Nikola Kalinic regala al Fenerbahce il successo sulla Stella Rossa, ma quanta fatica

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La rincorsa ai playoff della Turkish Airlines Euroleague è entrata nella sua fase più calda e ogni scontro diretto vale triplo. Fenerbahce-Stella Rossa non fa eccezione e, come spesso accade, la partita prende la direzione di una squadra piuttosto dell`altra sulla base di singoli dettagli.

Decisiva diventa anche l`abitudine a giocare quei possessi, così diversi dagli altri da poter anche regalare un esito diverso da quello che suggerirebbe la logica per ciò che è stato espresso sul parquet, sebbene per larghi tratti non si siano visti brani di pallacanestro indimenticabile da entrambe le parti.

Il Fenerbahce, seppur apparso decisamente appannato in diversi suoi elementi, ha esperienza da vendere e così riesce a strappare un 66-63 cruciale per le proprie ambizioni di post-season, che analizziamo con i 5 punti salienti di #eurodevotion

Nikola Kalinic uomo della provvidenza

Impossibile non partire con la nostra analisi da chi ha deciso il match. Il grande ex di serata (il serbo ha militato nella Stella Rossa durante la stagione 2014-2015) alterna giocate di intelligenza cestistica sopraffina in area ad autentiche amnesie difensive che fanno perdere la testa a coach Obradovic (vedasi il pessimo close-out che culmina con un fallo da tre tiri liberi su Billy Baron nell`ultima azione del primo tempo)

Specchio di un Fenerbahce decisamente a corrente alternata, è l`unico dei suoi a chiudere in doppia cifra con 10 punti (4/4 da 2) ed è colui che consegna la vittoria ai padroni di casa grazie a un rimbalzo offensivo e al successivo long two per il +3 conclusivo, in un momento di totale confusione in attacco da parte dei turchi.

Il solito dominio (al contrario) a rimbalzo: Fener alla ricerca del tagliafuori perduto

Le difficoltà nel fondamentale sono reiterate lungo tutta la stagione e sembra non esserci rimedio apparente, almeno nell`immediato. Gli uomini di Obradovic si presentavano alla palla a due come ultima della speciale classifica, con la miseria di 29.2 rimbalzi raccolti di media/partita.

La sfida della Ulker Sports Arena non ha rappresentato un`eccezione, visto che i turchi sono andati sotto 28-40 nel confronto diretto, concedendo la bellezza di 14 carambole offensive ai serbi.

Se non si ha il controllo dei tabelloni, non è possibile nutrire chances di trionfo in questa lega.

L`aspetto mentale (o forse no)

Altra nota dolente dalle parti di Istanbul è la difficoltà a eseguire il lavoro richiesto dal coach con qualità, in maniera prolungata, in entrambe le metà campo.

Cali di concentrazione evidenti e apparentemente inspiegabili: tutta questione di una applicazione insufficiente, quindi di testa, oppure gioca un ruolo importante anche la condizione non eccellente di diversi elementi?

Risposte certe non ne possiamo avere osservando da fuori, fatto sta che anche stasera, a ogni break ha fatto seguito un black-out a consentire a una pur non brillante Crvena Zvezda di restare costantemente attaccata nel punteggio.

Facilità nel lasciare scoperto il lato debole, close-out eseguiti talvolta in maniera tecnicamente orribile, assenza di tagliafuori i sintomi nella metà campo difensiva, ma anche in attacco sono troppo pochi, rispetto alle passate abitudini, i possessi in cui il pallone si muove velocemente sui due lati per poi andare a colpire, con lucidità, laddove il nemico concede vantaggi chiari.

Questo è un Fenerbahce ancora lontano dall`essere la vera creatura di Zeljko Obradovic e le condizioni apparse non ottimali, eufemismo, di giocatori di assoluto valore come Nando De Colo, Luigi Datome e Jan Vesely non rendono le cose più semplici in queste serate.

Le percentuali della Stella Rossa

Ancora una volta, le percentuali al tiro hanno impedito ai belgradesi di coronare con la vittoria 40 minuti di impegno pressoche’ totale e immancabile, specialmente lontano dalla Stark Arena, con i biancorossi che aspettano di esultare dal 10 gennaio, turno 18, 80-83 sul campo di LDLC Asvel Villeurbanne.

Se il 21/41 da due (51,2%) è dato leggermente migliore rispetto al 48,9% stagionale (peggiore statistica tra le partecipanti), è il 5/21 dal perimetro a risultare come una condanna senza appello per i ragazzi guidati per la seconda partita consecutiva da Andrija Gavrilovic, assistente di coach Dragan Sakota, alle prese con problemi di salute.

In alcuni casi conclusioni aperte e discretamente costruite, che avrebbero potuto diventare determinanti nell`economia del risultato. In particolar modo, pesa lo 0/4 di Billy Baron, un tiratore solitamente più che affidabile, così come lo 0/3 di Lorenzo Brown e Branko Lazic, senza considerare il n.e. di Borisa Simanic, secondo nella classifica dei tiratori con il 51,6% medio.

Kevin Punter ultimo a mollare

In una serata in cui non sono certo gli attacchi a risplendere, la guardia ex Virtus Bologna è il giocatore che riesce a trovare la via del canestro con maggiore continuità. Per lui 14 punti in 16 minuti di utilizzo (3/6 da 2, 2/3 da 3) e 11sima partita consecutiva con almeno una tripla realizzata, oltre che l`ottava prestazione di fila da almeno 12 punti.

Non si può dire che non abbia avuto un impatto positivo con la sua nuova realtà e, più in generale, con una competizione affrontata per la prima volta in carriera.

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