Il CSKA non brilla ma vince: all’Alba non basta un super Maodo Lo

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La partita tra CSKA Mosca e Alba Berlino doveva essere una sfida la cui bilancia sulla carta pendeva nettamente da una parte, ma niente di tutto questo. I russi vincono una gara molto frizzante solo nel finale, dopo aver inseguito per gran parte della partita: 90-93 il punteggio finale.

Già questi numeri ci dicono come gli attacchi siano stati molto superiori alle difese, troppo spesso ballerine, e non è così usuale soprattutto quando in campo c’è una compagine come quella guidata da coach Itoudis. Proviamo a vedere insieme quali sono state le chiavi dell’incontro.

Voigtmann trascina la squadra, Shengelia la vince

Da questi due nomi soprattutto passa il successo dell’Armata rossa. Il CSKA ha fatto fatica per tutta la gara e spesso le cose non sono venute come dovevano: di questo parleremo meglio anche nel punto finale. In tutto ciò a tenere a galla per lunghi tratti del match la squadra di Mosca ci ha pensato l’irriducibile Johannes Voigtmann che ha fatto la voce grossa nella sua terra natia.

Il tedesco è ormai un vero e proprio pretoriano di Itoudis: quando tutti vengono meno, lui c’è praticamente sempre e su di lui si può fare affidamento. Per lui stasera 16 punti con 4/8 dall’arco, 6 rimbalzi e 22 di PIR (non a caso il più alto della sua squadra). Il suo tiro dalla lunga distanza è oasi e punto di riferimento costante della squadra quando molti altri fondamentali in attacco vengono meno.

Tuttavia, nel momento del sorpasso e quando c’è stato bisogno di svoltare la partita ci ha pensato Toko Shengelia, dopo un periodo passato in sordina. Voglia di vincerla, spallate sotto canestro, rapacità a rimbalzo, attacchi a canestro di prepotenza: queste le armi che hanno permesso all’ex Baskonia di fare sua la gara nel finale. Il buon proseguimento della stagione del CSKA, inutile dire che passa dalla continuità del suo rendimento.

Maodo Lo fa sognare l’Alba per tre quarti

Impressionante la serata al tiro della guardia dell’Alba Berlino: difficile definire diversamente la sua serata. Nel tiro dalla lunga distanza è l’incubo degli avversari e il problema maggiore è che i palloni che sono usciti dalle sue mani sono quasi tutti andati in fondo alla retina.

26 punti con 6/7 dall’arco (!), 7 assist ed un 34 roboante di PIR. E’ stato a tutti gli effetti l’attacco della squadra di Gonzalez: oltre a segnare con percentuali folli, attirava a sé sempre diversi raddoppi e quindi creava spazi invitanti per i compagni che potevano segnare più comodamente (soprattutto i lunghi ne hanno beneficiato). Non è riuscito a vincere la partita, ma ci è andato molto vicino. Quando il tedesco è così in serata, non ci sono tanti scorer migliori nel continente.

Al solito, menzione di merito per il cecchino Marcus Eriksson: 18 punti e 5/10 che sembrano quasi routine ma che confermano la qualità davvero notevole del giocatore.

CSKA, è arrivata la vittoria ma anche diversi campanelli d’allarme

Sulla carta per i moscoviti doveva essere una gara molto più semplice, invece hanno rischiato anche di perderla. La vittoria comunque è arrivata ed è importantissima, soprattutto dopo la pessima prova dell’ultimo turno contro l’Unics.

Però questa sera molte cose non hanno funzionato. La difesa non è stata quella che di solito vediamo messa in pratica dagli uomini con la casacca rossa e l’attacco è stato altrettanto balbettante nonostante i 93 punti segnati.

In difesa pesa sicuramente l'”assenza” di Nikola Milutinov (anche oggi solo 7 minuti in campo per lui ed una condizione che sembra lontana), perno difensivo della squadra. Ma in generale qualcosa non funziona e nessuno può essere più indicato di coach Itoudis per sistemare il tutto.

L’attacco gira altrettanto male: il pallone non si muove veloce come dovrebbe e spesso ci si riduce a soluzioni estemporanee e senza la costruzione di un vero vantaggio offensivo. Quando è così abbondano gli 1c1 e gli isolamenti: spesso in queste circostanze è Clyburn a prendere palla in mano e caricarsi sulle spalle la squadra.

Mancanza di fluidità offensiva ed una difesa un po’ ballerina…quali possono essere le cause? Può essere un normale momento di flessione oppure pesano ancora tanto gli strascichi di tutti gli infortuni che la squadra si porta dietro. Quest’ultimo fattore non va mai dimenticato: fra gli infortuni dello scorso anno e quelli di quest’anno i momenti in cui si è potuto lavorare tutti insieme in gruppo non sono stati tanti e questo alla lunga pesa.

Tuttavia, siamo ancora a dicembre e, sperando che la dea bendata non sia ancora maligna, questo potrebbe essere il momento giusto per sistemare queste cose.

(Credits. photos from Euroleague website)

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