G3: un’Olimpia perfetta stende la Virtus! Masterclass di Melli che guida un attacco sfavillante

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Una gara 3 dal copione che nessuno probabilmente avrebbe immaginato quello tra Virtus Bologna e Olimpia Milano. La squadra di Messina dimentica da subito l’opaca prestazione di gara 2 e gioca fin dalla palla a due con una intensità sia fisica che tecnica che indirizzano l’inerzia dell’incontro.

Sì, è vero, la Virtus riesce a rimanere in partita dopo l’attacco arrembante dei biancorossi e riesce anche ad andare sul +3 ad un certo punto, ma l’inerzia è sempre parsa in favore dei padroni di casa. Più pronti, più cattivi e più affamati.

Il risultato finale di 94-82 incorona una prestazione perfetta da parte di capitan Melli e compagni: un risultato che dice anche tanto della straordinaria prestazione di tutta l’Armani Exchange. Proviamo ad andare dentro una partita che ad un primo aspetto può apparire caotica ma che in realtà è molto più lineare di quanto sembri.

Energia, voglia, fame: l’Olimpia ha tutte queste cose, la Virtus no

L’Olimpia, ad oggi, sembra una squadra molto più pronta sia dal punto di vista fisico che mentale rispetto agli avversari. C’è un’energia diversa tra i giocatori che vestono la casacca biancorossa: quelli bianconeri spesso sembrano fiacchi, scarichi e molto imprecisi. Nessuno escluso tranne due, Hackett e Teodosic, che sono i due che hanno fatto di tutto perché la Virtus non abbandonasse gara 3 anzitempo.

Se si guardasse molto semplicisticamente ai numeri non parrebbe che ci sia stata tutta questa differenza (ricordiamo che è stato di gran lunga la partita meno combattuta della serie): 33-30 a rimbalzo, 47.8% v 44% dall’arco, 53.5% v 52.9% dal campo, 10-10 palle perse, 20-16 assist e via dicendo. Tutti numeri a favore dell’Olimpia ma per pochissimo, per minime unità.

Questo perché la differenza è stata totale in quelle cose che stanno in mezzo ai numeri: la voglia di vincere e l’intensità. Il tutto unito ad un calore trasmesso da un Mediolanum Forum degno delle migliori occasioni che è parso molto più caldo della Segafredo Arena. Chi l’avrebbe mai detto?

La vittoria di Milano, poi, è arrivata seguendo un copione di partita che sulla carta piace di più ai virtussini: una partita in cui si segna tanto, si corre tanto e i ritmi della gara sono decisamente elevati. Eppure la squadra che rincorreva con la lingua lunga era quella di Scariolo, non quella di Messina.

L’Olimpia ha vinto perché al momento è più squadra. Perché al momento vuole più vincere.

I problemi della Virtus: cercasi Jaiteh, Weems e Cordinier

Chi scrive durante tutto l’anno ha scritto che i pretoriani di Scariolo sono stati Mam Jaiteh, Kyle Weems e Isaiah Cordinier. Ecco, ora proprio questi tre stanno mancando completamente e allora così si possono capire molte cose dei tanti problemi che la Virtus sta avendo.

Jaiteh doveva essere uno dei grandi fattori della serie per le vu nere. Tutto l’opposto: sta facendo una fatica immane e sembra quasi che quando è in campo sia un minus.

Weems sembra il parente lontano di quello che nella prima parte di stagione ha trascinato i bianconeri sia in attacco che in difesa. Il duello tra ali piccole con Shavon Shields lo sta perdendo su tutta la linea: non riesce a trovare l’intensità giusta e non riesce a segnare quei tiri che in altre situazioni metterebbe ad occhi chiusi.

Stessa cosa si potrebbe dire per Cordinier. Manca la sua esplosività e senza esplosività il francese diventa un giocatore normalissimo: le sue fiammate in attacco capaci di muovere e far collassare la difesa avversaria stanno mancando tantissimo.

Questi tre stanno pagando ora il conto di una stagione giocata a mille? Può essere, trovare altre risposte è difficile, soprattutto perché il calo è compresente per tutti e tre.

Una suggestione. Visto che Jaiteh ormai sembra fuori dalla serie e che Sampson non può stare in campo 30 minuti, non sarebbe ora finalmente per la Virtus di lanciare definitivamente il quintetto con Shengelia da 5 per allargare il campo e diradare l’area (costringendo così Melli a stare sull’arco a difendere su un Weems da 4)?

E’ il Melli migliore della stagione con una prova sontuosa; Grant è l’eroe del Forum

Dicevamo proprio nel pre-partita con la nostra diretta live su Facebook che il successo dell’Olimpia sarebbe passato da un maggiore coinvolgimento offensivo di Nicolò Melli. Bene, Melli ha realizzato una prova offensiva totale, da cineteca: 22 punti e 5 rimbalzi con alcuni canestri da far strabuzzare gli occhi.

Davvero il miglior Melli della stagione (molto vicino a quello di Belgrado 2018) e con l’ex Fener in questo stato di forma per l’Olimpia arriva quasi sempre una vittoria. Se poi anche Jerian Grant diventa eroe di serata e spacca la partita creando il break decisivo a fine terzo quarto segnando qualsiasi canestro possibile ed immaginabile, allora vuol dire davvero che per l’Olimpia è una serata speciale. Per lui 14 punti. Onnipresente poi il solito Shavon Shields con altri 19 punti di pregevole fattura.

Ma, in generale, funziona tutto per Milano. Non si guardi tanto agli 82 punti subiti: quelli sono soprattutto il frutto di un tipo di partita frenetica e ad alti ritmi che li mette in conto. In generale l’Olimpia ha difeso con la solita durezza concedendo sempre pochi canestri facili.

La differenza è stata ovviamente in attacco. E’ vero che certe percentuali e certe prestazioni non si potranno replicare, ma quel pick&roll centrale continua a funzionare molto bene e ora la squadra di Messina è consapevole del fatto che, nella metacampo offensiva, può trovare protagonisti anche diversi dai soliti.

La differenza la fanno l’energia e la voglia. Ora è 2-1 nella serie e se prima sembrava molto probabile che si sarebbe tornati a Bologna sul 2-2, ora è molto meno sicuro. L’inerzia è decisamente dalla parte dei biancorossi ed ora vagheggiare un 3-1 meneghino non è più così fantascienza…

(Credits photos: Olimpia Milano, Virtus Bologna)

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