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Le vere domande di Eurolega: wild card e finaliste di Eurocup, poi gli stipendi…

Mentre ci si affanna a cercare di capire se e quando arriverà lo stop definitivo alla stagione, sempre più prevedibile e logico, ma non necessariamente di attualità,  si tralasciano un paio di questioni che sono la vera natura del prendere tempo attuale.

I criteri di partecipazione per l’edizione 2020/21,  ridisegnati nel board dello scorso luglio, presentano alcune problematiche legate alla strettissima attualità.

11 licenze pluriennali (OLY-PANA-FENER-EFES-REAL-BARCELLONA-BASKONIA-MILANO-CSKA-MACCABI-ZALGIRIS) sono garantite.

2 licenze biennali (BAYERN ed ASVEL) sono certe di partecipare.

Le finaliste di Eurocup altrettanto, laddove oltretutto la migliore eventuale che accedesse ai Playoff avrebbe certezza di partecipare anche all’edizione seguente (in questo caso il Valencia, perchè l’Alba si è qualificata con il vecchio criterio della miglior tedesca oltre al Bayern).

Poi ci sono 3 wild card, su cui si scatenerebbe l’inferno. L’ABA Liga si è detta certa di avere la propria vincitrice, così come la VTB ha parlato di “ampie rassicurazioni”: poi? E qui si apre una situazione amplissima.

Che la Virtus sia la prima scelta di Bertomeu è un segreto assai malcelato ed avrebbe risolto ogni problema la sua eventuale qualificazione attraverso la 7 Days Eurocup, ma le parole del commissioner in occasione della sua conferenza stampa milanese, lo scorso novembre, erano state chiare e rassicuranti in qualunque senso.

Nei giorni scorsi si è scritto che il Khimki avrebbe certezza di esserci in virtù della stagione (annullata…) da leader VTB e comunque perchè in possesso dei requisiti previsti lo scorso anno (migliore della lega a parte il Cska), ma di ufficialità in questo senso non ce ne sono.

Ed ora, che si fa?

Se si annulla la stagione attuale vi sono due possibili scenari.

Il primo prevede l’azzeramento del tutto e la conferma delle attuali 18 partecipanti. Logico, si direbbe: come escludere qualcuno in virtù dei risultati di una stagione non terminata?

Il secondo scenario, invece, prevederebbe di adottare i nuovi criteri, mandando in soffitta l’attuale stagione come se fosse esistita anche se in realtà non lo sarebbe. E qui,  sebbene è illogico non dare chances a chi se le stava giocando, si potrebbe pensare che allo stesso tempo che non si può punire chi aveva impostato una stagione di Eurocup con investimenti al fine di conquistarsi quei due posti disponibili. Ma in realtà anche l’Eurocup non sarebbe finita, quindi come indicare le due migliori?

E’ francamente un labirinto da cui non si esce, se non con la pazienza e la diplomazia. Ecco perchè questo prendere tempo. Non si tratta di portare in là una decisione che parrebbe logica e scontata, quanto invece lavorare su accordi e situazioni che vanno discusse con la massima attenzione prima di infilarsi in un tunnel che potrebbe avere strascichi non da poco.

Già lo scorso anno ci furono molte polemiche quando la wild card andò allo Zenit piuttosto che al presunto favoritissimo Partizan, figuriamoci cosa potrebbe accadere quest’anno.

Gli esempi sono tanti e riguardano appunto 5 squadre della competizione attuale, ovvero Zenit, Alba, Stella Rossa, Valencia e Khimki. Sceglietene pure uno a caso, è difficilissimo uscirne con una decisione logica e condivisa.

Se poi, ipotesi assai remota, la stagione si concludesse nel pieno dell’estate, i tempi per ripartire sarebbero ristrettissimi e quindi il mercato si svolgerebbe su logiche del tutto particolari. Un esempio su tutti? Le finaliste di una 7 Days Eurocup che arrivassero a tale risultato a fine luglio, avrebbero i tempi per allestire un roster da Eurolega? E così come loro le beneficiarie delle wild card che, dando per scontato (ma lo è?) il Khimki, sarebbero altre due e non potrebbero essere decise prima della conclusione del secondo torneo continentale, perchè coinvolgerebbero, altro esempio, un Partizan o una Virtus, favorite sia per l’accesso tramite la finale della competizione stessa che per il discorso wild card. Un Valencia, che deve fare i Playoff se vuole giocare la prossima edizione, sarebbe nella stessa situazione fino all’inizio della postseason. Ok, qualche settimana in più, ma resterebbe nel limbo fino a quel momento.

Troppi scenari, troppe ipotesi senza alcuna certezza che rendono del tutto inutile decidere ora: ecco perchè il board sta lavorando accuratamente al problema senza l’esigenza, dannosa, di chiudere tutto oggi.

Poi si può parlare di salari e di tagli, altro tema spinoso. Se si cerca una politica comune, come la mettiamo con i casi della riduzione già concordata del Barça, di quella in corso di discussione  al Baskonia, delle rinunce del roster dell’Olimpia e della conferma della totalità dei pagamenti da parte di Efes, Valencia e Real? E lo Zalgiris che potrebbe scegliere la via della lega lituana, apparentemente non disposta a pagare nulla dopo lo stop alla stagione?

Troppa carne al fuoco, la cottura ideale richiede tempo, anche se al sangue. Ed è proprio il sangue che EL vuole evitare di trovarsi nel piatto, perchè poi sembrerebbe  di essere di fronte ad un prodotto surgelato, cosa lontanissima da una competizione di altissima qualità come l’attuale Turkish Airlines Euroleague.

 

 

 

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