La grandeur francese: Polonia annientata e medaglia già in tasca!

Jean Claude Mariani
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Una semifinale a senso unico porta un’autorevole Francia, vittoriosa sulla Polonia, all’atto finale della competizione

E’ un 95-54 seversissimo quello inflitto da Gobert e soci alla rappresentativa polacca, in una sfida che è stata incanalata nelle prime battute sulla via di Parigi e vi è scivolata sempre più inesorabilmente con lo scorrere dei minuti sotto l’abile gestione dei detentori dell’argento olimpico.

Una punizione esemplare per la cinderella del torneo, che si è dovuta piegare senza neanche riuscir troppo a controbattere, concede ai ragazzi di Collet l’avanzamento all’atto decisivo, che sancirà la conclusione della corrente edizione di Eurobasket.

Francia-Polonia - Eurodevotion

La prima semifinale della Mercedes-Benz Arena, filtrata dall’attenta lente di Eurodevotion, è racchiusa nel consueto stile di analisi per punti.

Pochi sussulti ed emozioni

Visti i fuochi d’artificio cui ci aveva abituato questa fase finale di Eurobasket, specie nei riguardi di queste due formazioni, il responso emozionale e tecnico di questa gara è stato un po’ deludente.

Già nei primi istanti dalla palla a due sono state le difese a prevalere sugli attacchi, tant’è che proprio le prolungate difficoltà offensive polacche hanno propiziato la prima e, con il senno di poi, già decisiva fuga dei transalpini.

Il quattordicesimo (Polonia) e il sedicesimo (Francia) attacco del torneo hanno impattato così in modo molto diverso sull’impianto difensivo avversario, generando progressivamente un esito a forbice estremamente divaricato che si è trasformato in un vero e proprio massacro per gli uomini di Milicic.

L’ottima dimensione interna dei francesi ha spedito in paradiso le percentuali dall’arco dei bleus (58%), con il solito uso misurato delle conclusioni da fuori, ma quest’oggi equilibrato e ben distribuito. Sono state infatti anche alcune bombe a fiaccare la resistenza polacca e a spezzarne le gambe in momenti decisivi, con Fournier e Yabusele che hanno vestito spesso i panni dei killer.

La voragine a rimbalzo (40 a 21 per i vincitori) è un altro dato che ha condannato la Polonia ad una prova sostanzialmente imbelle, causato da una grande attenzione della Francia sotto canestro, ovviamente corroborata dalla sua possibilità di schierare stazza a profusione e anche quintetti ancor più evidentemente alti, con il doppio centro, ad esempio.

La mancanza anche di riserve energetiche ed emotive della Polonia, dopo l’immenso sforzo profuso contro la Slovenia, hanno probabilmente fatto il resto, con armi tecniche che si sono rivelate tutte spuntate e un corso della partita che si è concluso malinconicamente in uno sconfinato garbage time.

La palude offensiva della Polonia

Nessuna Mazurka quest’oggi, anzi. La manovra offensiva della Polonia è stata per la quasi totalità della gara tragicamente simile a quella del terzo quarto contro la Slovenia, unico momento negativo di una partita magica per la banda di Milicic.

Soltanto 18 punti nel primo tempo, percentuali scadenti (33% da 3 e 31% da due, un po’ risollevate e corrette nel garbage time), il tutto da ricondurre ad una rilevante difficoltà nel trovare qualsiasi tipo di vantaggio e ad una discreta mancanza di brillantezza tra gli interpreti principali della selezione centro-europea.

Il solo AJ Slaughter nel primo tempo ha tentato qualche guizzo, ma soltanto tentando giocate di talento individuale che sembravano più palliativo che soluzione alla carestia realizzativa.

E’ mancata tutta la condivisione, la proverbiale e identitaria “solidarietà” che avevamo celebrato nell’exploit del turno precedente.

In più, a parte lo scollamento di squadra, hanno latitato anche e soprattutto i punti di riferimento del team biancorosso come Ponitka (3/10 dal campo), Balcerowski e Sokolowski, in un no-game che fondamentalmente non ha previsto alcuna reazione.

Ricaricare le energie e lasciare un segno indelebile nella storia della pallacanestro polacca è una grande possibilità e motivazione collettiva. Il bronzo, sinonimo di durezza e resilienza, è ancora in palio.

Francia, è tornata la grandeur?

La prima vittoria convincente della nazionale di Collet nella fase ad eliminazione diretta cosa ci dice di una Francia che, nonostante il percorso finora traballante e le tribolatissime vittorie contro Turchia e Italia, è ancora una volta ai vertici della pallacanestro internazionale?

Nulla è casuale, i mezzi dei bleus per dominare il gioco sono sempre stati davanti agli occhi di tutti, la dimostrazione di forza di oggi è affermazione di autorità, ma basterà a far passare in cavalleria i problemi evidenziati finora? Il tempo ci darà risposte, capiremo se da qui la Francia ha dato la definitiva attestazione della proverbiale grandeur transalpina nei confronti degli scettici.

Nel mentre, e questo forse dovrebbe spaventare, questo percorso è già valso ai “galletti” la conquista di qualcosa di luccicante da mettere al collo…

La gara di oggi si è basata su un’ottima impronta difensiva, che ha demineralizzato le iniziative della Polonia attorno a un’attenzione complessiva di squadra e alla rim-protection garantita da Gobert.

L’attacco non si è espresso su livelli stellari, ma è rimasto su binari di relativo ordine e di buona continuità, che non sempre erano stati elementi primari da associare alla cavalcata della nazionale d’oltr’Alpe.

I bleus hanno saputo sfruttare il loro tonnellaggio sotto canestro, in particolare con un sapiente uso dei giochi alto-basso tra lunghi, che è stato redditizio sia nei brani di partita del primo tempo, in cui la Francia piazzava il primo allungo, con le torri gemelle schierate assieme nel pitturato (interpretate prima da Fall-Poirier e poi da Poirier-Gobert), sia nelle accoppiate con un quattro straripante come Yabusele (top scorer dell’incontro con 22 punti).

Tra quarantott’ore l’occasione di salire sul tetto d’Europa: le aspirazioni di grandezza transalpine sono alla prova dell’atto finale, nove anni dopo l’oro di Slovenia.

Photo credit: fiba.basketball

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