Cosa succede al Panathinaikos? Il più grande interrogativo di Eurolega è oggi senza risposte

La squadra che ha dominato il primo decennio di Eurolega, quella che sotto la guida di Coach Obradovic ha alzato ben 5 volte il massimo trofeo continentale tra il 2000 ed il 2011, quella che ha uno dei fattore campo più temuti nell’Oaka è oggi il più grande punto interrogativo rispetto al futuro della competizione.

Il focoso proprietario, Dimitris Giannakopoulos ha detto la sua e lo ha fatto secondo il suo tipico stile senza fronzoli: «I giocatori vogliono essere pagati per l’80-85% ma hanno lavorato per il 65%». Parole che, sebbene assai reali nei numeri, non avranno fatto piacere a nessuno dei protagonisti dell’accordo tra EL ed ELPA (associazione giocatori), soluzione che il club “green” non ha votato durante la riunione decisiva, esattamente come i concittadini dell’Olympiacos.

Di lì in poi la stampa si è scatenata con le voci più disparate, tutte però a senso unico, ovvero il possibile esodo dei migliori giocatori verso altri lidi.

Il tutto ha radici iniziali nello strano, nonché “consensuale” addio con Pitino, passato in un amen da leader assoluto del basket greco (la questione nazionale è sempre lì sospesa) a fantasma sparito e poi riapparso, magicamente, nel mondo del college con la firma ad Iona.

La politica del club, sempre secondo la florida, ed a volte pure fantasiosa, stampa locale sarebbe quella di proporre riduzione di ingaggi a chi ha contratti in essere e di offrire eventuali rinnovi su basi inferiori a quelle attuali. Sia chiaro, è una scelta molto rispettabile nonché su basi assai realistiche: il mondo non sarà più quello di prima e di ciò dovranno rendersi conto anche gli sportivi, compresi i campioni del basket. E’ però altrettanto palese come la tempistica di questa uscita sia stata probabilmente errata, poiché, siccome è cosa che potrà accadere nella stragrande maggioranza dei club, una politica comune avrebbe avuto un effetto più condiviso. Lo stesso Gigi Datome, presidente ELPA, durante la nostra LIVE Instagram della scorsa settimana, ci ha detto che tali ipotesi di taglio non sono state prese in considerazione ufficialmente, ma che tutti si rendono conto di quello che sta accadendo e che almeno informalmente è cosa di cui si parla. Le riduzioni di budget annunciate pressoché da tutti i club, nonché un conteggio reale delle perdite, che sarà possibile solo una volta stabilito se si chiuderà qui la stagione o si giocherà la fase finale a luglio,  faranno il resto.

In questa situazione però solo il Pana ha visto nascere e crescere voci così insistenti riguardo l’impossibilità di trattenere i suoi migliori atleti e l’elenco diventa sempre più lungo quasi quotidianamente.

Di Nick Calathes, il caso più spinoso e determinante, vi abbiamo già ragguagliato più volte. Una permanenza ad Oaka pare oggi assai lontana, nonostante il contratto in essere.

Di recente si è discusso molto della separazione anche da Jimmer Fredette, un altro con accordo sino al 2021.

Su Deshaun Thomas le voci si sprecano. la separazione dallo straordinario giocatore firmato sino al 2021 pare cosa certa. E l’atleta fa gola a moltissimi.

Jacob Wiley, in scadenza, è sottolineato con l’evidenziatore sul taccuino di Malaga.

Da ultimi sono arrivati anche i rumors riguardo l’interesse dell’Olimpia per Ioannis Papapetrou, anche lui sono contratto ma poco disposto a riduzioni salariali.

Da notare come Tyrese Rice, Nikos Pappas, Ian Vougioukas, Wesley Johnson e Ioannis Athiniaou siano in scadenza tra poco più di un mese.

La sostanza è che i media greci danno per certa la totale rivoluzione della squadra, sempre in attesa di capire chi possa essere il Coach, visto che George Vovoras pare soluzione ponte, col rischio che una sua conferma possa fare portarlo su un percorso alla Pedoulakis, ovvero quasi a tempo determinato.

Il Panathinaikos è un asset fondamentale della struttura di Eurolega, nonostante rapporti che hanno toccato il fondo negli anni recenti con la guerra tra Giannakopoulos e Bertomeu, ed ha contratti televisivi di alto livello, ben superiori a quelli di altre protagoniste. Certamente, oltre al virus, ha influito, e non poteva essere diversamente, il fatto di giocare una lega nazionale pressoché senza senso dal momento in cui l’Olympiacos è stato (o ha scelto) retrocesso per le note vicende della scorsa stagione. La licenza decennale è una certezza che garantisce diritti, ma che presente pure doveri importanti, verso l’organizzazione così come verso un popolo di tifosi che è immenso e merita rispetto.

Il futuro oggi è totalmente “unpredicatble”, se è vero che una nostra fonte, sempre assai attendibile ed informata sui fatti di Oaka, da noi interpellata per capire qualcosa di più, ci ha risposto con un laconico «Non ho la minima idea di cosa possa succedere e, come me, nessuno ce l’ha».

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