Real-CSKA (round 30): vittoria russa di talento, i Blancos ora tremano

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Real-CSKA, insieme a Olimpia Milano-Barcellona di questa sera, era indubbiamente il piatto forte del round 30 di Euroleague. La sfida, dopo un primo quarto molto equilibrato (21-23) è stata in realtà sempre sotto il controllo dei russi, capaci di una prova offensiva mostruosa, soprattutto in un primo tempo da addirittura 55 punti messi a referto. Il punteggio finale dice 89-96, e racconta dei vani tentativi di rientro di un Real sprofondato a meno venti (43-63) nel corso del terzo quarto.

Vittoria fondamentale per i moscoviti, che agganciano momentaneamente le superpotenze Efes e Milano al secondo posto in classifica, grasso che cola in un girone di ritorno che, fin qui, vede i russi procedere con un record di 5-7. Era in difficoltà anche un Real martoriato dagli infortuni e ora scivolato al settimo posto, con una sola vittoria di vantaggio su un ritrovato Baskonia, al momento nono in graduatoria. Le chiavi di Real-CSKA sono nei cinque punti di Eurodevotion.

Real-CSKA: il fattore Walter Tavares (al contrario)

Tante volte abbiamo ricordato quanto Walter Tavares sia un fattore difensivo estremamente potente, dato che con le sue leve pressoché infinite può variare tutte le parabole dei tiri che arrivano nel pitturato. Ecco, appunto, nel pitturato. Non è mistero che l’unico modo per battere un gigante del genere sia portarlo lontano da quell’area che tanto bene presidia. Il CSKA è riuscito a farlo magistralmente. E non conta tanto il 16/34 da tre punti di squadra.

Real-CSKA
Real-CSKA: una rara prova difficile in difesa per Walter Tavares

Conta il fatto che la metà di quelle triple siano state segnate da Tornike Shengelia (4/7) e Johannes Voigtmann (4/7). Il pericoloso andazzo da questo punto di vista è stato chiaro fin dal primo quarto di Real-CSKA, quando l’ala/centro georgiana, che non ha nel tiro da fuori la sua peculiarità, ha messo subito a segno tre siluri dalla distanza. Quelli del lungo tedesco, nei momenti in cui ha giocato da centro, sono stati la parola fine sul match, proprio quando gli spagnoli stavano provando a riaprirlo. Come sempre Walter Tavares è stato sì un fattore, ma un fattore al contrario per una volta.

CSKA, bel gioco? Neanche per idea, ma stavolta va bene così

La vittoria e i 96 punti segnati in trasferta di Real-CSKA non illudano su quanto hanno fatto i russi: nulla è cambiato da un punto di vista offensivo. Gli appena 13 assist di squadra in una prova offensiva del genere indicano che il copione è sempre quello dell’uno contro uno, governato dall’immenso talento a disposizione. La differenza rispetto a quanto spesso accaduto in un girone di ritorno scadente? Stavolta il gioco è valso la candela.

Tutti, nelle loro iniziative individuali, hanno trovato successo, complice sicuramente la partita difficile difensivamente di Tavares. Un Mike James da 22 punti con 12 tiri tentati (dei suoi) è un vero e proprio affare. Così come è un indubbio vantaggio l’aver rivisto un grande Will Clyburn, autore di 23 punti con diverse giocate individuali di alto livello. E’ un modo di giocare da biasimare a tutti i costi? Chi scrive pensa di no. Basta, a questa altezza della stagione, contro le altre concorrenti per il titolo? Le partite contro Efes e Milano hanno parlato chiaro in questo senso: la risposta è no.

Real-CSKA: alto punteggio e grandi giocate, ma non è il basket di chi gioca per il titolo

Dal punto precedente discende una generica considerazione su Real-CSKA: questo non è il basket che, a quattro turni dalla fine della stagione regolare, porterà una delle due a competere per i traguardi cui entrambe hanno abituato nella storia recente e non solo del grande basket continentale. I madrileni stanno pagando una quantità di sfortuna con pochi precedenti dal punto di vista della salute fisica del roster, e ogni partita porta a galla sempre maggiori difetti.

Da parte russa, c’è una chiara incapacità, ad ora, di andare oltre a ciò che porta il talento individuale, comunque presente in maniera importante a roster. Inoltre, la difesa va e viene, spesso va più che altro; anche perché quando sono sul parquet Mike James o Iffe Lundberg dietro si gioca in quattro. Il Real nelle condizioni in cui è non può certo aspirare alla vittoria finale, probabilmente neanche alle Final Four. Il CSKA magari arriverà in fondo grazie al talento dei singoli, ma Barcellona, Efes e Milano, oltre forse al Fenerbahce, sono un passo avanti.

Il peso del playmaking

Basket moderno o no, non avere un playmaker di livello impedisce di giocare per traguardi realmente rilevanti. Lo sta imparando sulla propria pelle Pablo Laso, che forse non si sarebbe aspettato di pagare a così caro prezzo la partenza di Facundo Campazzo. Inutile volger gli occhi a quella tribuna dove siede Sergio Llull, più a suo agio nella posizione di guardia tiratrice in questa fase della carriera. Si doveva cercare un sostituto, non lo si è fatto.

Carlos Alocen è giocatore interessante e con colpi notevoli, si farà, ma non essendo Luka Doncic non può riuscire a essere già determinante. E allora resta Nicolas Laprovittola, che, aldilà delle cifre, ha capacità di regia molto sotto la media del ruolo. Le tante azioni iniziate buttandosi al ferro e ritrovandosi per aria in Real-CSKA sono emblematiche. Davvero il Real pensava che Laprovittola potesse sopperire alla partenza del ben più forte connazionale? Onestamente è un po’ sorprendente. Il risultato è che ora c’è solo una vittoria di vantaggio sul Baskonia nono, con Efes e Fenerbahce ancora da affrontare. L’eliminazione è uno spettro che adesso aleggia sul serio.

L’insegnamento di Real-CSKA: Mike James non oscuri Tornike Shengelia e Will Clyburn

Del gioco zoppicante e dell’enorme talento a disposizione di Dimitris Itoudis si è già abbondantemente detto in questo pezzo. Ora, ripensando a Real-CSKA, urgono alcune precisazioni sui forti singoli che figurano nella rosa moscovita. Troppo spesso sembra che le giocate risolutive possano spettare al solo Mike James, giocatore di smisurato talento ma quasi sempre al limite con l’incoscienza cestistica, soprattutto quando conta.

Le prove di due fuoriclasse del panorama europeo come Tornike Shengelia e Will Clyburn ci ricordano che James non è il solo grande nome a disposizione. Ci sono stelle molto luminose nella volta celeste di Itoudis. Il problema è che non siano oscurate da quella che brilla più di tutte. Stasera non è successo e, pur con un gioco che resta individualistico, il CSKA è tornato a casa con una vittoria vitale.

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