Riflessioni estive, tra l’oggi di Eurobasket ed il domani di Eurolega

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Eurobasket alle porte, Eurolega al via tra 5 settimane. Riflessioni sparse in una settimana in cui le finestre FIBA non brillano per simpatia…

La prima parte delle gare per le qualificazioni mondiali della finestra #4 FIBA è alle spalle ed in poche ore sono accadute diverse cose, non necessariamente piacevoli. Ovvio il riferimento agli infortuni, che cominciano ad essere una piaga sin dal tardo agosto.

Poi c’è altro. Senza un ordine preciso, come fossimo sotto un ombrellone a chiacchierare di basket…

  • Le finestre FIBA raccoglievano già la stessa simpatia di un’avviso colorato dell’Agenzia delle Entrate presso diversi protagonisti. Sono bastate due partite ed ecco che Satoransky, Shengelia, Micic, Llull e Gallinari sono le prime vittime di infortuni decisamente pesanti. Il serbo fortunatamente si è già rivisto in campo, gli altri sono fuori da Eurobasket e si attende di capire quando li rivedremo. Il tutto dopo una domenica che ci ha regalato anche il grande spavento riguardante la caviglia di Doncic.
  • La Lettonia di Luca Banchi non gioca Eurobasket. In tanti si fregano le mani perchè sarebbe stata un bel rebus. Per info eventuali rivolgersi ad Ataman.
  • L’infortunio di Shengelia è un bruttissimo colpo per la Virtus. Due mesi sarebbero una cosa, ovvero una manciata di gare perse in EL, ma se la cosa dovesse protrarsi a novembre diverrebbe ancora più delicata. Baraldi ha detto che non si cercherà un sostituto. Gli crediamo, ma “le vie del mercato” sono infinite…
  • Kerr Kriiisa, “poinguard” estone, dopo aver litigato con Doncic ha dichiarato che è facile entrare nella testa dello sloveno. 25+11+8 di Luka Magic in 30′: cosa sarebbe successo se fosse stato sereno?
  • Giudicare oggi dove potrà arrivare l’Italia è francamente difficilissimo. Tre le certezze assolute. Fontecchio è ad un livello stratosferico, tecnicamente e per fiducia. Melli è il “tutto” di questa squadra: se a Milano lavorava spesso dietro per due o tre, qui lo fa per quattro o cinque. Mannion è l’unica guardia moderna che crea vantaggi. Il Gallo gregario ci convinceva fino ad un certo punto: la prestazione con la Georgia ci aveva rassicurato, poi quel maledetto ginocchio…
  • La tripla di Jokic su una gamba sola, in giravolta alla Carla Fracci, vale il modo in cui Senna affrontava l’Eau Rouge. Gli slalom di Giannis valgono Stenmark sul muro di Kitzbuhel. Che spettacolo!
  • I 14 liberi di Antetokounmpo, unico giocatore in lunetta di tutta la Grecia, sono effettivamente una roba che non ha precedenti che si ricordino, soprattutto a questo livello ed in una gara che finisce quasi ai 100. Itoudis e Dorsey escono dalla sala stampa alla grande, chi ha provato a provocarli un po’ meno.
  • Mirotic e Satoransky già ai box prima ancora di allciarsi le scarpe per la prima corsetta. Se deve essere la stagione dei “successi obbligati” (idiozia!) per il Barça, diciamo che poteva iniziare meglio.
Joventut-Barça | Eurodevotion
  • Ogni volta che Kalinic va in post basso si ha la certezza di assistere a qualcosa di straordinario. Che poi è sempre la stessa cosa, ma la magia deriva dal saperlo rendere unico. Anche da dietro l’arco, quando conta di più, non è che vada malissimo…
  • Ognjen Jaramaz!!! Ma che giocatore è (diventato)? Ripetiamo insieme: la mano del Trinka, la mano del Trinka, la mano del Trinka… Siamo così sicuri di mettere al solito il Bayern dietro alle prime 8 in Eurolega? Ci sarebbe anche Lucic, insieme a quel Gillespie ed a tanta altra roba buona.
  • Sfida durissima tra Turchia e Serbia. Il talento diffuso turco è notevole, ma pare ingabbiare un po’ troppo Larkin in un ruolo di playmaker che ne limita moltissimo l’efficacia.
  • La Germania va tenuta in grande considerazione. Il girone della morte oggi appare meno letale se la squadra è questa.
  • Chi al posto del Gallo? Detto che uno così non si sostituisce, il nome di Procida sarebbe quello più convincente, così come quello di Spagnolo ci avrebbe soddisfatto maggiormente rispetto a Baldasso. Ma il nostro “eurino” va su Tessitori.
  • Ha perfettamente ragione Itoudis quando chiede roster a 14 e non a 12 per queste manifestazioni. Perchè un infortunio in corso d’opera può lasciare una squadra in 11? Le ragioni addotte da FIBA (11mo e 12mo giocano poco o nulla) sono incomprensibili.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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