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2016, Itoudis e la prima volta a Berlino

Il CSKA torna sul tetto d’Europa dopo ben 9 anni. La Finale di Berlino 2016 contro il Fener di Obradovic è leggenda

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2016: l’anno dell’estasi sportiva. Se si può sintetizzare con una frase ad effetto, probabilmente questa è quella giusta.

E’ l’anno della favola Leicester City, quotato 5000:1, capace di vincere il campionato di calcio più difficile ed affascinante del pianeta: la Premier League.

È l’anno della vallata oscurata di LeBron James su Andre Iguodala, di una finale Nba dominata per 4 gare dai Golden State Warriors e poi ribaltata completamente dal talento, dalla fortuna, dalla voglia eroica dei Cleveland Cavaliers, capaci di battere una squadra che in stagione regolare è stata capace di scomodare per la prima volta i Chicago Bulls di sua maestà Michael Jordan, tornati di grande attualità con il grande successo della docu-serie “The Last Dance“.

Per la Turkish Airlines Euroleague è l’ultima stagione “vintage”: dal 2016/17 addio ai gironi di regular season e Top16 con il passaggio definitivo al campionato unico e Playoff tra le prime 8 forze d’Europa che viviamo ancora oggi.

È l’anno della stagione che culmina a Berlino, 10 anni dopo quei mondiali che noi italiani non dimenticheremo mai.

Già, dal 13 al 15 maggio 2016 si giocano le Final Four di Eurolega alla Mercedes-Benz Arena, casa dell’Alba Berlino. Sarà questo il teatro per qualcuno della finale più bella in epoca moderna della massima competizione continentale, come quei mondiali di 10 anni prima, che per 15 km e per distanza temporale collegano come non mai la vera essenza dello sport. 

Quella che accomuna due uomini e due squadre che faranno la storia recente del basket continentale: l’esperienza pittoresca tra CSKA Mosca e Fenerbahçe.

Pre-Berlino: Il cammino antecedente le Final Four

L’era post-Olympiacos di Bartzokas e Real Madrid campione uscente è appena cominciata.  Lo dicono i numeri di una stagione pazzesca, che di passionale vivrà tanti ma tanti avvenimenti.

Il 2016 è l’anno dell’esplosione definitiva di Dima Itoudis. Sì, il caro e vecchio assistente di Zele Obradovic con cui ha diviso ben 4 Euroleghe da suo vice (2002, 2007, 2009 e 2011), è alla sua seconda stagione in sella alla panchina del CSKA Mosca e vuole dare un segnale alla presidenza Vatutin: tornare sul tetto d’europa 8 anni dopo la cavalcata vincente di Ettore Messina.

Lo fa con un pesante record di 9-1 in regular season, un successivo 10-4 nelle Top16 e un secco 3-0 ai Playoff contro la Stella Rossa di Belgrado, candidandosi prepotentemente come favorita, ancora una volta di quel tanto ambito titolo sfuggito di mano tante, troppe volte al CSKA.

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Dimitri Itoudis, secondo anno al CSKA e seconda Final Four conquistata da capo allenatore dei russi

In un altro mondo, non apparentemente così distante dalla filosofia cestistica che stiamo cercando, la metamorfosi per diventare vincenti ha toccato la città di Istanbul. Zele Obradovic, in sella al Fenerbahçe. quest’anno vuole vincere e costruisce a sua immagine e somiglianza una squadra capace di poter vincere finalmente quel torneo. Distribuisce un record pressoché identico a quello fatto registrare dal CSKA nel corso della stagione, macinando gioco e consapevolezza di poter arrivare finalmente all’atto finale della Turkish Airlines Euroleague. 8-2 in regular season, 11-3 nelle Top16 e come per non gradire “sweep“al Real Madrid campione in carica, per staccare il biglietto per le Final Four di Berlino.

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Zele Obradovic. Alla sua 14° Final Four della sua carriera, ancora imbattuto in una serie di Playoff Eurolega e con un record di 8-0 nelle finali giocate.

Tutti a Berlino: La Final Four più clamorosa di sempre

Per numeri ed eventi, il 2016 cestistico a livello europeo e il suo atto finale rispecchiano chiaramente l’andazzo della stagione: semplicemente moderna, facile da seguire, estremamente competitiva e nuovamente divertente come non lo è mai stato.

La Final Four di Berlino vedrà circa 1 milione di turisti, tifosi e addetti ai lavori. Un qualcosa di mai realizzato con il formato delle Final Four prima d’ora e forse in tutta la nuova epoca moderna (aspettando il destino ovviamente di quest’ultima stagione ancor’oggi incompiuta).

Soprattutto vedrà 4 squadre dal destino completamente differente: le due stra-favorite e le due super sorprese dei Playoff. L’esito però è decisamente differente…

Il CSKA è squadra vera ma ha l’avversario scomodo. Il derby con il Lokomotiv Kuban è una battaglia senza fine, e ancora una volta si deve faticare per staccare il biglietto per la finalissima. È 88-81 contro la squadra di Bartzokas, capace di un miracolo e di un terzo posto finale che vale quasi quanto una vittoria. Il CSKA, invece in finale ci torna e deve solo aspettare gli altri…

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Nando De Colo straordinario protagonista della rassegna berlinese

Il Fener, di risposta, vince e stra-convince. Il Baskonia regge l’urto della corazzata turca, ma poi deve inchinarsi a Zele e a quella seconda parte di stagione che solo un maestro sa dirigere alla perfezione.

Il caso però vuole che l’equilibrio sottile del numero delle vittorie e delle sconfitte stagionali si accomuna al CSKA di Itoudis. Nella partita contro i baschi, i turchi segnano 88 punti, gli stessi dei russi in semifinale e viaggiano diretti verso quella pittoresca partita del 15 maggio 2016. 

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Obradovic a colloquio con i suoi contro il Baskonia di un giovane Mike James. Sono loro alla vigilia i veri favoriti del match contro il CSKA.

La partita: un copione cinematografico non scritto

Allievo contro Maestro. Il giorno della verità tanto atteso è quel fatidico 15 maggio 2016.

La Mercedes-Benz Arena è un’ onda umana prevalentemente gialloblu, nonostante il CSKA abbia una nutrita schiera di suoi supporters al seguito. A testimonianza di tutto il grande successo della kermesse berlinese, poi, ci penserà sempre il campo, quello che consegnerà una sfida leggendaria.

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La palla a due della Finale tra CSKA e Fenerbahçe

I primi possessi lo testimoniano: floater di De Colo, short-roll e scarico nell’angolo per la tripla di Kalinic di pronta risposta del Fener.

È l’eccellenza della pallacanestro che parla. Quella piena di rapidità d’esecuzione, il nuovo concetto di small-ball che predominerà il gioco e tagli dal fondo che mettono in crisi i tanti e asfissianti raddoppi che le difese preparano strategicamente ad ogni partita.

Il CSKA nei primi 20/25 minuti spazza via i turchi in ogni lato del campo: continui raddoppi in gioco post basso non fanno prendere fiducia al Fener. Teodosic e De Colo fanno girare palla in maniera rapidissima ed eccellente mettendo in ritmo anche il proprio massaggiatore in quella serata. 

Il 50-30 all’intervallo è eloquente: sembra tutto scritto, tutto finito, tutto perfetto per il CSKA. Il basket però ci insegna che il copione non è fatto e finito. Basta poco per buttar via tutto quanto fatto di buono sino a quel momento. Il Fener infatti rimonta.

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Obradovic serve l’asso nella manica nel secondo tempo, anche se il CSKA anche nel terzo quarto sembra in pieno controllo. Teodosic è una sentenza, Higgins lo accompagna e Khryapa si fa trovare sempre pronto quando serve. La pressione del Fener si fa incalzante e i russi, a sorpresa, sono in trappola.

Antic, Udoh smuovono con gli altri esterni una partita che sembrava morta e già assegnata e con le mani sempre pronte su ogni palla fanno commettere falli di troppo al CSKA. Poi, il destino vuole che questa partita la deve prendere in mano l’uomo che non ti aspetti: Bobby Dixon. Basta qualche giro d’orologio per farlo diventare un microonde e proprio dalle sue mani arriva il 76-79 che cambia tutto.

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Il finale è vietato ai cardiopatici. Da una parte e dall’altra il segnale d’obbligo è la forza della disperazione.

Dixon-De Colo è un duello da leggenda, Khryapa a 1 secondo dai regolamentari ferma la festa anticipata del Fener con un rimbalzo offensivo che pesa una tonnellata.

Sloukas non molla mai in nessuna guerra di nervi.

È un testa a testa da campioni veri. 

In tutto l’overtime (2° nella storia di una finale Eurolega) sarà questa la chiave, ma Nando De Colo ha deciso: la coppa deve tornare a Mosca.

Si prende la partita con le sue giocate, glaciale dalla lunetta consegna in mano mezzo titolo anche con la stoppata su Kalinic sul 97-90 CSKA.

I tentativi poi di Datome e soci sono vani. 101-96 e sigaro per il CSKA.

De Colo si prende anche l’MVP, facendo tornare un francese sul trono d’europa dopo Rigaudeau nel 2001 e regala il 7° titolo continentale per i russi.

È la prima volta che Zele Obradovic perde una finale Eurolega: il bilancio è 7-1.

Itoudis vince la prima Eurolega da capo allenatore in una maniera struggente e appassionante, come quei 45 minuti diventati la tela contemporanea dei nostri giorni.

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CSKA campione d’Europa 2016
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