Bologna-Milano #1: il giorno dopo tra scelte, campioni e nervi

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Bologna-Milano archivia l’episodio 1 che ci offre un’Olimpia di grandissima solidità e realismo. Di contro la Virtus cade nella rete di Messina ed in quella di un nervosismo eccessivo.

Il giorno dopo è sempre quello in cui si cerca di capire meglio l’accaduto, quello in cui si rivedono, fisicamente e mentalmente, alcuni passaggi della gara e si cerca di trarne conclusioni che non siano giustificate dalle sole primissime impressioni.

Ed allora, dopo le potenziali chiavi di lettura della partita e della serie che vi ho proposto ieri, ecco una serie di considerazioni sparse dopo il 62-66 che ribalta il fattore campo a favore dei biancorossi.

  • Messina? Ha vinto e molto bene la sfida con Scariolo. Ha portato la gara in territorio di caccia tipicamente milanese ed ha messo in campo una squadra che ha fatto quello che doveva e poteva fare. Well done, Coach! Ma occhio perchè dall’altra parte c’è uno che a livello di reazione ed aggiustamenti non scherza.
Toni Cappellari
  • 91 rimbalzi sono una follia derivante da un osceno 48/137. Da entrambe le squadre mi aspetto molto di più qualitativamente perchè non sono solo buoni tiri non entrati, tantissimi possessi sono stati inguardabili. Certo che 17 carambole offensive fanno tutta la differenza del mondo in una gara chiusa con un divario di 4 punti.
  • Milano vince anche battezzando Shengelia dall’arco. Perfetto. Non so perchè ma un’altra cosa che non mi stupirebbe è una sorta di “box and one” con Jaiteh libero alla Franco Baresi ed il battesimo in questo caso di Melli, con Shengelia coinvolto nel pnr.
  • Seguire il Chacho sul “pick and roll” si è immediatamente tramutato in un “no contest” dinamico di Hines contro Jaiteh. Bravi i vincitori a sfruttarlo subito ed al massimo, discutibilissima la scelta degli sconfitti. E’ vero che la difesa sul pnr è sempre una coperta corta, ma qui è sembrata un fazzolettino. E’ la parte del gioco dove mi attendo maggiori novità.
  • Botte? Sì, tante. Sono i Playoff è così ed è così almeno nel 75% delle gare di Eurolega. Magari si poteva pensare che tale intensità non esplodesse già in gara 1 ma l’Olimpia lo ha imposto e ne ha ricavato un successo importante. Che è meritevole, come era meritevole ciò che faceva la Trento di Buscaglia, la quale, meno “appoggiata”, veniva derubricata a squadra di picchiatori nonostante avesse un quinto od ancor meno dei mezzi di chi affrontava.
  • Shields e Weems. Il (quasi) tutto ed il nulla. Sono fondamentali per le rispettive squadre, non è un caso che il referto rosa sia nelle mani del primo. Che è sempre più vicino ad essere un campione.
  • Mistero Jaiteh. L’Olimpia è magistrale nel togliere ogni spazio e nel controllo dei tabelloni, tuttavia il francese se ne va dalla gara prestissimo anche da solo. Vero è che le scelte milanesi hanno concesso altrove ma non erano disposte a lasciargli alcunché ma soprattutto sotto le plance avrebbe potuto e dovuto dare di più.
  • 38 tiri liberi e 40 falli sono pochini pochini in una tonnara di questo genere.
  • Torniamo al 48/137 globale. Magari non in questi termini, visto l’orripilante prima metà gara, ma che ci fosse in serbo tanta ruggine dopo 7 ed 8 giorni di stop era scontatissimo. Siamo alle solite, chi decide di basket in Italia non sa cos’è il basket.
  • I due liberi di DH pesano come un macigno, ma limitare il tutto a quelle due conclusioni mancate sarebbe un gravissimo errore per la V. Avete in mente Micic a Belgrado?
  • Gigi Datome fa rima con campione. Ci sono gesti e movenze che rendono questo sport il più bello del mondo. Due ce li ha regalati ieri sera, a migliaia ce li regala da anni in una carriera strepitosa.
  • Virtus coi nervi a fior di pelle e francamente mi stupisce sia accaduto. Così la sapiente rete milanese è parsa a maglie ancor più strette.
  • Olimpia 1-0 ma c’è una cosa che emerge, tanto lampante quanto preoccupante: si ruota a 7 con 3 giocatori di oltre 35 anni. Quante gare di livello possono garantire ogni 48 ore?
  • Le percentuali saliranno, anche perchè è dura che possano scendere, la qualità anche per le stesse ragioni, ma l’impressione è che questo tipo di battaglia sia a tinte biancorosse, mentre una certa pallacanestro più ritmata potrebbe far girare l’inerzia verso i bianconeri.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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