Mosca resta tabù per Valencia. Sospiro di sollievo per il CSKA

maninred94

Il Cska Mosca ritrova la vittoria grazie a un super Mike James e alla sua panchina. Valencia rimanda l’appuntamento con la prima W a Mosca.

Tradizione rispettata nella sfida inaugurale della sesta giornata di Turkish Airlines Euroleague alla Megasport Arena. Il Cska resta imbattuto tra le mura amiche contro Valencia e si mette alle spalle la doppia sconfitta contro Alba e Stella Rossa.

Nel 84-75 finale gioca un ruolo chiave il rendimento della panchina degli uomini di Dimitris Itoudis. Un fatturato di 43 punti da Mike James, Johannes Voigtmann e Will Clyburn. Giocatori assolutamente determinanti nel portare un cambio di passo rispetto a un assetto iniziale balbettante.

Non anticipiamo troppi temi però, destinati alla nostra consueta trattazione per 5 punti:

Lo starting Cska e quella scintilla non ancora scoppiata

Rispetto alla trasferta di Belgrado, Itoudis reinserisce in quintetto Tornike Shengelia, a discapito di Will Clyburn. I risultati di questa scelta non sono esaltanti. Non che le criticità dei primi minuti siano completamente riconducibili al georgiano.

Tuttavia, il Cska appare poco fluido e, quindi, convincente con questo schieramento. Un Cska dall’andamento lento, che sfrutta poco e male i primi secondi del possesso. Si mette così nei guai, ritrovandosi ad attaccare la difesa schierata senza aver acquisito ritmo e senza quell’uomo in grado di garantire vantaggi facili. Senza Mike James insomma.

Avendo poi due giocatori essenzialmente interni tra i lunghi, ecco che vengono a crearsi problemi di spaziatura. I russi risultano abbastanza prevedibili, almeno per il momento. Unico in grado di trovare il modo di bucare gli ospiti, in un’area intasata, è Darrun Hilliard. Sagace l’ex Baskonia a gestire il cambio di ritmo per ingannare il suo marcatore diretto.

La collaborazione tecnica tra Milutinov e Shengelia è passaggio chiave nella stagione del Cska. Nelle rare occasioni in cui il gioco a due funziona, questi due campioni sono davvero un bel vedere. Tanto lavoro da fare in palestra per affinare i meccanismi e rendere credibile questo assetto. Potenzialmente senza pari per peso specifico nel pitturato.

13-0 con vecchi automatismi..

La musica cambia decisamente nel momento in cui Coach Itoudis dà il via alle rotazioni. Fanno il loro ingresso sul parquet soprattutto Mike James e Johannes Voigtmann. Si ritorna a un Cska versione 2019-20 e lo spartito torna a essere seguito ed eseguito in maniera naturale.

E’ un quintetto che costituisce minaccia ben più costante dal perimetro e che “apre” la difesa ospite con maggiore facilità. Spaziature più logiche, maggiore efficacia sul pick and roll grazie a un Mike James incontenibile. Tiri ad alta percentuale che non tardano ad arrivare.

Semplice ed essenziale, ma ampiamente sufficiente a produrre un 13-0 di parziale che fa scappare i padroni di casa sul 28-16 al 14′.

..e controparziale 14-2 con vecchi difetti

La continuità che ancora manca a un Cska da lavori in corso ha radici che rimandano alla scorsa stagione. Oltre ai meriti di un Valencia che mostra grande spirito nella pronta reazione del secondo quarto.

La mancanza del tagliafuori a rimbalzo si conferma una piaga estremamente penalizzante e che dà sovente almeno una seconda chance a qualsiasi avversario.

All’intervallo lungo saranno 7 i rimbalzi offensivi catturati da Valencia, che ne approfitta per ritornare completamente in partita sul 30-30 a poco più di 3 minuti dal termine del periodo. Questo grazie anche alla linea verde dettata da Jaume Ponsarnau, che mette in vetrina il talento di Jaime Pradilla.

Un Valencia a trazione “verde” e il calcio al secchio del latte

I taronja dimostrano ancora una volta la loro sinistra capacità di buttarsi un po’ via. Un’alternanza tra momenti di grande solidità, che farebbe pensare a una Final Four contender in potenza, e altri di vuoto mentale totale.

In una competizione di tale livello, concedersi almeno 2 black-out nei 40 minuti non è possibile. Il +50% di vittorie non deve rappresentare un velo di Maya rispetto a un’area problematica da risolvere e anche alla svelta. Pena cattivi presagi rispetto alle aspettative iniziali. Sempre ricordando che la percezione della classifica sarebbe ben diversa nell’ambiente, se solo la tripla aperta frontale di Amine Noua fosse finita nel canestro alla prima giornata.

Real Madrid e Olimpia Milano le prossime avversarie, tra Liga ACB ed Eurolega. Rivali perfetti per mettere a nudo le proprie mancanze e far pagare i propri errori.

Una serata in cui i propri centri avrebbero dovuto essere arma tattica determinante e, invece, hanno risposto presente solo in parte all’appello. 15 punti e -3 di +/- complessivi per la coppia Bojan Dubljevic-Mike Tobey.

E allora occasione buona per i propri giovani. Jaime Pradilla è anima del parziale favorevole del secondo quarto precedentemente citato. 7 punti e 4 rimbalzi in 5 minuti e mezzo sul parquet. Dimenticato inspiegabilmente nella ripresa, ma tempo più che sufficiente per ammirare dei movimenti sul perno che possono far innamorare. Oltre a letture del gioco interessanti per questo diciannovenne in arrivo da quella Saragozza che ha sgrezzato anche un diamante come Carlos Alocen, oggi a Madrid.

E’ partito in quintetto, invece, Josep Puerto. Il grave infortunio di Joan Sastre, e l’ulteriore assenza di Fernando San Emeterio, hanno creato i presupposti per la grande chance a questa giovane ala piccola.

Non un debutto assoluto per questo 21enne però, che aveva già ottenuto 32 minuti su 10 presenze nella stagione 2017-18. Poco più di un ragazzino allora. Un giocatore non ancora adulto adesso, ma che pare materiale più che discreto su cui lavorare. In bocca al lupo anche a lui.

Nel bene e nel male, Mike James

Eravamo rimasti alla stoppata subita e alla tripla lunga sul secondo ferro degli ultimi due possessi del supplementare di Belgrado. A quella enigmatica fuga negli spogliatoi che, questa volta, pareva comunque silenziosa e implicita assunzione di responsabilità. Comunque la parte più deleteria e oscura di questo campione.

Eccessi, quelli di cui questo Cska ha comunque un gran bisogno. Ancor più in questo momento. Oggi è salito al proscenio il miglior Mike James. Quello che ti spacca la partita con un paio di giocate.

Ciò che ha fatto oggi uscendo dalla panchina. 17 punti frutto di una potenza straordinaria in avvicinamento al ferro. Più in generale, un dominio tecnico che lo ha reso rebus irrisolvibile per la difesa ospite. Anche quando il nativo di Portland ha attaccato il suo uomo spalle a canestro.

Tante cose sono da sistemare in casa CSKA. Mike James non è necessariamente una di queste. Anche perchè Mike James non si può sistemare. Lo si accetta così com’è. Prendere o lasciare. L’impressione è che Dimitris Itoudis prediliga decisamente la prima strada.

Immagine in evidenza: Cska Basketball

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