Zenit-Zalgiris: i russi vincono la battaglia difensiva grazie a un granitico Gudaitis

Zenit-Zalgiris: i russi vincono la battaglia difensiva grazie a un granitico Gudaitis

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Niente da fare. Zenit-Zalgiris resta confronto proibito ai lituani, ancora a caccia del primo successo in Turkish Airlines Euroleague contro la squadra di Coach Xavi Pascual.

Alla Sibur Arena va in scena una sfida aspra, tipica delle partite in cui è coinvolto lo Zenit in questa stagione. Come è già accaduto con grande frequenza, sono i russi a venirne fuori con il successo. Pienamente nel loro habitat tecnico. 77-65 il risultato finale di una sfida che ha accolto una nuova prestazione di spessore di Arturas Gudaitis, dominante sotto canestro.

Zenit che conferma, quindi, il suo quarto posto in classifica mentre lo Zalgiris chiude un doppio turno nefasto. Una nuova sconfitta, dopo quella di due giorni fa contro il CSKA, che ricolloca i lituani ai confini della zona playoff dopo una serie di 6 referti rosa consecutivi.

Analizziamo Zenit-Zalgiris attraverso i 5 punti di Eurodevotion.

Zenit-Zalgiris: avvio freddino

Alla vigilia, le premesse profetizzavano una sfida in cui due ottime difese avrebbero potuto prendere il sopravvento. Questo è avvenuto in un primo quarto dal punteggio relativamente basso (17-14).

La causa principale è legata alla reciproca attenzione riservata a togliere soluzioni comode dal perimetro all’avversaria, per motivi diversi. Lo Zenit ha tutto l’interesse a fermare la miglior squadra del Torneo nel tiro da tre punti (43% medio di realizzazione). Obiettivo pienamente centrato, alla luce del 1/7 dei lituani dopo 10 minuti di gioco. Difesa russa che si conferma tostissima sotto questo aspetto, visto che concede solamente il 35,8% dall’arco.

Focus del tutto simile per la formazione di Martin Schiller. Per quanto i russi tirino con percentuali abbastanza inferiori (poco più del 36%), i volumi di tiro testimoniano come i tentativi dai 6,75 non siano così inferiori rispetto a quelli all’interno dell’area.

I verdi non portano una pressione asfissiante quanto riesca ai ragazzi di Xavi Pascual. Specialmente nella copertura del lato debole, ben esplorato dai russi grazie a rapidi ribaltamenti di lato. Tuttavia, i padroni di casa non ne approfittano granchè. Prima di due triple consecutive nel finale del periodo, firmate da Zubkov e Baron, il dato recitava un misero 1/9.

L’alternativa si chiama Arturas Gudatis, che taglia profondo verso il ferro e costringe al fallo la difesa dello Zalgiris in un paio di occasioni.

Rokas Jokubaitis riserva di lusso

L’equilibrio regna sovrano nella seconda frazione. Memori delle difficoltà perimetrali del primo quarto, gli ospiti provano ad attaccare il ferro con maggiore decisione. Non una novità peraltro, considerando che lo Zalgiris ha praticamente il doppio delle conclusioni entro i 6,75.

Tuttavia, lo Zenit si conferma eccellenza assoluta nella propria metà campo, collassando nel pitturato con tempi clamorosi e rendendo la vita pressochè impossibile a chiunque voglia tentare l’avventura nei pressi del ferro. Prima dell’ingresso sul parquet di Rokas Jokubaitis.

La guardia classe 2000, per così dire, non lo sa (più probabilmente se ne frega) e fa immediatamente breccia nella granatica difesa del team di San Pietroburgo. Talento puro, miscelato con una gran dose di faccia tosta, a creare un cocktail esplosivo che risulta indigesto allo Zenit.

Avere un giocatore che si alza dalla panchina e, a freddo, ti piazza tre canestri praticamente in fila, è un’autentica manna per il proprio allenatore. Un uomo presente per risolvere problemi, parafrasando il Signor Wolf in Pulp Fiction.

Un candidato naturale al premio di rising star di questa Turkish Airlines Euroleague. 8 punti, 1 assist delizioso per Lauvergne e 11 di PIR nel suo primo tempo.

Arturas Gudaitis mostra i muscoli

Se abbiamo sottolineato l’importanza di Jokubaitis nel sistema dello Zalgiris, impossibile non fare lo stesso per Arturas Gudaitis. Il centro ex Olimpia Milano, nonchè dello stesso Zalgiris tra il 2013 e il 2015, è un punto di riferimento indispensabile per lo Zenit. A maggior ragione dopo l’infortunio di Alex Poythress.

Il numero 77 stravince il duello con Joffrey Lauvergne. Essenzialmente perchè fa pagare al francese la sua maggiore dinamicità e rapidità di piedi. Non soltanto sul pick and roll con Kevin Pangos, altro ex di serata. E’ a rimbalzo d’attacco che Gudaitis fa il vuoto, con il centro ex Fenerbahce che proprio non riesce a fare un tagliafuori degno di questo nome. Gudaitis è troppo veloce per lui. Gli sguscia via, togliendogli i punti di riferimento.

Per non parlare della capacità di aiutare al ferro con tempi ottimali. Non ce ne voglia il suo back-up, ovvero il volenteroso, ma tecnicamente limitato Anton Pushkov. Nei minuti in cui quest’ultimo è in campo, il livello di intimidazione cala vistosamente. E’ solamente per la capacità magistrale di ruotare su penetratori e rollanti, da parte di giocatori come Mateusz Ponitka (prova solidissima da 15 punti e 6 rimbalzi), che lo Zenit mantiene il vantaggio e non vede messe a nudo le fragilità del russo.

Per Gudaitis premio da MVP della partita ampiamente meritato, anche in virtù dei 15 punti, 8 rimbalzi, 7 falli subiti, 12 di plus/minus e 28 di PIR con i quali riempie i suoi 27 minuti scarsi in campo.

Baron-Zubkov la aprono..e poi la chiudono

Coloro che hanno avuto il merito di sbloccare l’attacco dello Zenit nel primo quarto, con due bombe consecutive nella sua fase finale. Gli stessi che chiudono anzitempo la contesa, con il +12 a 4 minuti dalla sirena. Ancora con la loro arma preferita.

Doppia cifra da 11 punti e 3/5 nel tiro pesante per il primo, 9 punti e 2/3 per l’ala grande russa. Due specialisti tanto preziosi quanto essenziali. Senza cercare di essere uomini-copertina.

Thomas Walkup e Nigel Hayes saranno i più attivi nel disperato tentativo di rimonta, ma tutto ciò che viene prodotto è l’immediato contro-parziale di 5-0 che costringe Xavi Pascual al time-out sul +7.

Una sconfitta che lascia un po’ di rammarico allo Zalgiris. Se c’è stata una squadra che, nel bel mezzo di una battaglia fisica di assoluta intensità, ha mostrato brani di pallacanestro di qualità, quella è proprio la squadra di Kaunas. Tuttavia, sono state mancate troppe conclusioni la cui realizzazione non è affatto un problema solitamente.

Il 44% da 2 e il 27% da tre sono dati eloquenti, oltre che una condanna. Gli effetti della seconda partita di un doppio turno, specialmente dopo aver assaggiato la durezza del CSKA, possono essersi fatti sentire. Non costituisce comunque alibi per un gruppo che, peraltro, non è abituato a crearsene per cultura cestistica.

Anzi, siamo assolutamente convinti che assisteremo a una reazione forte settimana prossima. Olympiacos avvisata.

4

Lo Zenit si conferma bestia nera per lo Zalgiris. Infatti, quella di stasera è la quarta vittoria russa in altrettanti confronti diretti in Eurolega. Anche in questa occasione, i lituani se la sono giocata, hanno dato filo da torcere ai suoi avversari, ma è comunque mancato qualcosa.

Così come è avvenuto in altre due occasioni particolari. Vittorie dello Zenit arrivate solamente con l’ausilio dell’overtime. Entrambe nella scorsa stagione: 82-70 a Kaunas, 76-75 alla Sibur Arena.

L’appuntamento con la prima vittoria lituana è, dunque, rimandato alla prossima stagione, alla luce anche del 75-83 del Round 11.

Lo Zenit gongola e conferma una tendenza stagionale che non l’ha ancora vista sconfitta per due volte di fila. Dopo la volata persa in casa del Bayern, una riscossa prevista anche dalle statistiche.

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Francesco Sacco

Iniziato al gioco da Kobe Bryant e della Benetton Treviso di Ettore Messina da piccolino. Travolto dalla passione per l'Olimpia Milano da "grande". C'è qualcosa di più bello della Final Four di Eurolega? Forse, ma non ditemelo.
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