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Supercoppa Zurich Connect 2019: rivincita Sassari. Jerrells Mvp della manifestazione

La redenzione è compiuta. La Dinamo Sassari di coach Gianmarco Pozzecco conquista il primo trofeo stagionale. Al PalaFlorio di Bari, la rivincita contro i campioni d’Italia dell’Umana Reyer Venezia guidati da coach Walter De Raffaele arriva dopo una aprtita intensissima e fatta di grandissimi spunti ed emozioni.

Completa il podio della manifestazione l’Happy Casa Brindisi, che corona una grande stagione rimontando una Vanoli Cremona di coach Meo Sacchetti, che ha viaggiato incredibilmente a corrente alternata per tutta la manifestazione.

Il successo brindisino per 84-87 e la vittoria sassarese per 83-80 contro gli oro-granata scudettati è come al solito oggetto di analisi da parte di Eurodevotion. Ecco, come di consueto, i 5 punti, i 5 motivi che hanno colpito i nostri inviati in quel di Bari.

  • La forza di giocare in casa: la rimonta di Brindisi è energia pura. Coach Frank Vitucci lo sapeva bene: qui a Bari i suoi ragazzi “avrebbero dato l’anima” come si suol dire. Con orgoglio ed energia la squadra pugliese rimonta il secondo parziale di gioco da 37-19 targato Vanoli. La difesa e l’intensità di Alessandro Zanelli, insieme alla compattezza del giovane gruppo brindisino ha permesso la rimonta. Aggiustata tatticamente la difesa, è migliorata conseguentemente circolazione e il gioco nettamente migliore in attacco hanno definitivamente annichilito nel secondo tempo Cremona e la buona pallacanestro messa in mostra fino a quel momento.
  • Darrius Thompson: esempio di fiducia in casa Brindisi. Nel primo tempo Vitucci in conferenza ci conferma il suo piano partita: mostriamo la nostra fisicità, alle brutte cominciamo a prendere fiducia dall’arco. Raphael Gaspardo, Bogdan Radosaljevic, Kelvin Martin e il già citato Zanelli sopperiscono ai vari acciacchi fisici di Adrian Banks e ai problemi di falli di John Brown III. A tutto questo insieme va aggiunto lo straordinario lavoro del debuttante Darrius Thompson. Seconda prestazione in Italia da Mvp con 17 punti, buoni timing offensivi e difensivi dopo aver passato l’esame Stone/Filloy/ De Nicolao del giorno precedente.
  • Espulsione Austin Daye: la svolta della finalissima arriva subito. Lo ha detto coach De Raffaele dopo la semifinale con Brindisi, lo riproponiamo anche qui in questo pezzo di finale: se “collegato” è fuori categoria per chiunque. Il problema relativo avviene ovviamente in caso contrario e i primi sette minuti della finalissima contro Sassari ne sono la prova. La sua espulsione fa partire a rilento la Reyer (15% al tiro nei primi due quarti) e fa sacrificare giocatori come Bramos, Chappell in ruoli non proprio convenzionali data l’assenza di un 4 effettivo. Da quel momento cambia la storia della partita, con Venezia incredibilmente ancora una volta sul pezzo e capace di poter rimontare 20 punti di svantaggio come successo contro Brindisi nel giorno precedente. Saranno la garra di Filloy e la voglia di Chappell le chiavi di una rimonta che al 50% dei casi sarebbe stata portata a termine con una vittoria.
  • Michele Vitali: uomo importante nei momenti importanti. Appena arrivato è già protagonista. Si potrebbe parlarne per ore dell’abnegazione alla maglia che hanno mostrato i giocatori di Pozzecco, che ha confermato in conferenza stampa come la voglia di lottare per una maglia e per uno scopo possa essere davvero fondamentale. L’esempio che può venire in mente può essere quello di Marco Spissu, sardo di nome e di fatto e incitato dal primo al quarantesimo dal popolo sassarese come il paladino della giustizia. In tutto ciò dei nuovi arrivati ci piace pensare questo di Jamel McLean, ex Olimpia e autore ieri di una difesa straordinaria su Julyan Stone e fattore della sfida insieme ad altri due new entry in casa Dinamo: uno di questi è Michele Vitali. Due triple pesantissime tra ultimo parziale e overtime, una difesa asfissiante per quasi tutto il torneo lo rende già fondamentale nello scacchiere tattico sardo. 8 punti, 3 assist e il premio di miglior difensore sono il suo bottino dopo due partite con la maglia di Sassari. Chi ben comincia…
  • Curtis Jerrells: da Milano a Sassari con la fame da MVP. La sorpresa delle sorprese è proprio l’ex Olimpia. Jerrells gioca una finale incredibile nel primo tempo e nel secondo tempo cede il passo ad una condizione fisica non del tutto ottimale. Top scorer della sfida con 19 punti, ha mischiato le carte in tavola nel massimo momento di basket espresso da Pozzecco. A tratti è apparso a suo agio in un sistema di pallacanestro fluida e dinamica, ma come sempre deve migliorare l’intensità nella seconda parte di gara, specie sul lato difensivo. Si prende la scena di Bari e inizia da protagonista un nuovo cammino, quello che vede Sassari proiettato come outsider di una corsa scudetto che comincia ufficialmente settimana prossima.
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