Barça-Efes: turchi sul trono europeo grazie a Micic e Larkin

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Barça-Efes segna la prima volta dell’Efes campione d’Europa. La prima volta per coach Ergin Ataman, per Shane Larkin, Vasilije Micic e non solo. I catalani cominciano dando segnali molto forti a livello difensivo, ma non sono in grado di arginare per tutto il match il talento degli esterni turchi, bravi ad uscire alla distanza, nei momenti in cui contava farlo.

Sembra un po’ il titolo del destino, per una squadra che si sentiva privata di qualcosa rispetto a quanto di magnifico fatto nelle ultime stagioni. E’ un titolo che arriva al termine di una partita durissima, in cui le difese hanno messo in campo una fisicità notevole, degna di una finalissima. Barça-Efes, terminata 81-86, è negli ormai famosi cinque punti di Eurodevotion, al loro apice stagionale per importanza della posta in palio.

Barça-Efes: l’inizio catalano e la mossa Victor Claver

Naturalmente l’attenzione, per lo staff tecnico del Barcellona, era tutta sul talento offensivo di Shane Larkin e, soprattutto Vasilije Micic. Se per il primo era già pronto Cory Higgins, – anche grande difensore, nel caso non bastasse il resto – per il secondo Sarunas Jasikevicius sceglie di sorprendere, lanciando, in quintetto di partenza gigantesco, Victor Claver nel ruolo di numero tre.

L’ala spagnola viene francobollata proprio a Micic, e la guardia serba soffre tremendamente la marcatura di Claver. La fisicità, l’atletismo e le leve lunghe del numero trenta blaugrana si rivelano letteralmente un incubo nei primi otto minuti della gara, quando Micic non riesce a segnare neanche un singolo punto. Higgins, nel mentre, cancella Larkin, anche lui in single coverage. Il risultato? Appena 15 punti segnati nel primo quarto di Barça-Efes per i turchi. Una domanda però per Jasi: perché poi Claver è stato lungamente dimenticato in panchina?

L’inizio di Sertac Sanli: la classe operaia in paradiso

Come detto, l’inizio degli attesissimi Larkin e Micic è stato piuttosto complicato. E allora, per non affondare subito, l’Efes aveva bisogno di trovare diverse risorse realizzative. Il Barcellona ha infatti iniziato con una difesa decisamente sopra le righe, nella quale, tuttavia, non poteva che aprirsi qualche spiraglio, data l’attenzione catalizzata dalle due star del backcourt turco.

In questi spazi liberi si è mosso alla grandissima Sertac Sanli, terzo centro a roster ad inizio stagione, che ha finito per occupare la prima linea nelle gerarchie di Ergin Ataman. I primi nove punti segnati in Barça-Efes dal team di Istanbul portavano tutti la sua firma, grazie alla capacità di farsi trovare sempre vicino al ferro, dopo essersi mosso in maniera eccellente senza il pallone. Se l’Efes in quel momento non è affondato il merito è suo. La classe operaia in paradiso, per davvero.

Barça-Efes: pregi e difetti del cambio difensivo

Tra le armi tattiche più utilizzate durante la gara, facendo riferimento a entrambe le squadre, c’è stata sicuramente quella del cambio difensivo. Dal punto di vista blaugrana, questo mezzo è stato efficace finché Brandon Davies ha eroicamente retto gli uno contro uno estenuanti degli esterni avversari. Dal secondo quarto in poi, però, il lungo americano ha fatto molta più fatica, e l’insistenza su questa scelta difensiva ha innescato troppe penetrazioni al ferro per Micic e compagni.

Barça-Efes ha visto i turchi cambiare con più parsimonia rispetto ai contendenti, ma sicuramente con risultati più efficienti sul lungo periodo. Mentre infatti Davies soccombeva alle accelerazioni di Micic, Bryant Dunston reggeva egregiamente contro i ball handler e i tiratori blaugrana, mettendo in difficoltà, più di una volta, i vari Higgins, Leandro Bolmaro e Kyle Kuric.

Vasilije Micic e Shane Larkin: le giocate giuste al momento giusto

L’inizio difficoltoso delle due superstar annunciate aveva lasciato presagire una lunga notte di problemi offensivi per i ragazzi di Ataman, scioltisi in realtà già dal secondo quarto. Mentre infatti Micic e Larkin continuavano ad arrancare, una difesa più solida ha permesso di correre maggiormente in transizione, ribaltando il parziale di Barça-Efes e mandando i biancoblù al riposo avanti per 36-40.

Ed è stato nel secondo tempo che la miglior coppia di guardie in Europa ha scaldato definitivamente i motori, dopo aver trovato un po’ di ossigeno in lunetta prima dell’intervallo (9/9 nel primo tempo per Larkin). I cambi e la fisicità del Barcellona sono passati dall’essere un ostacolo all’essere l’occasione per imperversare con l’uno contro uno dal palleggio, creando vantaggi per sé e per i compagni, con l’ulteriore benefit di costringere i catalani ad azioni molto lunghe in difesa. Insomma, Shane Larkin e Vasilije Micic hanno accelerato quando era il momento di farlo e ora si trovano dove merita il loro talento: sul trono della pallacanestro europea.

Dopo Barça-Efes: le prospettive per la prossima stagione

Ora sarà il momento, per entrambe le formazioni, di gettarsi nei playoff dei campionati nazionali, dove entrambe giocano chiaramente da favorite. Poi, sarà tempo di estate e di mercato. Da una parte, il Barcellona cercherà quegli aggiustamenti necessari ad agguantare il tanto agognato terzo titolo europeo nella prossima stagione, senza però stravolgere un roster pieno di contratti lunghi e giocatori che hanno reso secondo, se non oltre le aspettative.

Dall’altra, l’Efes dovrà fare inevitabilmente i conti con la quasi sicura partenza di Micic in direzione NBA. Parliamo di un giocatore chiaramente insostituibile, per quello che fa su entrambi i lati del campo; tuttavia, per mantenersi ai livelli attuali la squadra di Istanbul dovrà sicuramente firmare un grande nome nel reparto guardie. Che non sia facile trovarlo è un altro discorso. Quindi, per ora, meglio festeggiare un titolo europeo meritatissimo.

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