Eurolega, analisi della stagione 2021/22: grandi difese o crisi di qualità? (pt 1)

alberto marzagalia
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Eurolega 2021/22 sotto la nostra lente d’ingrandimento anche a causa di alcuni dati statistici che fanno quantomeno riflettere.

La stagione 2021/22 di Eurolega rappresentava, nel pensiero di molti, il primo vero momento di ritorno ad una certa “normalità”.

Dopo la sospensione del 2019/20 la stagione scorsa, conclusasi con il meritato trionfo dell’Efes, era da considerarsi in ogni caso anomala per via delle tante variabili legate alla pandemia, su tutte la mancata presenza del pubblico.

Arene storicamente caldissime avevano perso quasi tutto il loro fascino, costando anche diverse sconfitte alle squadre di casa che ne avevano sempre beneficiato.

Il valore del gioco è stato discretamente alto, anche considerando le difficoltà affronta da quasi tutte le squadre ad almeno due livelli: i contagi, che hanno reso l’equità competitiva ovviamente difficile da raggiungere, e la stranezza di un torneo che iniziava dopo un lungo stop per la quasi totalità dei giocatori, con tutte le incertezza del caso.

Ed eccoci quindi al 2021/22, anno di rinascita, anno in cui il pubblico, in buona percentuale, ha avuto accesso sin da subito nelle arene, ripristinando una situazione quasi come quelle delle annate precedenti.

Preseason quasi nella norma (non è stato così per tutti, vedi Maccabi e Bayern), tornei di preparazione tornati in auge e la data di fine settembre vista come una nuova partenza in cui tornare ad incantare l’intero mondo del basket con il secondo miglior spettacolo dopo la NBA (per taluni anche meglio).

11 turni in cantiere, le grandi di Spagna a comandare con un record di 9/2, diverse sorprese sia in positivo che in negativo, già due Coach allontanati, con decisioni almeno discutibili, ma un livello di gioco che francamente fatica a decollare e tante gare che mancano di quelle emozioni che questa competizione ha sempre regalato.

Sin dalle prime battute della stagione sono fioccati i corretti giudizi positivi per sistemi difensivi già ben rodati e di ottima organizzazione quali ad esempio Milano, Barcellona, Real o Zenit. Ed allora ci siamo chiesti, visti i dubbi che il livello di gioco in generale ci ha creato, grandi meriti di queste difese oppure un certo decadimento di qualità offensiva e del gioco in generale?

Ora, tralasciando cose note e per certi versi ovvie del tipo “l’attacco vende i biglietti e la difesa vince i titoli”, ma senza minimamente intaccare il valore dell’organizzazione e della mentalità difensiva quale fondamento di qualsiasi sistema vincente, abbiamo voluto analizzare quanto accaduto sino ad oggi per avere un quadro più completo e, soprattutto, stimolare una discussione su determinati valori generali del gioco attuale.

Abbiamo diviso l’analisi in due parti: la prima legata ai dati puramente statistici, la seconda, che seguirà, maggiormente a livello di opinione su quelli che riteniamo i perchè di questi dati.

NDR Va detto, per correttezza, che i dati della stagione scorsa si riferiscono alle gare della giornata anche quando queste sono in realtà state disputate più tardi per via di alcuni rinvii.

Barcellona

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Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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