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FIBA World Cup 2019

Fiba World Cup : cosa ci resta del primo turno?

Chiusa la fase di qualificazione, non senza qualche sorpresa, da domani si fa ancora più sul serio e nel giro di quattro giorni si imporrà il quadro delle magnifiche 8 che si giocheranno il titolo e le qualificazioni olimpiche che contano.

A proposito di sistema di qualificazioni, sia per i Mondiali che per le Olimpiadi: ci scuseranno gli organizzatori, ma un gioco globale come la pallacanestro, di altissimo lignaggio come è  oggi, merita di più. E lo merita attraverso una sezione in cui sia dia la possibilità ai migliori di competere al massimo livello ed a chi viene dalle retrovie di dimostrasi all’altezza. Ma all’altezza sul campo e contro i più forti, non sfruttando meccanismi di “pari opportunità” presunte che non giovano a nessuno, in primis a chi si illude di appartenere ad una categoria che nemmeno vede col binocolo.

Detto questo, ecco una serie di annotazioni sparse per il Mondiale, tra squadre e protagonisti, senza nessun apparente ordine logico.

  1. Michael Roll è un bel giocatore che conosce la pallacanestro. Quella difesa decisiva così passiva contro Portorico però…
  2. Nikola Jokic è un talento fenomenale. Quell’attitudine un po’ sorniona, supponente e pigra potrebbe essere il cancello che non si apre verso il cielo. Me lo disse un esperto NBA in tempi non sospetti, più di un anno fa.
  3. La Turchia ha girato il film più drammatico del torneo. Ad un passo dal paradiso contro gli USA, nell’inferno più totale dopo la Rep.Ceca. Abbastanza scontato che accada. Ho i testimoni…
  4. Mike Taylor è un fior di allenatore. Mettetene un altro con così poca roba (eccetto Slaughter, Ponitka e Waczynski) e vediamo che fine fanno i polacchi.
  5. A proposito, la tripla del vecchio AJ (Slaughter) che riporta i suoi connazionali (???) a meno 2 con la Cina è la perfetta sintesi di una carriera troppo spesso sottovalutata.
  6. La Repubblica Ceca gioca bene a pallacanestro. Punto.
  7. Jayson Tatum, nel bene del talento come nel male dei difetti di gioventù, continua a ricordarmi “Gigione”. E Gigione continuerà a ritenermi folle responsabile di questo  accostamento.
  8. La rimessa USA diretta a Miles Turner, con Balbay nei paraggi che la ruba (la SNAI non quotava nemmeno il furto), è una cosa che andava (“Hic sunt leones”) chiesta Pop. Il quale, sia chiaro, resta un Dio (non un semiDio). Nella biografia di fine carriera Steve Kerr ci spiegherà la sua faccia perplessa durante il timeout.
  9. Bogdanovic è una fenomeno assoluto, la cui pulizia di esecuzione non ha pari al mondo. Considerato il costante miglioramento in carriera, non vedo perché non dovrebbe essere decisivo ai piani alti NBA. Lo dico? Next Manu?
  10. Luis Scola è l’eternità. Non serve altro.
  11. Gli USA a oggi giocano male. 
  12. La pozza, lo stagno o l’oceano: chiamatelo come volete, ma resta molto ampio. Ricorderei che questa squadra americana può anche perdere, tuttavia ci sono almeno 30/40 nomi che sono a casa, tra estati da attori, da allenamenti e da finti infortunati. Ciò che ha elevato molto il livello globale è il fatto che tantissimi stranieri giochino proprio là.
  13. Lituania vs Australia: primo tempo da poesia del gioco. Secondo esteticamente meno bello ma assolutamente tecnico come pochi. Quando la pallacanestro vola.
  14. Joe Ingles è una delle menti cestistiche più fervide del millennio. Sarebbe stato un fenomeno assoluto in almeno 4 decadi differenti.
  15. Il livello degli arbitraggi è notevolmente scarso. Troppi errori, indecisioni clamorose e chiamate sbagliate che portano a situazioni più gravi. Non è che facendo guidare la Ferrari a degli autisti della domenica si fa crescere il movimento dei motori. Ancora quelle maledette, presunte, “pari opportunità”…
  16. La Spagna sinora ha giochicchiato. Il che può portare a due situazioni: l’Italia di Bearzot del 1982 o quella di Lippi del 2010. Lottare con la Serbia oppure rischiare grosso con l’Italia?
  17. Gli azzurri, ad oggi, hanno fatto il loro. Giocando con durezza e sfacciataggine si può giocarsela con le “furie rosse”.
  18. Daniel Hackett è diventato un giocatore straordinario perché oggi sa fare anche le cose che non sono esattamente nelle sue corde. L’esperienza all’estero, e la consacrazione con un fenomeno come Itoudis, sono state fondamentali, insieme ad un amore per il gioco spesso colpevolmente sottovalutato da tanti, troppi. Intanto che qualche genio pensa alla sua vita privata, DH gioca, e lo fa alla grandissima. Melli è esploso via dall’Italia, Gigi, il Gallo, il Beli e Bargnani sono stati lanciati seriamente da coach stranieri. Non dimentichiamolo, soprattutto se un’eventuale impresa con la Spagna creasse la definitiva, letale illusione di essere un  movimento sano ed in crescita (la frase è già pronta, lì per essere annunciata “urbi et orbi”).
  19. Aza Petrovic è un tattico mica da ridere, troppo a lungo confinato su panchine di poca rilevanza rispetto al suo valore. L’uscita su Giannis e Garcia verrà però ricordata nei secoli come una di quelle cose per le quali non trovi un termine sufficientemente negativo.
  20. A proposito di Giannino (quello greco, il fenomeno…)… Non so, fa cose che gli esseri umani difficilmente immaginano.
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