Playoff LBA | Olimpia Milano vs Unahotels Reggio Emilia

Jean Claude Mariani
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E’ tempo della parte più bella, più calda della stagione, il tunnel finale che assegnerà il trofeo più ambito. Comincia il viaggio con i quarti di finale che oppongono la seconda e la settima forza della LBA, l’Olimpia di Messina e l’Unahotels di coach Caja.

Olimpia vs Reggio - Eurodevotion

La palla a due, che sarà alzata oggi alle 17, sarà la prima in assoluto della manifestazione, e sarà portatrice di contenuti speciali, su tutti il ritorno di Andrea Cinciarini al Forum, l’ex capitano biancorosso è leader degli ospiti e protagonista di una stagione stellare in terra emiliana.

Ci prepariamo quindi all’inizio della post-season cercando di prevedere e ipotizzare gli elementi fondamentali del faccia a faccia che comincerà nel tardo pomeriggio.

Lo stato di forma e le scelte di formazione

Entrambe le squadre arrivano da fresche delusioni europee, non certamente tonfi clamorosi, ma sicuramente occasioni perse che lasciano l’amaro in bocca per quello che, con un po’ di fortuna in più, sarebbe potuto essere.

Milano, dopo l’eliminazione con l’Efes, ha riportato due vittorie in tre incontri, con un secondo posto già sostanzialmente certo e la testa rivolta ai playoff, oltre alle tante ferite da leccare dovute alla moria di infortuni. Reggio invece ha dovuto vincere le due partite che sono seguite alla sconfitta in finale di Fiba Europe con il Bahçesehir, per assicurarsi un invito alla post-season.

Veniamo alle questioni d’organico. L’Olimpia sarà priva sicuramente di Delaney, che ha in pratica già salutato, Melli, le cui tempistiche di rientro sono ancora nebulose e sembrano escludere un rientro in questa serie, e Mitoglou, fuori per le note vicende.

Si apre quindi il tema turnover. Sicuri di un posto sono gli stranieri cardine, ovvero il Chacho, di ritorno, (bisognerà saggiarne le condizioni), Hall, Shields e Hines.

Bentil sembra ragionevolmente favorito su Tarczewski, per necessità nel ruolo di 4 e vista l’assenza di particolare stazza sotto i tabelloni reggiani. E’ infine meno prevedibile la scelta di Messina per l’ultimo posto, da effettuare tra Grant, Daniels e Kell. Dato il forfeit di Delaney, è possibile che serva più un handler, e allora che si punti su uno tra Grant e Kell.

Un parere personale è che il coach catanese sceglierà la point-guard di Silver Springs, data la fiducia nell’uomo che si può essere sviluppata nel corso dell’intera annata, sebbene le doti più offensive di Kell possano essere ben considerate.

Messina ha raramente cambiato rotazione a manifestazione in corso – Coppa Italia, Playoff – una volta battezzata una formazione, per cui ci saranno scelte già indicative. E, soprattutto, indirizzate in un senso o nell’altro, serviranno a dare fiducia agli elementi scelti, il cui ruolo sarà da costruire gerarchicamente in vista della fase più calda, laddove Delaney era senatore e riferimento.

Questa serie dev’essere anche una palestra, per compattare il gruppo e recuperare chi è indietro. Per questo non escludo neanche che si possa premiare gente in teoria meno quotata come Tarzcewski, visto il finale di stagione in crescendo, seppur il suo contributo non sia fondamentale oggi, per averlo arruolato in vista di un matchup finale con Jaiteh. Ipotesi in libertà, s’intende.

Anche Reggio arriva con qualche defezione importante. Assente sarà innanzitutto Leonardo Candi, che ha passato una stagione travagliatissima e che a questo punto guarda già al futuro in maglia Reyer, ma che avrebbe potuto essere arma importante in pressione sui portatori di palla di Milano.

Inoltre, manca anche il principale riferimento realizzativo Olisevicius (16,2 punti di media in campionato), e non è ancora chiaro se riuscirà a rientrare in qualche punto della serie, dopo che l’atleta lituano è out da fine marzo.

Temi tattici

Le due compagini, sebbene siano chiaramente su livelli diversi, presentano alcune caratteristiche simili.

Sono le squadre che viaggiano al più basso pace dell’intera lega (69,3 Reggio e 68,7 l’Olimpia), privilegiando un ritmo basso ed un gioco ragionato, sviluppato a metà campo.

Anche da questo deriva la grande attenzione alla cura del pallone, che infatti vede la squadra di Caja e quella di Massina, rispettivamente seconda e terza per minor numero di palloni gettati al vento.

A rimbalzo sono ambedue nella top 5 della LBA, anche qui con uno scarto molto leggero, sebbene Reggio nelle due sfide stagionali, vinte dall’Olimpia, abbia sempre primeggiato nel settore. D’altronde si tratta di una delle squadre più pericolose del campionato sulle carambole offensive, con il secondo rimbalzista della competizione in Mikael Hopkins. Una spina nel fianco nonostante le scarpette rosse siano quelle che concedono meno rimbalzi in Serie A.

Il sottodimensionato centro statunitense sulla carta non rappresenta un enorme pericolo per i biancorossi, come profilo di giocatore, tuttavia ha sempre messo in difficoltà l’Olimpia (16+9 e 21+12 negli scontri diretti). Melli sarebbe stato antidoto più indicato, ma c’è pur sempre il DPOY di EL SirHines che andrà in missione per limitarlo.

Milano resta comunque una delle migliori squadre d’Europa a forzare palle perse e a intorbidire il gioco degli avversari, costringendo a pochi assist, due aspetti che sono invece punti di forza della Unahotels, ottima in entrambe le categorie. Vedremo quale dei due lati della medaglia preverrà.

Tanto merito dei dati evidenziati è nella gestione superba di Cinciarini, autore di una stagione pazzesca in doppia doppia di media. Sul generale in campo emiliano, l’Olimpia potrebbe provare Hall o Grant per fiaccarlo, o persino Shields se si vorrà riservargli un trattamento alla Micic in casi particolari.

L’unica soluzione per Reggio per sfuggire alle tenaglie della difesa meneghina potrebbe essere quella di trovare linfa rivoluzionandosi e alzando il numero di possessi, sebbene difficilmente mi aspetto possa accadere per coerenza reggiana e per meriti milanesi. Allora dovrà provare a fare di tutto per rendere macchinosa la circolazione di palla biancorossa e far sorgere qualche insicurezza in un’Olimpia che deve ricalibrare i propri assetti.

L’Armani Exchange non ha bisogno di ricette particolari, deve semplicemente scendere in campo con personalità e desiderio di dominio. D’altronde, in poche occasioni in LBA è stato necessario l’agonismo messo in campo nelle campagne europee.

Nonostante tutte le remore offensive, in Serie A i meneghini hanno il miglior offensive rating, devono solo usare le proprie armi e attaccare con pazienza. Una situazione su tutte, Shields è difficilmente arginabile per Reggio, che non ha il personale per fermarlo.

Considerazioni finali

L’Olimpia dovrebbe passare il turno senza grandi difficoltà, tuttavia, vista l’incertezza imposta da problemi fisici e rotazioni, potrebbe anche accadere che Reggio strappi una partita. Gli uomini di Caja hanno fatto un’ottima stagione e non si faranno passare sopra facilmente.

Non ci resta che aspettare il via alle danze!

Photo credit: olimpiamilano.com e reggionline.com

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