Cade Costantinopoli! Olimpia sempre più prima

Jean Claude Mariani
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E’ un’Olimpia dirompente quella che si presenta ad Istanbul, una squadra determinata che conferma il primato e tramortisce un Fenerbahce mai in partita. Il risultato finale è perentorio, 43-68 per gli ospiti.

La gara è una prova di maturità per Milano che si impone sin dalle prime battute contro dei padroni di casa spenti e disorientati, così il garbage time trova ampissimo spazio nell’ultimo quarto.

L’importante vittoria dell’Olimpia va perciò sotto la lente dei consueti tre punti di Eurodevotion.

22-3 e 25-9

Bastano due quarti, il primo e il terzo, per innescare e sigillare il trionfo in terra anatolica.

L’assedio di Costantinopoli dura pochissimo, l’invasione è istantanea. I biancorossi entrano in campo con grinta e determinazione, con il piglio della grande squadra. Sui due lati del campo non c’è storia, l’attacco meneghino gira con armonia, la circolazione paziente e ben ritmata riesce a eludere la resistenza del Fener, mentre la difesa dell’Olimpia è molto aggressiva e attenta, si fa sentire sulla palla ed è ottima nel lanciare raddoppi con perfetto timing, intasare le linee di passaggio turche, e frenare con diligenza la transizione turca.

Per il Fenerbahce il gol arriva solo con un minuto allo scadere, quando si sblocca dal campo con il canestro del giovanissimo Hazer: fino a quel momento soltanto Vesely con un tiro libero era stato in grado di sbloccare il punteggio gialloblù.

Il primo quarto indirizzerà la sfida in modo decisivo, ma dopo una seconda frazione di maggiore difficoltà, propiziata dalla zona 3-2 turca, che avrebbe potuto riportare in corsa la squadra di Djordjevic, la risposta di Milano non si è fatta attendere al rientro degli spogliatoi.

Un fulmineo 9-0 apre le danze, le tre bombe dall’angolo sono tre fendenti letali che mettono le cose in chiaro: il copione è lo stesso dei primi dieci minuti. Milano riprende a giocare sul velluto, ritrova l’intensità nel giro palla e l’asfissiante aggressione delle sue maglie difensive. La gara è ai titoli di coda.

Melli e Datome

E’ forse fare uno sgarbo al buon Shields, rimettere in copertina i due leader italici della compagine biancorossa, ma è anche un modo di richiamare quanto avevo fatto nella sconfitta, l’unica, dell’Armani Exchange, avvenuta contro il Bayern. Quella volta, nelle difficoltà, erano stati anima di questa squadra.

Lo sono stati la settimana scorsa contro il Barcellona, lo sono stasera in Turchia. Per altro apprezzatissimi ex della società gialloblù, è loro il marchio nell’inizio biancorosso: degli 11 punti dei primi minuti, 6 sono di Melli e 5 di Datome.

L’impronta l’avevano già data. Melli non ne segnerà altri, si limiterà all’immanenza sulla gara, alla leadership difensiva, che si traducono a fine gara nel meraviglioso dato di 6 recuperi. Numero che incarna intelligenza di letture ed ottima esecuzione sulle trappole difensive preparate da Messina. Datome invece si rifarà vedere nel 9-0 sopra citato: due triple dall’angolo e un extra-pass per la terza bomba di Shields.

Il Fenerbahce e il record negativo di punti

Che brutta nottata per la squadra turca… Una partita che avrebbe dovuto confermare che gli sfortunati risultati che hanno prodotto l’attuale record fossero definitivamente alle spalle, è invece foriera di incertezze e ulteriori dubbi.

I soli 43 segnati sono record negativo nella storia del club in Eurolega. D’altronde, produrre ben due quarti in cui non si riesce a superare la doppia cifra di punti a tabellone, con 3 e 9 rispettivamente nel primo e nel terzo quarto è a questo livello semplicemente inaccettabile.

37 di valutazione di squadra, 40% da due, 19% dall’arco… I dati sono lì da vedere, ma innanzitutto la squadra padrone di casa ha prodotto una tale prestazione a partire da un approccio inaspettato per una grande partita, l’atteggiamento è mancato dove il Fener è stato completamente out-hustled dall’Olimpia nei momenti decisivi.

All’attacco congestionato, con poche spaziature e una selezione di tiro rivedibile, si aggiungono prestazioni poco confortanti per l’integrazione nel sistema di Henry e Polonara, parsi poco brillanti e poco valorizzati. L’unica nota positiva è un interessante exploit di Sehmus Hazer, giovane giocatore turco lanciato nella mischia dal coach serbo, che già con un altro ragazzino del ’99 dotato di fascetta dicono abbia lavorato bene…

Photo credit: euroleague.net

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