Round 30: il Baskonia sfrutta il suicidio dello Zenit nel finale e porta a casa due punti fondamentali.

Ciro Abete
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Il Baskonia porta a casa un preziosissimo successo per 75-79 sul campo dello Zenit, dopo essere stato sotto di 14 (72-58) a 4′ dalla fine.

Due filosofie a confronto

La sfida si preannunciava una partita dal punto di vista tecnico molto intrigante: due squadre che giocano una pallacanestro agli antipodi.

I Russi privilegiano un basket a ritmi molto bassi, strutturando l’attacco con tanti blocchi lontano dalla palla per poi giocare un pick and roll, sfruttando la qualità in questo aspetto del gioco dell’ottimo Pangos.

Il Baskonia, invece, ama giocare up-tempo, cercando di lavorare molto in campo aperto, per giovare dell’esplosività delle sue due guardie principali Henry e Vildoza e della capacità di correre dei lunghi.

Ecco quindi le premesse di un match che oltre agli aspetti tattici è fondamentale ai fini della classifica e della lotta playoff


Una gara in controllo dello Zenit per 36′

Dopo un avvio abbastanza contratto è la squadra di Pascual a prendere il comando delle operazioni, grazie in primis alla scarica di triple di Billy Baron, ma soprattutto alla capacità di riuscire a trasformare in vantaggio l’aggressività difensiva del Baskonia.

Questi attacchi equilibrati hanno un duplice risultato: chiaramente quello di costruire tiri puliti ma anche quello di togliere l’arma principale dei Baschi: il contropiede.

Infatti la squadra di Ivanovic è costretta a pensare e a giocare ai ritmi dello Zenit: a testimonianza di ciò i 58 punti in 36′ che sembrano essere la pietra tombale per le speranze playoff della squadra di Vitoria.


La remuntada dei Baschi

Qualcosa però cambia a 4′ circa dalla fine quando Polonara si apre su una rimessa e mette la bomba del -11 (72-61).

Da lì in poi è una rumba dove la mossa vincente è quella di giocare con Polonara e Peters come lunghi e cambiare sistematicamente sui blocchi.

Ecco che a 25″ dalla fine la tripla di Vildoza concretizza la remuntada del Baskonia e manda nello sconforto più totale i Russi di San Pietroburgo.

L’argentino per l’ennesima volta si dimostra l’uomo a cui affidare la palla nei momenti che contano, e sigla il +3.

Negli ultimi 25″ succede di tutto con l’errore di Pangos (solo 6 punti con 8 assist e 4 perse), il 2/2 di Giedriatis e una tripla totalmente folle di KC Rivers che ha acceso l’ultimo lumicino di speranza, spento poi dal canestro dello stesso lituano che ha definitivamente fissato il punteggio sul 75-79, che però non ribalta il 70-77 dell’andata.


Polonara ancora decisivo

In un match dove il miglior realizzatore è Peters con 17 punti + 6 rimbalzi, il nostro Achille Polonara si conferma ancora una volta decisivo ben più dei suoi 9 punti + 7 rimbalzi.

Infatti nel parzialone di 20-3 che ha concluso la gara ha sicuramente messo un mattoncino importante con la tripla che ha dato il “la” alla rimonta e il gioco da 3 punti del pareggio, dando inoltre tanta sostanza a rimbalzo e in difesa sui cambi.

In doppia cifra per il Baskonia anche Vildoza 15 e Giedriatis 12+6.

Per lo Zenit spiccano invece i 15 di Ponitka, i 14 di Rivers e i 12 di Baron (4/4 da tre)


La lotta playoff si infiamma

I Russi hanno così sprecato il match point, facendo rientrare in corsa per i playoff il Baskonia che ha gli stessi punti ma con una gara in più e gli scontri diretti a sfavore.

Il calendario non sorride molto ai Baschi che dovranno affrontare nell’ordine Milano in casa, il Panathinaikos ad Oaka, l’Efes in casa e lo scontro diretto a Valencia (con questi ultimi che vincendo con il Khimki rientrerebbero nel gruppo con Baskonia e Zenit a 16 vinte).

Lo Zenit nelle prossime quattro ha Khimki fuori e Cska, Asvel e Maccabi in casa, prima di giocare il recupero con il Panathinaikos che potrebbe risultare decisivo per la qualificazione alla post season.

IL TABELLINO DELLA GARA

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