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Focus ONTurkish Airlines Euroleague

I nuovi criteri di partecipazione in Eurolega: le voci contrarie dimenticano qualcosa…

Un settimana di riunioni importanti a livello di Turkish Airlines Euroleague in cui sono stati ratificati alcuni principi chiave per il futuro.

Come da nostra prassi consolidata li riassumiamo insieme alle reazioni e ad una valutazione dello scenario globale.

 

I REGOLAMENTI TRA CONFERME E CAMBIAMENTI

  • Primo turno il 3/10 ed ultimo il 9-10/4/2020. L’inizio è quindi una settimana prima di quanto accaduto sinora.
  • Playoff tra il 21 aprile ed il 6 maggio 2020: una settimana più tardi del solito.
  • Le Final 4 si disputeranno nel weekend dal 21 al 24 maggio 2020. Anche in questo caso si slitta di una settimana.

Queste modifiche, accogliendo le proposte di ELPA (associazione giocatori di Eurolega, con Presidente Gigi Datome) permetteranno di ridurre i doppi turni dai 9 previsti a 7. In queste sette settimane di doppio impegno le squadre giocheranno 1 volta due gare in casa, 1 volta 2 gare fuori e le altre 5 nella solita alternanza casa/trasferta.

ELPA ha posto all’attenzione anche i seguenti problemi su cui il board sta lavorando:

  • riduzione dei rischi sui ritardi di pagamento
  • maggior regolazione della durata dei “training camp” e del carico di allenamenti
  • miglioramento delle condizioni di viaggio
  • apertura ad un secondo parere medico neutrale

Con ELHCB (associazione allenatori di Eurolega) si è continuata la collaborazione confermando la necessità riguardante la limitazione dei ritardi di pagamento, nonché la creazione di un camera di soluzione dei problemi legati al torneo.

I soci ECA hanno infine stabilito la nuova regolamentazione per l’ammissione al torneo 2020/21 come segue:

  • 11 licenze decennali (quelle in corso)
  • 2 licenze biennali (Asvel e Bayern)
  • 3 wild card (vengono abbandonato il criterio di ammissione diretta alla miglior classificata in VTB, in Bundesliga ed alla vincitrice di ABA Liga)
  • 2 posti per la vincitrice e la finalista di 7days Eurocup (allargamento quindi alla finalista)

Per le squadre provenienti da Eurocup (vale già per Valencia ed Alba nel 19/20, sebbene i tedeschi siano entrarti come migliore del proprio campionato), la miglior classificata, se dovesse entrare nei PO, avrà posto garantito nell’Eurolega 2020/21.

Importanti cambiamenti a livello regolamentare per i club:

  • Dal 2022/23 l’apporto dei proprietari al budget non potrà superare il 40%. Tutto da capire come si gestiranno le situazione dei proprietari/sponsor, come avviene ada esempio a Milano o ad Istanbul sponda Fenerbahçe, dove le sponsorizzazioni sono di aziende dello stesso proprietario. Così come si dovrà capire come verrà gestito l’apporto di denaro in caso di polisportive come Real o Barça, casi molto importanti. Attendiamo futuri sviluppi in occasione delle prossime riunioni.
  • Viene confermato l’obbligo per le partecipanti di giocare il proprio torneo nazionale. a meno di situazione specifiche che verranno valutate. Sostanzialmente è porta aperta ad ogni soluzione.

LE REAZIONI

Tante ed assai critiche.

  • ABA Liga, nelle parole di Domagoj Cavlovic (vice presidente)  sostiene di avere ricevuto rassicurazioni sulla priorità per la propria vincitrice in ottica wild card future.
  • La Liga ACB (Spagna) in un comunicato ufficiale «rigetta fermamente questo sistema  troppo arbitrario, lamentando come  non si mantenga un ecosistema come in tutti gli sport in cui venga premiato il merito».
  • VTB, attraverso Ilona Korstin (direttore generale) parla di «accordo di principio con Eurolega. Un torneo di livello come il nostro non verrà toccato da queste modifiche».
  • Restando in VTB il presidente dell’Unics Yevgeny Bogachev parla ad “Izvestia” di «supporto ad ACB ed ULEB perché si perdono i principi dello sport andando nella direzione del solo commercio. L’Unics è arrivato terzo, lo Zenit quarto, eppure la WC è andata a San Pietroburgo. Non è molto “fair”».
  • Contrario al collega di Kazan è Andrei Vedischev, presidente del Lokomotiv Kuban: «Avere vincitrice e finalista di EC qualificate va benissimo. Noi allestiamo una squadra per quell’obiettivo. Ed è ok dare spazio alla migliore proveniente dall’Eurocup, come nelle nuove regole. Peccato non ci fossero nel 2016, quando arrivammo alle F4».
  • ABP (associazione giocatori spagnoli) è durissima: «L’Eurolega oltre a rinnegare i principi olimpici, elimina il merito sportivo. Che lo sport resti sport. Ed inoltre quali garanzie dà una lega che può cambiare ogni anno i suoi criteri?»
  • ULEB (unione leghe europee di pallacanestro) parla di «principi dello sport negati» e sottolinea come «5 wild cards siano casualità».
  • PSAK (associazione giocatori greci) si allinea ai colleghi spagnoli. «La priorità è solo commerciale, il sistema non considera i protagonisti ed è condiviso  solo dagli impiegati di Eurolega. Organizzeremo una riunione di tutte le associazioni europee». Aggiunge poi un concetto di «healthy basketball» che francamente non è chiarissimo.

LE NOSTRE VALUTAZIONI

La premessa è chiara ed assai scontata, ma in questo caso è meglio sottolineata una volta di più. Noi, come Eurodevotion, riteniamo che la Turkish Airlines Euroleague sia il massimo torneo mondiale dopo la NBA e garantisca uno spettacolo che nessun altra organizzazione al mondo è in grado di fornire. Siamo nati per analizzare, commentare e vivere questo spettacolo e quindi non facciamo altro che portarne la bandiera assai alta. In tutto questo non siamo miopi e quindi ci troviamo costantemente a discutere ed analizzare tutte le criticità e le possibilità di miglioramento del torneo senza preconcetti o pregiudizi legati al passato.

  • Le accuse di priorità dell’aspetto commerciale. Probabilmente reali, tuttavia ancor più chiaramente strumentali. Cosa c’è oggi al mondo che funzioni bene e non abbia un chiaro obiettivo commerciale, anche a livello di sport? Eurolega sta lavorando da anni alla sostenibilità del progetto, cosa che oggi è ancora difficile da raggiungersi. Ma questo riguarda tutti gli sport, anche quelli che citano i critici. O forse si pensa che l’Inter di Moratti, il Milan di Berlusconi o gli odierni PSG e Manchester City siano autosostenibili senza l’apporto dei proprietari? E’ chiaro che è un problema (come era messa l’Inter del dopo Moratti?), è chiarissimo che sia  necessario uscirne e su questo si lavora (vedi regola del 40% dal 2022/23). Senza infine dimenticare una cosa base: Eurolega si è mai posta come torneo che volesse privilegiare le vincitrici di qualunque campionato nazionale? Non mi pare… Piaccia o non piaccia, è coerenza.
  • Tutto quanto ci porta al discorso NBA. EL non è NBA e non lo sarà mai, ma è la cosa più vicina che ci sia. Se il budget massimo di un top team europeo è circa un terzo di quello medio americano, ne va da sé che la faccenda sia chiara. A qualcuno di quesiti signori che “rigettano fermamente” viene in mente di affermare che la lega di Adam Silver non sia una grandissima organizzazione commerciale prima che sportiva? A proposito di sport, sempre questi signori ci sanno dire dove stia il merito sportivo in una lega in cui pr ragioni commerciali si muovono persino intere franchigie da una città all’altra? Suvvia, siamo nel 2019, è bellissimo parlare di romanticismo sportivo, di bandiere, di diritti acquisiti sul campo, ma come si può pensare che tutto ciò sia predominante rispetto all’aspetto commerciale che può garantire crescita reale? Un esempio? La splendida Reyer Venezia, campione d’Italia con grande merito sportivo sia nel 2017 che nel 2019: sul campo inappuntabile, ma come si può credere che si possa giocare una gara di Eurolega sotto un tendone in cui i tifosi ospiti vengono chiusi in una gabbia? Non pensiamo si debba andare oltre. Se la crescita sportiva è accompagnata da una organizzativa ok, altrimenti non ci siamo per nulla. Ed il fallimento del sistema Italia nella pallacanestro è l’immagine più lampante che ci possa essere. Quattro “successucoli” qua e là che vengono celebrati come l’ormai più che stucchevole “movimento in salute”. Se vogliamo prenderci in giro va bene, se vogliamo esser realisti forse  è meglio. E se quel merito sportivo è così fondamentale, che si provi a dire allo stesso Silver di levare di mezzo New York, sponda Knicks, che da decenni ha risultati pietosi: le risate le potremmo udirle anche da questa parte dell’oceano.
  • Il tema wild card. Le competizioni FIBA possono garantire posti per più anni a certe partecipanti, mentre Eurolega non dovrebbe farlo? Se poi semplicemente “rode” che alcune squadre scelgano le competizioni ECA per ovvie ragioni commerciali e competitive, allora è un altro discorso. Ovvio che metter sotto contratto Bamberg per anni sia diverso che farlo con il Fenerbahçe: giusto un filo di differenza tecnica a livello di pallacanestro… ma proprio un filo. Il principio è però lo stesso: richiamarlo strumentalmente non ha senso.
  • Le associazioni giocatori. Noi ascoltiamo il parere di tutti, ci mancherebbe, ma non possiamo non chiederci una cosa: molti membri della ELPA non sono anche giocatori delle leghe domestiche e quindi membri effettivi o potenziali delle associazioni nazionali? Prima di sparare comunicati da romantico-buonisti non era meglio confrontarsi? Interessante cosa dice l’associazione greca… come no! Domandina: cos’è cambiato per loro rispetto ai criteri di ammissione fino ad oggi? Quello che poi sostiene l’associazione spagnola è assai “particolare”: rinnegati i valori olimpici? Suvvia, non mi risulta che il celeberrimo “Citius! Altius! Fortius!” sia lontanamente parte di questo argomento, anche perché se concedessero a queste leghe due posti in più magicamente lo spirito olimpico passerebbe la torcia a quello dei contratti. O non è forse solo il problema di una squadra spagnola in più?
  • Dalla VTB arrivano posizioni discordanti su cui si può valutare con maggiore tranquillità. Noi stiamo con Kuban, che vuol essere competitiva e guadagnarsi il suo posto. L’intera organizzazione si fa forte del suo alto livello accogliendo serenamente il cambiamento. Unics può avere le sue ragioni, questo è vero, ma comunque resta in Eurocup, non fa le valigie. Allora?

Allora direi che è tutto semplice, molto più di ciò che si crede.

L’Eurolega è una grande, grandissima organizzazione. E’ senza problemi? No, assolutamente, e gli sforzi quotidiani per affrontarli ne sono la testimonianza. Il mondo ha problemi, l’Europa, unita solo formalmente, ne ha tantissimi: perché non dovrebbe averli il basket continentale?

Tuttavia alla volpe stavolta non manca solo l’uva ma anche il terreno, che si sente scricchiolare sotto i piedi in maniera continua ed inarrestabile. Se non fosse così si sarebbe aperta bocca anche contro la NBA, o si vuol continuare a sostenere che le finestre FIBA sono state un grande risultato? Certo, quelle che hanno fatto sì che Porzingis e Doncic guardino i mondiali dal divano… Ma per favore, anche basta!

In alternativa, se fosse una critica reale quella che leggiamo in questi giorni, sarebbe bellissimo vedere agenti e giocatori affannarsi a firmare per club di Champions League o di FIBA Europe prima che per quelli di Eurolega. Sarebbe un messaggio forte e testimonianza di coerenza e dimostrazione che si crede fermamente nel sistema che garantisce più equità, crescita e meriti sportivi. Oppure si guarda l’aspetto commerciale e si cerca un contratto dove ti pagano di più, hai più visibilità e giochi un torneo più competitivo? Il primo commercio da combattere è quello delle parole, soprattutto di quelle al vento.

 

 

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