La Virtus è perfetta, Valencia non scende in campo: al PalaDozza è show bianconero

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Una vittoria netta e totale quella della Virtus Bologna contro Valencia: 89-59 il punteggio finale che condanna gli ospiti a un KO sonoro e regala ai virtussini una vittoria importantissima che rilancia la classifica e accresce notevolmente la consapevolezza degli uomini di Scariolo.

Prima della palla a due erano due le assenze di peso, una per parte. Fuori Shengelia per un problema alla caviglia e fuori Dubljevic per gastroenterite. Mentre i taronja recuperavano per la sfida sia Rivero che Van Rossom, seppur non al meglio.

Guardando col senno del poi, un’assenza che si è fatta decisamente sentire e un’altra molto meno. L’impressione è che a Valencia sia capitata una di quelle serate no e che la Virtus stia salendo di colpi come squadra partita dopo partita. La qualità del gioco proposta stasera è stata per lunghi tratti altissima, degna di una squadra di playoff d’Eurolega. Il livello a cui le vu nere vogliono competere.

Virtus-Valencia è dominio bianconero

Una partita senza se e senza mai fin dal primo quarto (netto 24-8 di parziale) in cui le vu nere prendono il largo e non si voltano più indietro. Certo, sul +20 nessuno al PalaDozza si sentiva veramente sicuro, memore della gara persa contro l’Asvel.

Ormai deve essere noto come anche un vantaggio di venti lunghezze può essere facilmente recuperato in questa competizione, per cui Scariolo ha sempre preteso la massima intensità dai suoi. Cosa che c’è stata decisamente. La Virtus, nonostante i tanti spezzettamenti del gioco a causa del tabellone che non funzionava, ha sempre mantenuto altissime attenzione e concentrazione non lasciando nulla al caso.

Valencia, lungo tutto l’arco della gara, non ha mai dato l’impressione di avere la forza di rimettere in piedi la partita: non è arrivata nemmeno una sfuriata che potesse incutere il minimo timore ai bianconeri. Serata da completo encefalogramma piatto per i taronja. E lo si è visto da un linguaggio del corpo che non poteva essere più chiaro: tanti i tiri aperti sbagliati inopinatamente dagli ospiti. Semplicemente non era la loro serata.

Ci sono due dati che impressionano clamorosamente e che possono raccontare bene la partita: quello della percentuale dall’arco delle due squadre e quello del rapporto assist/palle perse. La Virtus ha fatto la sua migliore prova dall’arco sfoderando uno splendido 50% (14/28), mentre gli ospiti hanno concluso con un inverosimile 16.7% (6/36) tirando anche molto di più, ma non vedendo mai la retina.

Valencia, poi, ha chiuso 12/8 il rapporto assist/palle perse; la Virtus 23/15! Incredibile e pazzesca la differenza tra i due dati che dice banalmente una cosa: una squadra era in campo e ha giocato molto bene a pallacanestro, l’altra invece non è scesa sul parquet.

Virtus Valencia Ojelye

Virtus o la perfezione: Mickey e Cordinier trascinatori

Ecco la prestazione che aspettava Scariolo: ottima in difesa, ottima in attacco e, soprattutto, concentrazione alta per tutti i 40 minuti. Se la Virtus è stata brava a fare una cosa in questo inizio di stagione di Eurolega è stata crescere costantemente e a grandi passi partita dopo partita. Una evoluzione evidente e impattante.

Che la difesa fosse cresciuta molto bene lo si era visto chiaramente già dalla gara vinta a Milano. In quel caso l’attacco aveva fatto non poca fatica, ma una difesa di primissimo livello aveva permesso alla Virtus di vincere la gara. Questa sera oltre a quella parte del campo in cui gli uomini di Scariolo hanno confermato quanto fatto vedere una settimana fa, i bianconeri hanno dato prova di un grande miglioramento anche nella metacampo offensiva dove l’efficacia è stata di tutt’altra caratura.

La cosa che è stata lampante fin dai primi possessi è stata la notevole circolazione di palla. Scariolo ha detto nella conferenza stampa postpartita: “In attacco siamo una squadra con poco talento. Se vogliamo attaccare bene dobbiamo essere bravi a muovere bene la palla“. Esattamente quello che la Virtus ha fatto, riuscendo a sfruttare benissimo i mismatch a suo favore, soprattutto dalle situazioni di post. Il dato dei 25 assist certifica decisamente quanto detto.

Poi il successo di questa sera passa decisamente da cinque uomini che sono uomini cardine di questa squadra. Dopo l’onnipotenza della serata milanese Teodosic si prende un day off e allora ci pensano Mickey, Cordinier, Ojeleye e Lundberg a salire in cattedra. Con Pajola subito dietro di loro, o avanti: in questo inizio di stagione sta difendendo come nessuno, da vero DPOY. Poi, se inizia anche a mettere le triple piedi per terra e a diventare importante anche in attacco parliamo di un giocatore che sposta tantissimo.

Non c’è Toko? No problem, c’è Jordan Mickey. Sembra dire questo la partita di grande consapevolezza dell’ex Khimki che fa tutto alla perfezione con la consueta eleganza ed efficacia. Cordinier sta esplodendo partita dopo partita: il suo atletismo è cosa da fare strabuzzare gli occhi e se entra anche il tiro dall’arco con continuità allora parliamo di un giocatore di grande livello. Ojeleye è garanzia di solidità e Lundberg è il solito alfiere letale. Questi i migliori della serata. In ordine 16, 15, 14 e 14 punti.

Ma Scariolo può essere contento della prestazione di tutta la squadra. Ora la classifica dice 4-4 con un doppio turno in arrivo a cui la Virtus arriva in grande fiducia.

Virtus

Senza Dubljevic Valencia perde la sua identità

Lo abbiamo detto in tutte le salse: in questa competizione capita a tutti di non scendere in campo in una o due partite dell’anno perdendo nettamente la contesa. A Belgrado era successo alla Virtus; questa sera è toccato a Valencia.

L’impressione, però, è che ci sia anche dell’altro. Ovvero la mancanza di Bojan Dubljevic. Il leader montenegrino, infatti, era stato il grande pilastro attorno a cui Valencia aveva costruito le grandi vittorie contro Efes, Alba Berlino e Monaco. Perno attorno a cui giravano imprescindibilmente sia difesa che attacco.

Stasera la sua assenza, annunciata poco prima del match, è pesata come un macigno. E’ vero che rientrava Rivero, ma il cubano era a malapena al 30% della condizione e infatti non è mai riuscito a entrare in partita. Valencia così si è ritrovata spaesata sotto le plance vedendosi costretta a giocare con tanti quintetti piccoli, subendo tantissimo la fisicità dei lunghi virtussini.

Poi, ovviamente, c’è stata la negatività di una serata unica che fa storia a sé – visto che il 16% o poco più dall’arco con 36 tentativi è veramente sintomo di totale serata no. Tuttavia, in certi momenti, è parso proprio di vedere lampante l’assenza di Dubi, ingranaggio fondamentale negli equilibri di questo gruppo.

In ogni caso, per i taronja è una sconfitta che ci sta ampiamente nell’economia delle cose e che vede comunque un ottimo record di 4-4 in classifica. In vista del doppio turno di settimana prossima sarà necessario resettare e ripartire da dove si era rimasti con Monaco.

(Credits photos: Virtus Bologna, Valencia)

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