Bologna non ne ha: la Virtus si scioglie nel 4Q e l’Olimpia mette l’ipoteca sulla serie. E’ 3-1!

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Non era un “vincere o morire” per la Virtus Bologna, ma quasi nella gara 4 contro l’Olimpia Milano. Alla fine dei 40 minuti di gioco il risultato ha detto un nettissimo 77 a 62 per gli uomini di Messina.

La Virtus Bologna prova più a restare in partita con l’orgoglio, ma fisicamente e mentalmente è chiarissimo che non ne ha: fin dalla palla a due di gara 1 Milano è sempre stata più pronta e più forte. Stasera è stata solo l’ennesima conferma di un andamento che era già chiarissimo dopo la vittoria in gara 3.

E, se si guarda bene, entrambe le gare del Forum alla fine sono state vinte nettamente dall’Armani Exchange che ha sempre avuto in mano il pallino del gioco. Ora è 3-1 della serie e sembra davvero essere l’epilogo. Non è essere disfattisti nei confronti di Bologna: è essere realisti. Le vu nere fisicamente non ci sono: in questo momento sono anni luce indietro rispetto ai loro avversari. E questo è un gap che semplicemente non può essere colmato.

La Virtus resiste per tre quarti, poi il crollo nel 4Q: 18-0 di parziale

La Virtus era partita bene nel primo quarto, attaccando nel modo giusto e difendendo con intensità. Ma lo sforzo fisico pagato era già evidente e allora ecco che Milano nel secondo quarto già aveva ripreso le redini dell’incontro nelle proprie mani concedendo solo 10 punti in 10 minuti agli uomini di Scariolo.

Il terzo periodo è l’ultimo moto d’orgoglio dei bianconeri che si aggrappano alle energie rimaste a Shengelia, l’unica stella polare della squadra. Quando la benzina è finita anche per lui fisiologicamente allora tutta la Virtus è crollata, sia offensivamente che difensivamente.

Il quarto quarto è stato l’apoteosi: è iniziato sul 57-57 con tutti gli ingredienti per avere un grande quarto periodo. Niente di tutto questo: la Segafredo praticamente non scende più in campo, Milano invece lo fa eccome piazzando un parziale spaccaossa da 18-0.

Game, set and match per gli uomini di Messina che mettono un’energia incredibile sul parquet: l’esemplificazione perfetta di quella che è stata tutta la serie. Una squadra che ha energia e grinta da vendere, e una che invece fa fatica anche solo per pochi minuti consecutivi a non incappare in cali di concentrazione e di preparazione fisica.

Negli ultimi minuti c’è anche tanto spazio per il garbage time e pensare che questo avvenga in una partita che dopo 30 minuti era sulla parità, pare veramente impossibile. Invece questo avviene e dà le dimensioni di quello che è successo in campo.

Un paio di dati per capire il tracollo virtussino. Le vu nere hanno stravinto la gara a rimbalzo (e in questa serie sappiamo che era indice di vittoria) 35-26, ma poi la pietra tombale sono state le palle perse: 18 in confronto alle 5 di Milano! Un dato assurdo che dà le dimensioni della confusione che regna in casa bianconera.

Shields domina, Grant è ancora decisivo, il solito Melli è totem difensivo

Partiamo subito col dire che tutta l’Olimpia ha giocato alla grande: è una vittoria di squadra, di un gruppo che in queste ultime settimane si è unito clamorosamente e che sta usufruendo di una forza mentale davvero impressionante.

Poi in tutto questo c’è il riferimento costante, il motore (im)mobile Shavon Shields: anche stasera 21 punti e una serie praticamente perfetta. Sta beneficiando delle prestazioni completamente negative di Weems e Cordinier (la Virtus sta praticamente giocando senza ali piccole), ma è intelligente e lo sa fare nel modo giusto. Poi la sua qualità tecnica è abbacinante, lo sappiamo.

Melli non replica la prova di gara 3 in attacco, ma si assesta su una via di mezzo che all’Olimpia in linea di massima basta sempre per vincere. 9 punti, 6 rimbalzi, 2 assist e una difesa che per lunghi tratti annulla l’attacco virtussino facendo qualche sbavatura solo sulle ottime giocate di Shengelia.

E poi c’è Jerian Grant. Se il Chacho Rodriguez in questa serie non si è praticamente mai acceso e l’Olimpia è sopra 3-1, il merito è anche di quello che sta facendo Grant. Sbertucciato per gran parte dell’anno e messo sotto accusa per i suoi limiti (ne ha, ma delle volte la testa e la fiducia sono cose importantissime), ora in questa finale Scudetto è nettamente un fattore e uno dei migliori dei suoi. Difende fortissimo e in modo pulito creando enormi problemi agli esterni virtussini, non lasciando praticamente mai nessuna tripla pulita dall’arco ai vari Teodosic e Hackett.

Poi anche stasera in attacco ha incendiato in Forum in diverse occasioni mettendo a segno triple pesantissime e registrando giocate da uno che ha attributi molto grandi: 11 punti con 3/3 dall’arco.

Tutta l’Olimpia è grande, ma questi tre sono stati ancora più grandi. (Sì, c’è anche il solito Kyle Hines: ma ormai non serve nemmeno più parlarne).

Una Virtus completamente scarica e arrivata al limite: sembra davvero finita

E’ vero, l’Olimpia deve ancora vincere una partita, ma la serie sembra davvero finita. La Virtus non ne ha: è chiaro. Era chiaro già dalle prime tre gare, ma questa sera lo è ancora di più. Quel pessimo quarto quarto (si può usare aggettivo peggiore? Perché, se sì, sarebbe necessario usarlo) è l’esemplificazione di una squadra che per 30 minuti ha provato a stringere i denti, ma che poi non ce l’ha più fatta.

Le vu nere sono arrivate stanche fisicamente e mentalmente a questa finale dal giorno uno. Poi c’è chi sta riuscendo a scavare qualcosa dal fondo del barile come Shengelia, Hackett e Pajola; e chi invece, davvero, non ha rimasto più nulla in quel serbatoio, vedi Weems, Cordinier e Jaiteh. Se il centro questa sera riesce a fare qualcosa di buono, gli altri due sono praticamente due minus costante per i bianconeri. Questo non è essere cattivi nelle valutazioni: si tratta di seguire la realtà dei fatti. Ricordando giustamente che quegli stessi giocatori hanno tirato la carretta per tutto l’anno e che quindi i motivi per questo crollo verticale ci sarebbero da trovare.

Tutti gli altri ci provano ma se a giocare veramente sono solo in 3/4 su 8/9 contro una squadra che invece dà il massimo e che è presente anima e corpo in questa serie, allora c’è poco da fare sinceramente.

Lo ripetiamo: manca ancora una gara, ma la serie è ampiamente finita. Per parlare in toto della stagione virtussina ci sarà il modo di farlo a stagione conclusa. Per ora si può dire che queste finali non si stanno giocando al meglio delle proprie possibilità e che si stanno sbagliando parecchie cose.

Al netto di una Milano che brilla e che ha la fame di vittoria negli occhi.

Olimpia Virtus COrdinier

(Credits photos: Virtus Bologna)

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