L’Olimpia di rimonta stavolta non basta, l’Alba è corsara al Forum

1 0
Read Time:7 Minute, 0 Second

L’overtime non premia l’Olimpia, che è costretta tra le mura amiche alla prima sconfitta della stagione di Eurolega

E’ amaro l’esito della sfida biancorossa ai ragazzi di Gonzalez, i quali giocano una prova gagliarda e determinata e riescono a tenere botta di fronte a tutte gli orgogliosi tentativi di rientro dell’Olimpia.

La squadra di Messina ha provato a più riprese a riequilibrare la contesa, ma ha pagato un inizio di gara ancora una volta poco consistente.

Olimpia Alba - Eurodevotion

Il racconto della frizzante serata del Mediolanum Forum nei tre punti d’analisi di Eurodevotion.

L’Olimpia e le false partenze

Un velocista che stecca al via, un auto costretta a viaggiare con le ganasce, questa è l’Olimpia di inizio stagione, sempre chiamata a rincorrere dopo avvii di scarsa brillantezza. Un approccio che significa costantemente un handicap in partenza.

Brescia, Asvel, Scafati, così anche oggi. Inizi nebulosi, svantaggi anche pesanti in doppia cifra, fino ad una reazione gagliarda che si intensifica con il corso della partita. Difficoltà, individuali e collettive, e risvegli, altrettanto suddivisi tra individui e collettivo. Non sempre, però, la disperata rimonta può riuscire.

Questo è stato il caso di stasera, dove pure le occasioni per vincerla ci sono state. Dal tiro di Melli, preso dopo una difesa magistrale sul cambio difensivo con Blatt, alle tante opportunità mancate nel supplementare, con molteplici errori nella parità che ad un certo punto sembrava non spezzarsi.

Poi, la bomba del figlio del leggendario coach israeliano, conclusivo turning point della gara, non ha trovato la giusta risposta dall’altra parte con uno Shields ancora una volta poco lucido (5/17 al tiro totale in una serata di scelte discutibili), che gestisce in modo alquanto rivedibile l’ultimo attacco. Ai supplementari serve vincere la roulette degli episodi, che avevano premiato in molti casi precedenti, ieri no.

E allora, cosa si può dire sulle difficoltà della nascente Olimpia? Sicuramente queste false partenze sono indicative di una struttura di squadra ancora molto da consolidare ed elaborare, in molti aspetti. Alcuni li ha citati molto schiettamente Messina nel post gara, quando ha parlato delle difficoltà dei giocatori, soprattutto nuovi, di calarsi a tutti gli effetti nel ruolo che il coach catanese vorrebbe per loro, un fatto per cui l’allenatore meneghino si è preso tutte le responsabilità.

L’assortimento di quintetti, la comunicazione in campo, difensiva e offensiva, la forma di alcuni interpreti, ancora in divenire, possono essere altri decisivi aspetti dei margini di crescita di Milano nelle prossime settimane.

Pangos è sicuramente l’emblema del modo che l’Olimpia ha di vivere le gare. Non ancora totalmente padrone del suo ruolo da comandante in capo delle operazioni, fa sempre tanti errori prima di svoltare nei finali, in cui spesso sa trovare giocate d’orgoglio e di talento che risultano fondamentali per le speranze dei suoi.

Giocate che non sono indice di una messa a regime definitiva, ma più di volizione e attributi, un paradigma che si potrebbe applicare appunto all’intero contesto di squadra biancorosso. Non c’è da fare drammi, ma da correggere e indirizzare, come le classiche dinamiche di inizio di stagione richiedono.

Storia di una (illusoria) rimonta biancorossa

Contro i tedeschi in casa era certo una gara che si poteva vincere, senza dubbio sono da considerare con attenzione tutta una serie di spie di allarme (che rimangono comunque in un quadro di perfetta normalità per il primo mese di una lunga annata), tuttavia è anche da evidenziare che la reiterata presenza di reazioni di squadra è segnale di una presenza mentale del gruppo, che sa già lottare, sacrificarsi e combattere unito.

Ieri sera è stato inoltre coadiuvato da un Forum che, animato anche dal ritorno del tifo organizzato, ha saputo essere fattore nei momenti più caldi.

La ripresa di squadra ha avuto le sue prime avvisaglie già nel secondo quarto, quando, dopo il -17, le scarpette rosse hanno saputo tornare a gettarsi nel fango, a dare battaglia, per riprendere quello che sembrava ormai perso. L’ingresso di Tonut è stato ancora una volta molto positivo nel contribuire al lento invertirsi dell’inerzia.

Le disattenzioni sono però rimaste troppe, senza consentire il concretizzarsi di una vera rimonta nella prima fase. L’Olimpia continuava a faticare ancora tanto nel creare attacco a metà campo, riuscendo invece ad innescare il gioco in transizione, concluso però con frenesia e imprecisione.

Se le perse erano decisamente sopra la media per la squadra che siamo abituati a vedere, così come le percentuali da fuori alquanto deludenti, il dato a rimbalzo però – prima un plebiscito a favore di Berlino – si è riequilibrato.

Le buone premesse faticano a lasciare a diventare risultati tangibili, con un inizio di secondo tempo ancora difficoltoso, finchè un quintetto con il doppio centro Hines-Davies trova la quadra e inizia a far risalire di colpi la squadra. L’ex CSKA è sempre una formidabile risorsa (+18 di plus-minus in una gara persa di 6…), l’ex Barcellona ha un importante sussulto, con una sequenza di ottime difese e di importanti canestri dalla media.

Le cose si fanno serie, Pangos prende fiducia al tiro dalla lunga, con le sue classiche e sfruttatissime (fin troppo, a volte) conclusioni dalla punta sul blocco tira dentro la partita il pubblico, che accompagna lo sforzo di squadra. Le percentuali finalmente si alzano per tutti, c’è più fiducia e intensità in tutto il gioco dei meneghini.

E, allora, nonostante un piccolo riflusso, la rimonta non può che riprendere furiosa nell’ultimo quarto, quando alle imprecisioni sui tiri aperti o in difesa l’Olimpia risponde con un forte giro di vite della retroguardia – solo 10 punti concessi nel quarto quarto – e una maggiore cura del pallone.

Tutto questo, però, sarà sufficiente solo per garantire un supplementare, l’ardore e la grinta di squadra non sono bastanti e, soprattutto, esplodono tardive nel compensare qualche difficoltà anche tecnica di troppo. Se non fosse che la rimonta si è resa troppo spesso necessità sistematica, con finali che hanno anche sorriso in più occasioni a Milano, sarebbe più facile di parlare di rimpianti.

Procida, coerenza e grande dedizione

Inizio di stagione da imbattuta per la squadra di Gonzalez, che trova così nei primi successi stagionali un premio per la sua grande coerenza tecnica e continuità d’organico, oltre che linearità progettuale.

Senza Maodo Lo, i tedeschi hanno fatto una gara di personalità a Milano, conducendo praticamente per l’intero corso della sfida. Per questo il successore di Aito sul pino berlinese ha giustamente elogiato i suoi per le doti caratteriali con cui hanno affrontato l’impegno.

La sfida del Forum non è stata giocata neanche su ritmi forsennati, come invece ci saremmo potuti aspettare in una vittoria dei tedeschi sull’Olimpia, tuttavia era evidente come i portatori di palla dell’Alba cercassero sempre di portare avanti il pallone con rapidità, in particolare in corrispondenza del dominio a rimbalzo del primo tempo, che favoriva tante occasioni di transizione veloce. Anche questo certo non ha aiutato quei difetti di comunicazione difensiva di cui ha parlato Messina.

Koumadje in avvio ha infastidito l’Olimpia con la sua stazza e con ricezioni anche statiche, salvo poi perdersi nel corso della sfida, le ricezioni di Sikma e delle ali dal post alto in visione a cercare i taglianti hanno spesso trovato buon successo, sempre nelle disattenzioni milanesi, la prova di grande personalità di Blatt, tanto in realizzazione, quanto in gestione della squadra (13 punti, 9 assit).

I tedeschi, infine, hanno anche schierato quintetti molto interessanti, che univano fisicità a doti tecniche, come quelli che prevedevano Olinde, Sikma e Koumadje insieme, oppure quelli con Procida da guardia, dimostrando una varietà di soluzioni e di inventiva davvero interessante per un team come l’Alba.

A conclusione, l’ulteriore conferma del talento di Gabriele Procida, autore di un’altra gara di ottimo impatto.

“Eh, questo è forte…” è un refrain particolarmente ricorrente tra tutti gli addetti ai lavori che popolano la sala stampa del Forum. Il ragazzo di Como ha grande intraprendenza e sicurezza dei propri mezzi, ha inciso in una partita in cui ha contribuito principalmente come spot-up shooter (8 punti, tutti sugli scarichi) e si tratta solo di una piccola fetta del bagaglio tecnico che è in grado di mettere in mostra.

Le sensazioni che lascia rimangono quelle di vedere in campo le ali dispiegate di un talento cristallino, la curiosità per quel che potrà fare quest’anno rimane massima. Intanto, incassa le parole di elogio da coach Gonzalez in conferenza, che ne ha lodato la propensione al lavoro e la costante crescita.

Photo credit: Olimpia Milano and Alba Berlin Twitter, euroleague.net

Happy
Sad
Excited
Sleepy
Angry
Surprise

Average Rating

5 Star
0%
4 Star
0%
3 Star
0%
2 Star
0%
1 Star
0%
Next Post

Baskonia-Partizan (R2): Howard dice 33 e il Baskonia vince ancora

Il Baskonia inizia molto bene il suo percorso in Eurolega, dopo la vittoria sul Valencia di settimana scorsa, arriva anche la prima vittoria casalinga, all’overtime, contro il Partizan per 103-96. La squadra serba aveva giocato una pessima partita in quel di Berlino, si può dire che non fosse neanche scesa […]
Eurolega | Eurodevotion

Iscriviti alla Newsletter di ED

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: