Sloukas e Walkup ingabbiano Monaco: l’Olympiacos ritrova le sue armi e vince gara 3

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Alla Salle Gaston Medecin è stato pivotal game tra Monaco e Olympiacos: una gara frizzante, intensa e veramente bella da vedere.

Quest’ultima è cosa affatto scontata in un’edizione di Eurolega che spesso ci ha dato partite al ribasso dal punto di vista tecnico e della spettacolarità in campo. Ma, ormai lo abbiamo appurato, quando in campo ci sono Mike James e compagni difficilmente si annoia.

E il trend si è confermato anche in una gara 3 che ha visto parziali, controparziali e un quarto quarto thriller in cui il punteggio finale è oscillato sulla lama del rasoio tra una parte e l’altra. Alla fine a spuntarla sono i greci al termine di una gara condotta per lunghi tratti e parsa chiusa ad un certo punto, ma miracolosamente poi riaperta dai padroni di casa. Gli uomini di Obradovic, infatti, vanno vicinissimi ad una rimonta che mentalmente avrebbe potuto lanciare i monegaschi verso le Final Four.

Andiamo oltre l’83 a 87 finale con i nostri tre punti.

I quarti centrali targati reds e la folle rimonta di Monaco

Fin da subito è sembrato che Bartzokas è riuscito a trovare quelle soluzioni ai problemi posti da una gara 2 che al Pireo aveva visto prevalere nettamente gli ospiti. Insomma gara 2 è stata partita di grandi aggiustamenti per Obradovic; gara 3 si è dimostrata grande nello stesso senso per Bartzokas.

Delle chiavi tattiche della sfida parleremo in seguito. Fatto sta che tali mosse hanno permesso ai reds di ingabbiare l’attacco monegasco fin da poco dopo la palla a due costringendolo a ristagnare in fin troppe occasioni e anche a ritrovare una fluidità offensiva che venerdì scorso era mancata.

Nei due quarti centrali l’Oympiacos sembra proprio che ne ha di più e si vede sul campo e dal punteggio. La somma dei parziali di secondo e terzo quarto fa 52-35 per i greci. Un +17 inequivocabile che testimonia come il piano partita preparato da Bartzokas sia vincente.

Ma Monaco è una squadra che non sembra morire mai e allora nel quarto periodo arriva una rimonta folle, di pura voglia ed adrenalina che riesce a riportare in parità la sfida, salvo poi perderla per qualche banale ingenuità nei minuti finali. Una sconfitta che lascia quindi in bocca ai padroni di casa ancora più amarezza perché arrivata dopo uno sforzo fisico e mentale clamoroso e perché a causa di alcuni errori finali di singoli certamente evitabili.

Il pareggio e successivo sorpasso a quota 81 era stato propiziato da due triple di Bacon, un recupero e appoggio dello stesso Bacon e due triple chirurgiche di Paris Lee. Raggiunta la parità però i monegaschi hanno sbagliato a fare le proprie scelte: o meglio sono pesate soprattutto le ingenuità di un Leo Westermann che dall’inizio alla fine è sembrato quello che ha inciso di meno tra le fila di Obradovic.

L’Oly è stato poi bravo ad approfittarne e a mettere – questa volta per davvero – la partita in ghiacciaia con i tiri liberi guadagnati. Vittoria che pesa tantissimo per i reds che ora hanno il loro destino in mano.

Bacon e Thomas non bastano a Monaco

Monaco dimostra ancora una volta di essere grande squadra e di essere molto di più del solo Mike James. In una serata in cui il folletto di Portland non è brillante come in gara 2 (anche se comunque il suo tabellino dice 13 punti, 5 rimbalzi, 8 assist), i monegaschi riescono a rimanere attaccati al match e a riuscire quasi a portare a termine una rimonta che avrebbe avuto del miracoloso.

I due riferimenti questa sera sono stati indubbiamente Dwayne Bacon e Will Thomas. Il primo è sempre di più una certezza ed un giocatore francamente stupendo da vedere in campo. In attacco Bacon si muove con una eleganza unica per la sua fisicità; il suo tiro dalla media è una sentenza ed è capace di mettere anche triple importanti. Non è da meno in difesa dove la sua fisicità e la sua rapidità di gambe lo rendono un difensore di ottimo livello. Per lui 23 punti con 5/9 dall’arco.

Il secondo nome è quello di un veterano che sembra non avere ancora finito la benzina. Thomas sotto canestro è ovunque: se c’è una palla vagante nei pressi del ferro allora spesso potete scommettere che finirà tra le sue mani. Questa sera a tenere a galla i suoi compagni con tante seconde opportunità e con tanti appoggi arrivati da carambole ci ha pensato lui.

Negativamente saltano agli occhi gli 0 punti in quasi 26 minuti di Leo Westermann. Se uniti alle ingenuità commesse durante il match e soprattutto nel finale ne viene fuori una prestazione che rasenta l’horror. Monaco l’aveva recuperata più per determinazione che per gioco, ma il rimpianto di avere buttato l’occasione di vincerla c’è.

Gli aggiustamenti di Bartzokas e la coppia Sloukas-Walkup

Lo abbiamo detto: è stata la gara degli aggiustamenti vincenti per Bartzokas. Innanzitutto, complice la serata meno sfavillante si è trovata una soluzione alla marcatura di Mike James: l’uomo incaricato è stato Thomas Walkup, che in più di un’occasione è riuscito ad ingabbiare l’uomo con la maglia numero #55.

Poi è tornata quella fluidità in attacco che ha permesso all’Olympiacos di crearsi quei tiri aperti ad alta percentuale che hanno, di fatto, permesso ai greci di arrivare secondi in regular season (uniti ad una difesa che riesce quasi sempre a mettere in difficoltà l’avversario). Rispetto a gara 2 questa sera il pallone è riuscito a muoversi bene, senza incappare nei raddoppi della difesa monegasca e trovando sempre le spaziature giuste. La percentuale finale dall’arco è stato del 41.7%: più che soddisfacente.

A guardarci bene tutto è passato da due giocatori: Sloukas e Walkup. Quando l’ex Fener è in serata è inevitabile che tutto l’Oly giri meglio e che riesca ad essere molto più incisivo: non siamo certo qui a raccontare il giocatore.

L’altro fattore, targato Walkup, forse è ancora più importante e non a caso gli avevamo dedicato già un paragrafo in gara 2. In gara 1 gioca divinamente e l’Oly stravince; in gara 2 stecca e l’Oly straperde; questa sera torna a giocare bene e la sua squadra torna a vincere.

Walkup è la grande variabile dei reds. Se è in partita garantisce una solidità difensiva come pochi esterni in Europa e riesce a mettere anche canestri importanti in attacco.

Ora l’inerzia sembra essere nelle mani dell’Olympiacos che avrà la possibilità di sfruttare il vento favorevole e chiudere la serie già venerdì sera in gara 4.

(Credits photos: Euroleague, Monaco)

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