Le lavagnette dei PO #2: il ghost screen del Maccabi

Una delle rivelazioni assolute degli ultimi mesi è sicuramente il Maccabi Tel-Aviv. In occasione della serie con il Real vi mostriamo un gioco con ghost screen disegnato da coach Avi Even

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La regular season è ufficialmente conclusa. Tra caos dovuti alla situazione russa-ucraina, e la pandemia che da gennaio e febbraio ha stravolto dannatamente il calendario anche della Turkish Airlines Euroleague, è tempo ufficialmente di post-season continentale. Nello specifico quest’oggi, con l’ausilio della tradizionale lavagnetta targata Eurodevotion, entriamo nel vivo di una delle serie più difficili e indecifrabili del quadro playoff.

Real-Maccabi mette in contrapposizione due realtà completamente differenti allo stato attuale delle cose, e un accoppiamento deciso soltanto all’ultimo respiro, visto l’ennesimo successo in recupero degli israeliani contro la delusione Fener di coach Djordjevic.

Il merito del successo arriva dalla panchina. Dall’esonero di coach Sfairopoulos, l’uomo del miracolo è Avi Even, che vi presentiamo con un suo gioco che ha mandato in crisi anche la prima forza del panorama continentale come il Barça di coach Jasi. La seconda lavagnetta playoff di ED, infatti, è tutta dedicata al ghost screen del Maccabi Tel-Aviv.

Il ghost screen di coach Even: come funziona il gioco offensivo del Maccabi

Il Maccabi è la squadra che arriva più lanciata a questi playoff continentali. 17 vittorie e 11 sconfitte in regular season, di cui 6 vittorie consecutive nelle ultime 6 giornate tra cui alcune con avversari del calibro dello stesso Real e del Barça al Palau Blaugrana, hanno lanciato i ragazzi di coach Even in una condizione psico-fisica inenarrabile e consolidando così un quinto posto che sembrava completamente impensabile fino a due mesi fa, giorno dell’esonero di coach Sfairopoulos dalla panchina israeliana.

Proprio dalla partita messa in scena al Palau Blaugrana, nasce una nuova evoluzione del gioco offensivo del Maccabi, ultra dipendente dal pick and roll formato da Wilbekin e uno dei lunghi a propria disposizione come Jalen Reynolds, Ante Zizic o Derrick Williams.

In questa lavagnetta, infatti, la collaborazione offensiva coinvolge il talento di Florida State e il lungo ex Fener e Valencia che giocano questo gioco con l’utilizzo del ghost screen. Questo gioco offensivo prevede un pin down del 5 di turno, in questo caso di Reynolds per Wilbekin che sguscia fuori in punta e riceve palla. Da lì avviene il cuore del gioco: Derrick Williams finta il pick and roll, portando il ghost screen (o finto blocco, ndr.), aprendo il campo per una conclusione dal perimetro che va puntualmente a segno.

Ecco il ghost screen del Maccabi in due soluzioni, anche quella volante con Keenan Evans come portatore di palla

Il ghost screen del Maccabi: il Real cosa deve fare in difesa

Se da una parte il basket incentrato su pick and roll e individualismo del Maccabi ha avuto una brusca accelerata verso i playoff, il Real con la sua classe e il suo talento nelle ultime settimane è calato sia in Turkish Airlines Euroleague (4 sconfitte consecutive nelle ultime quattro uscite di regular season, ndr.) e non poco anche in Liga, nonostante sia stato disputato un Clàsico meraviglioso.

La squadra di coach Laso, 18 vittorie e 10 sconfitte in Europa, ha conquistato con un sospiro di sollievo il fattore campo della serie, e reduce proprio dalla sconfitta di un solo punto in rimonta in Israele non meno di un mese fa, deve stare attento alla carica e all’entusiasmo degli israeliani vogliosi di ritornare alle final four dopo il trionfo di Milano targato David Blatt.

Lo scoglio è sia in attacco, dove il Maccabi sembra essere tornato a stringere le maglie con cambio sistematico su ogni gioco con blocchi lontano dalla palla e capacità di creare sovrannumero sotto le plance, per conquistare più rimbalzi e accelerando il ritmo in transizione, sia in difesa con questi giochi fatti solo di letture.

Cosa deve fare in questo gioco con ghost screen presentato dal Maccabi? Coach Laso, maestro dei confronti “secchi” e sulla gestione delle serie playoff come dimostrato nel mezzo miracolo messo in mostra con l’Efes nella passata stagione, deve lavorare esclusivamente su cambi e su idee ben chiare ad ogni possesso.

Cambiare su un Wilbekin in questo stato di forma può essere deleterio. Sul talento di Florida State meglio seguirlo sempre prima di fargli commettere una serie di “unforced errors” che possono cambiare il destino della singola partita ma anche di tutta la serie.

Sul cuore del gioco, ovvero il ghost screen di Williams si può lavorare di cambio sistematico se pari ruolo, anche viste le leve atletiche e il buon tiro dalla distanza che sta dimostrando l’ex Cleveland Cavaliers in questa seconda parte di stagione. Se invece il ghost screen avviene con un lungo a marcare Williams, si deve lavorare di show forte del lungo e lavoro di aiuto e recupero, grazie alla classe infinita a propria disposizione.

Il momento di crisi di gioco e risultati deve essere accantonato dalla classe dei campioni. Il fattore chiave di questa serie sarà la testa e la resilienza mentale. Chi sbaglia di meno vola per le Final Four. Sarà la classe dei Blancos o l’entusiasmo del Maccabi ad arrivare alle prossime F4?

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