Barcellona-Baskonia: la difesa di Jasi vuol dire “clàsico”

alberto marzagalia
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Barcellona-Baskonia era gara di altissimo valore in questa edizione della Copa. Come se non bastasse, si trattava del “remake” della finale di Liga dello scorso giugno.

Vendetta consumata, se così si può dire, e Barça meritatamente in finale a raggiungere quel Real che poche ore prima si era qualificato battendo un’ottimo Tenerife.

Alto livello, si diceva, all’interno del quale abbiamo separato cinque situazioni che ci sono parse degne di maggior attenzione.

DIFESA BLAUGRANA

Attenta, preparata alla perfezione ed in grado di mandare l’avversario in territori poco graditi.

Dopo tre quarti il punteggio dice 64-47 ed attaccare è una sorta di incubo per i baschi. Il Barça sporca tutti i palloni, chiude ogni linea di passaggio ed è assai aggressivo nell’1vs1. Il risultato si decide in 30 minuti. E quella difesa ci porta ad un altro dato statistico fondamentale.

MASSACRO A RIMBALZO

45-27 è una differenza a rimbalzo che nessuno si può permettere di subire. Ancor più in una gara tra squadre di Eurolega, dove il dettaglio singolo fa la differenza già di suo.

Il solito Polonara con 8 e Jekiri con 6 hanno raccolto due carambole in più della coppia Kuric-Calathes (7 e 5). Ecco, questi sarebbero due “piccoli”…

MIROTIC, PIANO PIANO

Il rientro dopo l’assenza dai campi per diverse gare ci ha portato un Mirotic non sempre al livello che si conoscevamo.

La gara di ieri, più di tante altre, ci riconsegna un giocatore determinante che piano piano sta ritrovando lo smalto dei giorni migliori.

Per un campione è difficile essere sempre un campione, ma Niko è uno dei più grandi e siamo certi che tornerà quello stradominante di sempre. Per quell’assalto al ruolo di miglior 4 europeo Polonara stavolta ha trovato una montagna troppo alta. “Niko is Niko”…

IL CANTIERE DI JASI ED IL CLASICO

La sensazione? Questo Barça è al 70% del suo potenziale, forse anche meno. Vi sono momenti di altissima pallacanestro in cui sembra di essere ben oltre quella percentuale, ma si alternano ad altri, sempre meno peraltro, in cui la pallacanestro si inceppa ed i valori tecnici paiono lontani da ciò che ti attendi da questo roster.

L’esperienza di Jasi da Coach ci dice che le sue squadre sono in costante miglioramento in stagione, con una crescita che si vede ben bilanciata sui 28 metri del campo. Fa paura pensare a dove potranno arrivare se oggi paiono ancora un cantiere…

Il “clásico” di oggi ha certamente maggior peso per i “blaugrana” rispetto ai “blancos”. La stessa situazione di emergenza nella capitale rende la qualificazione alla finale già un buon percorso (ma non ditelo a Laso ed a gente come Sergi, Jaycee o Rudy…), mentre una vittoria catalana metterebbe una parola importante nel cammino della stagione e soprattutto rivolterebbe il verdetto della Supercopa di settembre. Sarebbe fiducia e consapevolezza allo stesso tempo.

UN PARZIALE CHE DICE TUTTO SUL BASKONIA

Da quel menzionato 64-47 si arriva ad un 69-65 e rimbalzo catturato da Vildoza che riaprirebbe completamente la gara. Al condizionale, certo, perché c’è quel tallone maledetto del play argentino che tocca leggerissimamente la linea di fondo, peraltro senza pressione: la faccia di Luca dice tutto, per diversi secondi.

Finisce lì, definitivamente, ma in quel 18-5 c’è tutto il carattere “baskonista”, perfettamente plasmato da Dusko Ivanovic. Questa è una squadra che non molla mai veramente, che soprattutto nelle gare più importanti sa dare il meglio: dopo un inizio drammatico che avrebbe ammazzato un toro, anche a meno 20, ha la forza di continuare a lottare e provare a rialzarsi. C’è la collaborazione di un Barça che perde un po’ di focus, ma questa è squadra vera. Squadra vera che probabilmente non farà i Playoff di Eurolega a causa di qualche distrazione di troppo contro le squadre con cui non doveva permettersele (Vedi Asvel…), ma che continuerà a giocare sempre e comunque.

Henry e Polonara sono il braccio armato di Dusko sul parquet.

(Photo: acb.com – Twitter @Baskonia -Twitter @FCBasket )

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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