben 7 dei 14 punti sono stati infatti del giocatore texano, compreso il canestro del sorpasso sul 69-68 turco.

MPV: nonostante siano da rimarcare le prestazioni del “professor” Micov, del solito James e del rientrante Nedovic  il mio personalissimo Mvp è stato Dairis Bertans. Il lettone, ex di turno, ha approcciato benissimo la partita ed è stata sua, nel finale, la giocata decisiva. Un premio per tutta la stagione che sta disputando il giocatore che si è calato perfettamente nel suo ruolo. Il rientro di Nedovic ha inevitabilmente tolto minuti ma non efficacia. I suoi 12 punti con 4/4 nelle bombe sono li a dimostrarlo.

Menzione d’onore, prima di chiudere, per Jeff Brooks. L’intelligenza cestistica e la capacità di fare piccole cose decisive del nativo di Louisville è sotto gli occhi di tutti. 2 punti, 4 rimbalzi, 4 assist in 24 minuti. Quando le cifre non dicono nulla.

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