L’Olympiacos asfalta l’Asvel

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Al Peace and Friendship Stadium il trattamento Olympiacos è tutt’altro che imbelle e amorevole nei confronti della truppa di TJ Parker, che viene cancellata dalla progressiva e inesorabile avanzata greca.

La severa punizione di Sloukas e compagni recita 89-54 alla sirena finale e spedisce i reds a un consolidato terzo posto, mentre getta ancor di più nel turbine negativo l’Asvel, in crisi ormai da qualche settimana.

Il trionfo ateniese è passato al setaccio dai soliti tre punti di Eurodevotion.

Olympiacos - Eurodevotion

L’escalation greca

Già dalle prime battute la sfida pende dalle parti degli uomini di Bartzokas, che, non appena trovano il successo al tiro, volano in vantaggio. Il 20-10 del primo quarto racconta infatti un indirizzo preciso, specialmente se guardiamo al dato della valutazione, un netto 27-1 per il Pireo.

Da parte francese non c’è alcuna convincente reazione, anzi, con il passare dei minuti, aumenta sempre di più il predominio greco. L’Oly ha gioco facile a mettere sabbia negli ingranaggi della macchinosissima manovra dei lionesi, mentre il suo gioco scivola sul velluto nella metà campo avversaria, valorizzato particolarmente dalla vena ispirata di Tyler Dorsey.

Così, quando, dopo l’intervallo, il copione si dimostra lo stesso, il dilagare degli ateniesi è una realtà definitiva e la gara si avvia a un malinconico garbage time nell’ultimo quarto.

Una solidità spaventosa

L’Olympiacos è una tra le squadre più costanti della lega – finora ha realmente floppato soltanto nel pesante ko alla Sinan Erdem contro l’Efes – e anche oggi è stato protagonista di una dimostrazione di solidità impressionante. Imbattibili in casa, i reds hanno sigillato stasera il loro palazzetto, confermando le zero sconfitte interne subite in tutto il girone d’andata. E in una competizione imprevedibile come l’Eurolega, è davvero importante costruire certezze così robuste come questa.

Parlando nello specifico della prestazione della serata, il team di Bartzokas è stato capace di soffocare le iniziative avversarie con caparbietà, sfruttando al solito la perfezione delle loro rotazioni difensive, ma ha anche di conseguenza capitalizzato molto bene il gioco in transizione.

La cosa migliore di questa squadra, che si è vista anche stasera, è a mio parere la capacità di saper molto bene gestire e alternare le coppie e i dualismi a disposizione, da Sloukas-Walkup a Martin-Fall. Il caso dei due centri è particolarmente evidente, due giocatori radicalmente opposti, che vengono tanto ben utilizzati e armonizzati nel gioco della squadra, capace di adattarsi alle loro caratteristiche e di indirizzare di conseguenza l’impianto di gioco per sfruttarli a pieno.

Lione, abbiamo un problema

L’Asvel visto stasera è un lontano parente di quello che ci aveva fatto innamorare a inizio stagione. Qualche problema c’è ed è da quando è cominciato il periodo negativo che i francesi non hanno superato gli 80 punti segnati, se non nella vittoria in volata contro il Monaco. Infatti anche oggi la produzione offensiva è stata modesta, con soltanto 54 punti a canestro.

Se la coppia di guardie Jones-Okobo era sensazionale nel creare vantaggi, e proprio dalla vivacità e iniziativa dei due “autisti” partiva tutto l’attacco francese, stasera il loro contributo è mancato tantissimo, insieme hanno realizzato 6 punti, con 3/13 dal campo. Il calo era già evidente da qualche partita, ma è inevitabile che il team di proprietà di Tony Parker in queste condizioni non possa essere competitivo.

Infine mi ha colpito molto il fatto che siano soli 14 i tentativi dall’arco degli ospiti, tra l’altro dopo che nel primo tempo i tiri da tre erano stati unicamente 4. Non è così stupefacente se consideriamo che i ragazzi di coach TJ Parker siano ultimi per tentativi in Eurolega con poco meno di 20 a gara, ma resta che che con una statistica come quella di stasera, con un gioco dai 6,75m così poco sfruttato, non penso si possa avere vita facile nel basket di oggi.

Che dire? Il valore dell’Asvel evidentemente non è quello degli albori della stagione, ma non può nemmeno essere quello della notte del Pireo. La collocazione più corretta e a questo punto più attendibile per i transalpini è un assestamento appena fuori la zona playoff.

Photo credit: euroleague.net

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