Fener-Efes e una notte da ricordare per Ergin Ataman

Fener-Efes ha un solo padrone. La squadra di Ataman per una notte torna la schiacciasassi che abbiamo ammirato nella passata stagione.

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Fener-Efes è la Game of The Week della Turkish Airlines Euroleague. Lo certificano i dati d’ascolto, ma anche il fatto stesso che il derby d’Istanbul a livello continentale è seguito con una costanza tale che difficilmente in ogni episodio non possa esserci un qualcosa da poter parlare in maniera barbara e becera.

Questa volta, però alla Ulker Arena c’è solo un padrone in campo: l’Efes. I ragazzi di Ataman dominano la sfida, seppur con qualche piccolissima sbavatura, ma veramente senza cercare nei sulla prestazione dei blù di Turchia hanno nettamente la meglio su una delle squadre più in forma dell’intera Eurolega.

Alla Ulker Arena finisce 74-106 appunto per gli uomini di Ataman, che come al solito, andiamo ad analizzare sotto la lente d’ingrandimento targata Eurodevotion con la consueta analisi in 5 punti.

Fenerbahçe e quel crollo verticale sin dall’inizio

La partita prende una brutta piega sin dall’inizio. C’è il merito dell’Efes chiaramente in questo grandissimo inizio, ma in casa Fenerbahçe si deve necessariamente ripartire dal primo parziale di gioco. Escludendo la super stoppata di Veselj su Micic, i ragazzi di Kokshkov non entrano mai in partita. Sarà stato l’impatto emotivo della positività emersa nel gruppo squadra poco prima della sfida, ma non è neanche un alibi accettabile. Il 24-11 iniziale ha aperto sempre più la forbice del distacco tra le due squadre e l’attacco dei padroni di casa girava palesemente a vuoto.

Fener-Efes: quel lavoro di Ataman e quel dominio che tanto è mancato

Il basket come dicevamo poc’anzi è meriti e demeriti altrui. Frase insindacabile e certamente descrive a pieno anche la sfida della Ulker Arena. L’Efes sembra rinascere e come detto anche nel primo quarto sopracitato fa una cosa: controlla il ritmo. Ataman dalla panca detta le giocate, le contromisure da prendere e orchestra il suo giocattolo come esattamente un anno fa. Quella squadra che riusciva a giocare su ogni ritmo e contro ogni squadra imponendo le sue idee e il suo basket. Il Fener, ieri era rimasto impotente davanti al famigerato individualismo di squadra costruito un anno fa. Una gemma rara nella pallacanestro che conta.

Fener: ripartire dal solito Veselj

I 74 punti messi a segno dai padroni di casa certificano che la strada per poter rimontare nelò rush finale è ancora lunga. Vero che questa stagione il fattore campo conta fino ad un certo punto, ma in casa Fener ieri sera si è dipeso solo ed esclusivamente dallo straordinario momento di forma targato Jan Veselj. Il totem ceco gioca un’altra grandissima partita, fatta di recuperi aiuti, penetrazioni in solitaria e rimorchi efficienti oltre le sbombardate e la classe del solito Nando De Colo che timbra 24 punti al cartellino di ieri sera. Per il resto serata da cancellare in fretta nonostante i 18 punti, 6 rimbalzi e ben 2 stoppate nell’attesissimo derby turco.

Micic is back: è lui l’Mvp di Fener-Efes

Poco da dire su chi rappresenta il punteggio e il dominio della sfida. Da associare al ritmo e alla grande partita preparata e orchestrata da Ergin Ataman c’è il ritorno di uno dei playmaker più intelligenti e intellegibili d’Europa: Vasiljie Micic. Mette di tutto, affetta la difesa come una lama nel burro per tutto il primo tempo. S’inventa anche canestri da distanze siderali per dimostrare che lui e l’Efes vogliono necessariamente un posto tra le prime 8 forze del Vecchio Continente. Prestazione monstre da 37 punti, 5 assist e un magistrale 44 di valutazione che lo rendono l’uomo della sfida della Ulker Arena.

Fener-Efes: quanto pesa una partita del genere?

In Turchia questa era la partita dell’anno. Il campo non conferma tale ragionamento, ma in chiave Eurolega questo può esserlo eccome. Una sola partita di differenza, con l’Efes che deve recuperare ancora una sfida e una lotta serratissima per il settimo e ottavo posto, che ad oggi in ottica playoff darebbero una patata bollente ingiocabile per Barça e CSKA/Olimpia MIlano. Una cosa è certa: i turchi son guerrieri e non mollano. Rivedere il Fener delle ultime settimane, ma soprattutto un Efes così fa bene al basket europeo. Un brindisi ad altre notti del genere.

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