Olimpia-Cska: Hackett la vince, Milutinov la domina, l’Olimpia la rimpiange

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Olimpia-Cska è la sfida che tanti, quasi tutti aspettavano in questa edizione tribolata di Turkish Airlines Euroleague.

La gara del Forum si chiude con la vittoria russa dopo un supplementare (87-91).

Una partita intensa che ha visto di fronte due sistemi assai differenti e due squadre altrettanto differenti. Da una parte i padroni di casa, chiamati a ridurre l’evidente gap di talento attraverso un’organizzazione che tante volte in stagione si è dimostrata di alto livello. dall’altra una corazzata che arrivava da 11 W consecutive, con una condizione crescente, una guida tecnica di valore assoluto ed una serie di giocatori dal profilo elevatissimo.

La nostra analisi, negli abituali 5 punti, non può che partire da un dato statistico che entra negli annali della competizione…

RIMBALZI : DAI NON E’ VERO…

33-60, sì 33-60, con momenti imbarazzanti. E’ il saldo sotto le plance a favore dei russi. In pratica Milano, concedendo 30 rimbalzi offensivi ad una squadra che ha tirato 84 volte sbagliando 53 tiri, ha permesso all’avversaria di avere un secondo possesso in oltre la metà delle occasioni.

Ora, la gara è finita al supplementare: cosa sarebbe successo con un dato a rimbalzo almeno “negativamente umano”? Fa parte dei tanti se di questa gara, con cui di solito non si va lontano, ma palesa una difficoltà che emerge di settimana in settimana per i biancorossi. Questa squadra sta in campo solo con Kyle Hines, ma quest’ultimo un certo dazio, contro certi avversari, lo paga. Servono altre dimostrazioni oppure si vuole continuare a mettere la testa sotto la sabbia negando il problema? E’ necessario tornarci con un’analisi, in legame indissolubile con il sistema difensivo eccellente, che però cambia sempre e si ritrova con rotazioni che sotto i tabelloni diventano ingestibili.

Milutinov? Non avevamo bisogno della gara di ieri per definirlo il miglior centro di Eurolega. E’ così da anni, quando sta bene non ha rivali, forse il solo Tavares.

MIKE JAMES? NO, DANIEL HACKETT

Partita balisticamente insufficiente quella del talento di Portland, sebbene 11 assist rappresentino un’eccellenza assoluta. Non avessero sparacchiato i compagni, fore sarebbero potuti essere anche 20. L’asse con Milutinov è la cosa più devastante della lega ed è bravissima Milano a togliere almeno una parte di tutto ciò. Grazie ad un grandissimo Shavon Shields, oggi il giocatore chiave di Milano, l’unico che può difendere sulle guardie fenomenali di questa competizione senza perdere efficacia in attacco. Insistiamo, è un Jeffery Taylor con talento che non smette di crescere.

Daniel Hackett? Campione con la C maiuscola, nettamente il miglior giocatore italiano di Eurolega da tre stagioni a questa parte. Leader totale, difensore eccellente da sempre, ora ha aggiunto una percentuale dall’arco importantissima grazie ad un profondo lavoro in stagione e durante l’estate. Dettaglio? Mette quelli che contano. Come fanno i campioni, appunto.

L’OLIMPIA C’E’, MA PUO’ ESSERE SOLO QUESTA?

Se fai un mercato in cui aggiungi Gigi Datome, Kyle Hines, Malcolm Delaney e Shavon Shields, con un Kevin Punter ed uno Zach LeDay che poi si rivelano di altrettanto valore, non raccontiamocela, sei squadra che punta in alto, molto in alto. Anche perchè la tanto abusata parola “progetto”, vista l’età e la caratura dei personaggi, si traduce in “competitivi per vincere subito”, non certo tra anni.

Milano appartiene ad un livello alto di Eurolega e lo dimostrano la W col Real e le prove con Barça e Cska, ovvero l’eccellenza di questa lega. Ma Milano ha fatto delle scelte tecniche che portano ad una struttura chiara, quella di oggi. E’ squadra che soffre determinante situazioni ma lo fa scientemente. Per essere così competitiva si affida a strutture che danno grandi vantaggi in generale ed un grande problema nel dettaglio, ovvero i rimbalzi ed il post. Come ogni scelta abbastanza estrema, va apprezzata ma anche valutata. L’Olimpia può esser solo questa? E’ chiaro che un Tarczewski anche solo “decente”, cosa mai accaduta, cambierebbe le cose, ma qui siamo nel campo dell’attesa di Godot… Quindi, testa bassa e si prosegue così oppure si pensa al mercato? Questa non è una domanda, questa è “la domanda”.

CSKA: NON CERTO LA MIGLIOR GARA

Oggi la domanda è semplice: chi li batterà? Logico quesito dopo 12 W. Milano è notevole nel limitare un potenziale pazzesco e nel togliere ritmo all’entrata nei giochi grazie ad un’ottima transizione difensiva. Le grandi squadra vincono anche quando giocano malino, come ha fatto ieri la compagine di Itoudis. Con tanti problemi, tra infortuni ed assenze chiave (Clyburn, non noccioline…), i russi portano a casa una partita per certi versi stranissima e lo fanno senza amai perder il controllo anche in una serata in cui spadellano per ben 53 volte.

Ciò che impressiona di più è il margine di miglioramento, che è ancora tanto, tantissimo.

COACH TO COACH

Se si sfidano Ettore Messina e Dimitris Itoudis il palato degli appassionati più esigenti può assaporare gusti straordinari.

«E’ una squadra di grandi tiratori» diceva Itoudis. Ecco che arriva una grande pressione sull’arco che leva il tiro da tre a lungo ai milanesi, pur lasciando spazio ad un ottimo LeDay.

Il Cska è pericolosissimo quando ha ritmo nei possessi ed ecco che arriva la grande transizione difensiva milanese organizzata da Messina, nonché la mossa Shields vs James, che sarà pure scontata, ma toglie tantissimo al fenomeno di Portland.

Grandi allenatori. grandi mosse, una gara da “overtime”. Poteva vincere chiunque, ha vinto il Cska. Che è più forte, nemmeno di poco, ma con questa Olimpia deve sudarsela.

PS In Eurolega c’è un pesantissimo problema arbitrale che la gara di ieri sera ha sottolineato una volta di più. Qui non ci sono bandiere per lamentele effimere, lungi da noi, ma una competizione di questo valore merita “grigi” professionisti preparati ad un livello che oggi non gli appartiene. Per personalità ed interpretazione del gioco, cosa che manca totalmente. Almeno 15 errori marchiani sparsi per tutta la gara sono qualcosa che due squadre del genere non meritano. 7/8 fischietti di livello, con dietro il nulla, non bastano più. Ne riparleremo. Doverosamente.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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