L’Asvel firma l’impresa della settimana e ferma la corsa della capolista

I francesi firmano il colpaccio ai danni della capolista Barcellona. 80-68 il risultato. I catalani si fermano dopo 7 vittorie consecutive.

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Clamoroso all’Astroballe, si potrebbe dire. L’Asvel Villeurbanne trova la prima vittoria tra le mura amiche proprio contro la migliore della classe. Il Barcellona di Sarunas Jasikevicius, infatti, cade 80-68 in una partita in cui non trova mai veramente ritmo e ha pessime percentuali al tiro, finendo in bocca ai lunghi francesi.

I padroni di casa offrono una prestazione di grande coesione e, pur senza rubare l’occhio (eufemismo), meritano pienamente il successo che le fa ritrovare il sorriso dopo l’ultima gioia risalente alla settima giornata di Turkish Airlines Euroleague.

Ecco per voi l’analisi della sfida nei 5 punti di Eurodevotion

Asvel all’arrembaggio

La squadra di TJ Parker non sembra patire alcun timore reverenziale nei confronti della capolista. Anzi, inizia la partita con grande aggressività. In difesa, l’intento è cercare di non far entrare rapidamente in partita l’asse Calathes-Mirotic. I francesi provano subito a pressare il play greco, talvolta con dei raddoppi, tentando di evitare il lob per il serbo in post basso sul possibile mismatch.

Tattica che funziona nei primissimi possessi offensivi blaugrana. Calathes cerca infatti di giocare il pick and roll con Pustovyi, ma l’ucraino non è certo l’interlocutore con le mani più educate per trasformare ogni tentativo di assist in oro.

Allora l’Asvel corre alla prima occasione utile, ben sapendo che attaccare contro la difesa schierata del Barcellona somiglia molto a un’impresa in questo periodo. Lighty e Freeman hanno le gambe per battere l’uomo e finire al ferro. Il Barcellona è stranamente mezzo in giro indietro anche sui giochi a due e non riesce a garantire adeguata protezione vicino a canestro.

Come se non bastasse, arriva il 4/6 da tre a consentire ai padroni di casa di chiudere sul 25-19 alla prima sirena.

5’38”

E’ la dimensione temporale della carestia offensiva, nel secondo quarto, di un Barcellona che non riesce proprio a prendere ritmo. Dopo le segnature di Brandon Davies e Kyle Kuric nei primi 82 secondi della frazione, la squadra di Jasikevicius metterà punti a tabellone solamente andando in lunetta.

Thomas Heurtel perde tre palloni nei primi sei minuti sul parquet. Cory Higgins non batte mai l’uomo dal palleggio e Kyle Kuric viene panchinato ai primi errori difensivi. Sono le immagini più vivide di una panchina senza alcun impatto sulla gara.

I catalani finiscono perfino per sbattere contro un muro chiamato Ismael Bako, che abbassa la saracinesca in 3 occasioni. Il numero 21 schiude così la prospettiva del contropiede a un Norris Cole finalmente in grado di portare punti ed energia in uscita dalla panchina.

I due lay-up consecutivi di un solido Rolands Smits, quando si entra negli ultimi tre minuti di gioco, non impediscono al Barcellona di rientrare negli spogliatoi sotto di nove sul 45-36 e con un preoccupante otto alla voce palle perse.

I fattori Cole e Freeman, la solida realtà (ritrovata) di Lighty

Nelle scorse settimane, abbiamo spesso sottolineato come l’Asvel fosse povero di alternative al fin qui titanico Moustapha Fall (secondo per valutazione nel torneo con 22.9).

Quel contorno che avrebbe dovuto essere guidato dal talento di Norris Cole e Allerik Freeman sul perimetro. Almeno secondo le intenzioni dirigenziali in sede di costruzione della squadra attraverso il mercato.

Ebbene, i due giocatori più attesi a un riscatto hanno risposto presente in diversi momenti della partita. Per una sera, si sono visti quei terminali indispensabili a togliere le castagne dal fuoco, a giochi rotti, a un Asvel che non brilla per fluidità di manovra anche nelle sue uscite migliori.

I due bomber combinano per 26 punti, 5 rimbalzi, 6 assist e 2 recuperi.

Il leader silenzioso, però, continua a essere David Lighty. L’ex Cantù e Cremona in Italia era reduce da un inizio di stagione piuttosto travagliato da 8.3 punti di media in quasi 24 minuti. Il tutto frutto di un modesto 46,5% da due e un disastroso 2/15 complessivo con i piedi dietro l’arco.

Contro il Barcellona si è rivisto una versione più vicina a quella dello scorso anno. Il giocatore essenziale, pulito tecnicamente e senza scelte forzate, sul quale i compagni sanno di poter contare nei momenti di maggiore difficoltà. Così è stato per respingere i tentativi di rimonta da parte degli ospiti, chiudendo la sua serata con 17 punti, 4 rimbalzi, 3 assist, 2 recuperi e 23 di PIR.

Recuperare queste tessere del puzzle è missione assolutamente prioritaria per Coach Parker, se si vuole portare avanti un’Eurolega dignitosa.

Le percentuali inchiodano il Barcellona

In una serata in cui i tre centri a disposizione realizzano 14 punti in tre (6 Davies, 4 Pustovyi, 4 Oriola), e tutto il Barcellona mette insieme un modesto 21/47 complessivo in area, l’inefficienza dal perimetro lo fa affondare.

Il 2/8 (avete letto bene, solamente otto tentativi) dai 6,75 è eloquente, specialmente se confrontato con il 13/21 dei padroni di casa. I quali, nonostante un pessimo 12/35 da due con soli 4 rimbalzi offensivi catturati, non si sono mai sentiti realmente con il fiato sul collo.

Su queste premesse, non si può pensare di vincere in Eurolega. Anche contro l’ultima della classe.

La prima volta dell’Asvel e la serie interrotta del Barcellona

Lo score recitava 7-0 Barca negli scontri diretti in questo secolo. Allargando lo spettro, i blaugrana avevano una striscia aperta di otto successi consecutivi contro l’Asvel. Nonchè quella di 7 vittorie di fila in questa edizione del Torneo.

Serie entrambe interrotte, evidentemente. Per ritrovare l’ultimo trionfo francese bisogna ritornare al Dicembre 1996, quando l’Asvel ebbe la meglio 91-90 trascinata dai 21 punti di Delaney Rudd, playmaker con un passato NBA tra Utah Jazz e Portland Trail Blazers.

Gli 80 punti realizzati dai francesi stasera sono la miglior prova offensiva della stagione in casa. Supera i 74 punti realizzati contro lo Zalgiris Kaunas alla sesta giornata. In assoluto, questa è seconda solo agli 88 punti ottenuti nel primo successo stagionale a casa del Baskonia. Era la settima giornata. Ricordiamo che, prima della palla a due, l’Asvel era la squadra con meno punti segnati nella competizione con 70.6 punti di media.

Come avrete potuto già immaginare, i 68 punti messi insieme dal Barcellona sono il peggior dato offensivo della stagione della capolista.

Immagine in evidenza: AS

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Francesco Sacco

Iniziato al gioco da Kobe Bryant e della Benetton Treviso di Ettore Messina da piccolino. Travolto dalla passione per l'Olimpia Milano da "grande". C'è qualcosa di più bello della Final Four di Eurolega? Forse, ma non ditemelo.
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