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Gentile ed il Panathinaikos : i perché tecnici.

Alessandro Gentile pare essere ai dettagli con il Panathinaikos. Il condizionale è d’obbligo, poiché le vicende che riguardano l’ex capitano di Milano sono ormai tali e tante che non si possa avere certezze fino alle ufficialità. Sintomatico un tweet recentissimo di David Pick riportante  la disponibilità, che sarebbe stata data dal giocatore, a raggiungere gli affiliati Rio Grande Valley Vipers di NBDL, nel caso fosse garantita la firma con i Rockets a fine stagione. Stiamo a vedere.

Panathinaikos dovrebbe essere, quindi, ed allora proviamo ad entrare nei dettagli di un approdo ateniese in sponda “green”.

Con un record di 6-5 i greci si situano attualmente al sesto posto di Eurolega, a due W dal terzo ma anche con due sole partite di vantaggio sul tredicesimo , a testimonianza dell’equilibrio incredibile vigente, escluse solo CSKA, Real e Fenerbahce. Ad Oaka arriva Obradovic, poi si va a Milano, si torna a casa col Baskonia e si viaggia a Kazan, prima del probabile esordio di Alessandro nel derby coi “reds”. Sei partite chiave per dire se ci si può staccare, magari eliminando qualche avversaria definitivamente, oppure se, come ritengo più probabile, sarà lotta playoff fino alla fine. Segna attualmente 76,45 punti subendone 73,81 in un contesto decisamente basato sul contributo offensivo degli esterni (guardie a media complessiva 37,3 ed ali, piccole o comunque più lontane dal ferro, a 25,9). Sotto canestro regnano Chris Singleton, che non disdegna i viaggi oltre l’arco (11/27 col 40%) e  James Gist, mentre il contributo di Ioannis Bourosusis è molto lontano da quello della scorsa stagione (8,5 punti col 43,4% da due ed il 23,8& da tre).

Dove e come può incidere Gentile nel sistema di Pascual? Può essere una grande addizione esattamente come potrebbe trattarsi di inserimento non facile. Sgombriamo il campo dai dubbi: il Gentile del periodo fino dicembre 2015 è giocatore che ha fatto la differenza  in Europa  a livello dei più grandi. A fine novembre dello scorso anno le sue statistiche erano seconde solo a fenomeni  quali De Colo piuttosto che Devin Smith nel ruolo, mentre il Gentile di questa prima parte di stagione ha solo saltuariamente mostrato quei valori, nella fattispecie in alcuni singoli quarti di onnipotenza cestistica, come avvenuto al Piero piuttosto che a Belgrado. Il resto è stata poca cosa parametrata al talento del giocatore. E non mi si dica che nel sistema milanese di quest’anno ha cercato di trovare equilibri per inserirsi al meglio: Ale Gentile non è e non sarà mai un gregario od un giocatore di sistema.  Deve fare la differenza, anche perché, altrimenti, le sue caratteristiche lo portano ad essere talvolta perfino dannoso per la sua squadra. Come già ebbi modo di scrivere a riguardo, è una splendida fotomodella, cui al momento non mi viene in mente di chiedere un parere sugli omogeneizzati per bambini.

Dicevamo di un Pana a dimensione prettamente esterna, che è poi caratteristica comune a tante squadre di Eurolega, semplicemente perché, a  parte rarissimi casi,i lunghi forti non ci sono e la pallacanestro moderna non ne prevede la basicità nell’organizzazione di squadra. Questa è la squadra del “nuovo” Nick Calathes, quello che non esagera più e che ricerca la soluzione migliore per la sua squadra. Attualmente il play ateniese smazza 6,6 assist a partita sui 15,63 di squadra: se aggiungiamo i 2,5 di Feldeine, vuol dire che il resto degli uomini di Pascual la passano poco e male. Qui il nativo di Maddaloni può fare tutta la differenza del mondo, poiché oggi è passatore eccelso, assolutamente uno dei cinque migliori del continente. La forza superiore del suo corpo gli permette soluzioni che altri nemmeno possono avvicinare. Pascual se la giocherà molto in questo senso, tenendo presente che i suoi tirano tanto (278) ma molto male dall’arco (98 a segno col 35,25%, misero tredicesimo posto globale):  Ale non potrà certo migliorare questi numeri attraverso le sue conclusioni, allo stato attuale senza fiducia e nemmeno tecnica, tuttavia potrà aprire il campo alla perfezione per tiri facili dei compagni.

Fotsis, Gabriel, Nichols, Pappas e Rivers sono giocatori discreti ed esperti, tuttavia nessuno al livello del nuovo arrivo: se sarà Gentile vero, lo spot sarà suo. Ma qui si accende la spia dell’allarme: ci vuole il Gentile vero, poiché soltanto un gradino più sotto si rischia l’anonimato, in un sistema che comincia ad essere rodato, dopo il cambio di coach ad inizio stagione. Vero vorrà dire essere spalla perfetta per i Gist ed i Singleton, con cui potrebbe completarsi alla perfezione in un’ottica di pick and roll.

Al momento pare molto più complicato un utilizzo nel ruolo di guardia, poiché le statistiche sono chiare. Calathes e Feldeine sono gli unici “starters” fissi (11/11) e stanno in campo rispettivamente 31’42” e 23’46” di media: se aggiungiamo il ritorno di James (16’20” in sole tre gare, destinato a crescere idealmente), i 21’27” di Nichols ed i 18’15” dell’ottimo Pappas visto sino a qui, la tendenza di Pascual è chiara, con due piccoli sempre in campo.

Infine molto importante potrebbe essere l’impatto dell’ex biancorosso a livello di falli subiti, dove è sempre stato eccellente : potrà portare i suoi a livello delle migliori per tentativi dalla lunetta (oggi decimi con 202, laddove uno CSKA ne tira 258) ma dovrà accompagnare la cosa con una percentuale almeno decente (il Pana è già molto deficitario con un pessimo 71,29% che lo colloca al quindicesimo posto, davanti al solo Galatasaray) per non diventare “battezzabile”, vero rischio delle sue attuali performances. Tale mancanza, è innegabile, potrebbe escluderlo dai momenti caldi delle gare.

Assist, tentativi dalla lunetta, falli subiti (Pana attualmente tredicesimo) ed inoltre una dimensione dalla media dove il “5” ha sempre eccelso: ecco dove l’apporto alla sua nuova squadra potrebbe diventare devastante, potenzialmente in grado di garantire un salto di qualità da quarto-quinto posto. Sono tutte voci nelle quali non è un caso che eccellano le prime tre della classifica, con rare eccezioni.

Ma tutto si baserà assolutamente sula disponibilità del giocatore ad inserirsi in un sistema in cui la squadra non è “sua”ed a una ritrovata fiducia che lo coinvolga progressivamente. Queste cose a Milano non si sono viste di recente. Oggi si azzera tutto e la palla passa al più discusso capitano della storia milanese. Ma quella stessa  palla non sarà sempre nelle sue mani…

 

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