Corsolini contro Corsolini #13: a Colonia con Cecilia

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Corsolini contro Corsolini #13: L’Armani in Germania sulle tracce dei Maneskin. Il basket italiano ha già vinto in Europa ma non se n’è accorto

Corsolini L: Cercando dei filmati relativi a Cecilia Zandalasini in rete ho trovato pure una sua lunga intervista, un gioco, con Alessandro Cattelan su Sky. Due considerazioni.

La prima: Eurosport non ha mai aggiunto niente del genere alla sua copertura del basket italiano, in parte perché strutturata in maniera diversa, in parte perché nessuno della Lega Basket ha presentato i gioielli del campionato come sarebbe stato possibile ad esempio coinvolgendo il gruppo Discovery nell’iniziativa della Pallacanestro Trieste di spiegare il basket con lezioni di fisica.

La seconda: Cecilia Zandalasini è già stata personaggio, dunque può tornare ad esserlo, il suo ingaggio da parte della Virtus è un colpo di valore assoluto. È la prima volta, almeno in tempi recenti, che il basket femminile non viene trattato come qualcosa di altro, di diverso, e a cui invece sono dedicati gli stessi progetti e gli stessi investimenti dedicati al settore maschile. Aggiungiamo i ricordi personali di Zanetti su sua madre giocatrice, e il quadro è completo.

Se sarà tutto ristretto al risultato, e non credo, l’operazione sarà riuscita solo in parte, ma questo sembra un disegno più largo: è un abbraccio convinto al basket, è l’idea di immaginare prima e realizzare poi sinergie coi ragazzi, è la piena consapevolezza che lo sport femminile è anche un fenomeno sociale e per di più un trend con cui faremo i conti nel futuro prossimo e remoto.

Un atto di fiducia che prova a fermare le fughe già cominciate dagli sport di squadra e dalle discipline che si svolgono prevalentemente indoor (detto che faccio un gran tifo perché la nazionale femminile di 3×3 si qualifichi per Tokyo)


Corsolini R: Parto dal secondo punto perché all’arrivo della Zanda a Bologna ho ricevuto una telefonata particolare da una nostra conoscente. Oh che bello che la Zanda torna in Italia.

Oh che bello che un’altra squadra stia investendo nel basket femminile. Oh che bello! Sto nel varesino in carrozzina e finalmente avrò un motivo in più per andare a vedere il basket femminile, quando la Virtus sarà in trasferta sul campo del Geas e a Costa Masnaga.

La grande bellezza del basket femminile e delle donne del basket. Perché vedere giocare Cecilia Zandalisini supera il confine tra un genere e l’altro, ma diventa solo bel gioco. Riportare una nazionale in Italia dopo gli anni al Fenerbahçe fa bene quanto rivedere Datome e Belinelli in LBA.

L’impatto come dici tu non si fermerà alla sola parte sportiva. La numero 24, come Kobe, è conosciuta da qualsiasi tipo di appassionato di basket, anche il meno informato, ma in generale mi piace vedere che Basket City, che spesso è solo una etichetta, non si fermi a Virtus e Fortitudo.

Riguardo la prima considerazione invece mi limito a dire che sono stufo di pensare a quello che si sarebbe potuto fare. Anzi, mi piace dire la mia, ma quando vedo che dall’altro lato c’è scarso interesse ad avere feedback dai propri clienti, solitamente stacco la presa. 

Corsolini L: Scrivo domenica 23 maggio. La data la devo proprio indicare. Perché è da ieri notte che il Paese, lo strano Paese che siamo, è in brodo di giuggiole per la vittoria dei Maneskin all’EuroVision Song Contest. Sui social, tutti scatenati. Arrivato un post di congratulazioni anche da Palazzo Chigi, dove il residente più importante, Mario Draghi, è stato giocatore di basket.

Invece nessun segnale da parte di LBA e FIP, come se Damiano David non fosse stato anche lui un giocatore di basket che addirittura riconosce a questo passato un valore formativo. Prima capiamo i danni che ci procura questa autoreferenzialità apparentemente protettiva, e in realtà disgregativa, prima capiamo di dover andare incontro alla gente.

Guardo i campi dei playoff: sempre più pieni di loghi. Guardo le città dove si giocano i playoff, e ci sarebbe da festeggiare il ritorno degli spettatori , e non c’è nessun guizzo, un minimo di city dressing, ovvero di segnalazione al grande pubblico di quella festa che ritorna grazie al basket.


Corsolini R: apparentemente, per Fip e LBA si parla spesso di presenza pensando solo al cartellino da timbrare in ufficio. In LBA e FIP spesso non si considerano le italiane nelle coppe europee come occasioni grazie alle quali intrattenere relazioni e aumentare la visibilità del proprio prodotto.

Forse qualcuno in Lega va oltre il compitino, ma non ricordo dirigenti LBA o federali presenziare alle semifinali di Eurocup per la Virtus o ai playoff di Eurolega per Milano. Su questo argomento sono anche spesso combattuto. A volte mi trasformo in un complottista e penso che mantenere lo status quo a certe persone faccia comodo, sia l’interesse dominante.

Altre volte penso che ci siano addetti ai lavori convinti seriamente e serenamente che il basket sia in salute. Il basket italiano è una bolla, che si potrebbe rompere con una pallonata, ma la palla con cui giochiamo è sgonfia: i playoff ci stanno distraendo, forse nemmeno leggiamo i resooconti quotidiani sul calcio che, è vero, è molto più grande di noi, ma ha gli stessi problemi.

Costo del lavoro esagerato, ricavi azzerati, il tenativo di far decollare il mercato quando invece sarebbe più giusto volare basso.


Corsolini L: Chiudiamo con l’Nba. Ho letto un ricco reportage sulla bolla di Orlando: come è stata preparata, come è stata organizzata. Mi piacerebbe sapere che sulla base di quella esperienza, e su quanto successo in Italia in tutti questi mesi, perché ad esempio mi ricordo della maschera studiata dal Politecnico di Torino che doveva essere la soluzione è non abbiamo più visto, è stato assunto in LBA un Covid manager.

Invece non è così, e allora bisogna rassegnarsi al primato mediatico dell’Nba arrivato fino alla newsletter de Il Resto del Carlino di cui pure si dice che ha lettori adulti. Per parlare della corsa al ruolo di sindaco che, a sinistra, vede impegnati Isabella Conti e Matteo Lepore ha scritto:”non a tutti riesce la tripla sulla sirena come quella che ad esempio LeBron James ha inflitto ai Warriors di Steph Curry.

(…)La storia del basket insegna due verità:  di solito il più organizzato vince, ma l’Anello è andato anche a squadre costruite su un solo giocatore”. Il basket metafora della vita: sarà contenta Geppi Cucciari.E adesso, couchbasket, come dicono gli allenatori per distinguere chi va in campo da chi parla: seduti sul divano a vedere le Final Four, Magari la prossima volta parliamo del ritorno di Sky.

Corsolini contro Corsolini torna dopo le Final Four

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Riccardo Corsolini

Appassionato di Sport in generale, nato e cresciuto con la pallacanestro in testa e nelle mani. Scrivo della mia squadra e di Eurolega su Eurodevotion, tentando di prendere il ferro.
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