Clàsico da urlo! Vince il Barça 108-97 , ma il Real c’è

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Clàsico straordinario quello andato in scena al Palau. Una battaglia fantastica, spettacolare ed appassionante che si è chiusa solo dopo un supplementare.

Sesto appuntamento stagionale tra Real Madrid e Barcellona. Al Palau, prima della palla a due, la domanda è una sola: riusciranno i “blancos” a sconfiggere quella che ormai è definibile come “nemesi blaugrana”?

Liga Endesa

Come sembrano lontani i giorni di Tenerife, quando un Sergi Llull magico portò in dote ai madrileni il trofeo di Supecopa dopo una rimonta pazzesca.

Al Santiago Martin allora, in una “isla” infuocata sul parquet come sotto il sole che splendeva rendendo incandescenti le magnifiche spiagge vulcaniche, credevamo si fosse scritto il primo capitolo di una storia diversa, decisamente a tinte “merengue”.

Dopodiché tra Eurolega e Liga il mondo si è ribaltato. Forse dovevamo capirlo dai risultati dello scorso anno, forse avremmo dovuto cercare conferme proprio in quel dominio con vantaggio in doppia cifra che solo un campionissimo come Llull seppe ribaltare, fatto sta che di lì in poi sul “clàsico” è sventolata solo la bandiera catalana.

Prima il 93-80 del Palau, tutto sommato equilibrato, seguito dalla sfida di Liga del 23 gennaio, quel 75-85 al Wizink Center che è stato un po’ lo spartiacque della stagione madridista: dal dominio totale al via della crisi più nera. Pochi giorni dopo, era l’11 febbraio, il massacro: 68-86 davanti ad una “aficiòn blanca” esterrefatta, il Barça era ufficialmente un problema. Ancora soltanto una settimana e si vola a Granada per la Copa, che il Real vede come occasione di rinascita, perchè in fondo sarebbero due trofei su due in bacheca ed allora si potrebbe dimenticare tutto il resto. Nulla da fare, c’è partita eccome, ma un errore incredibile di Gaby Deck consegna la finale alla squadra di Jasi. Non se ne esce ed infatti inizia una serie di sconfitte terribil, tra Eurolega e Liga.

Il 10 aprile è segnato sul calendario in rosso da entrambe le parti: Real per togliersi la classica “chip on the shoulder”, il Barça per chiudere il cerchio prima dei playoff nazionali ed europei.

Un Palau che ribolle di passione celebra l’undicesima vittoria contro gli eterni rivali da quando Saras siede sul pino catalano. E’ dominio? Sì è dominio.

Il Barça prova a scappare, il Real sembra barcollare ma da quel momento inizia un’altra gara in cui gli ospiti lottano e ricuciono fino ai possessi decisivi.

108-97 il punteggio finale di una gara che ci lascia spunti importanti alla vigilia dei Playoff di Eurolega e della fase decisiva della stagione nazionale.

  • Il Real, da tutti dato in rottura prolungata visti i risultati recenti, sfodera una prestazione superlativa contro la miglior squadra d’Europa. Sotto di 12 e sull’orlo del baratro, reagisce alla maniera dei grandi ed arriva ad un rimbalzo da un meritato trionfo. L’epurazione di Heurtel e Thompkins è messaggio chiaro: la lunghezza d’onda è una sola, chi non è d’accordo non serve.
  • Dante Exum gioca un altro sport atleticamente parlando a questi livelli. Se poi resta sulla stessa pagina di Jasi a livello di sistema stiamo parlando di un giocatore che può decidere la stagione. Senza il minimo dubbio. Le due giocate su Hanga e Poirier sono la #1 e la #2 dell’anno. Ovunque.
  • Vincent Poirier, uno di quelli “scontenti” del proprio utilizzo secondo diverse fonti spagnole, domina la gara con 14 e 6 rimbalzi. 6 sono anche i falli subiti e con lui in campo i “blancos” sono a +20.
  • Tavares ha statistiche simili a quelle del collega di reparto (14+5 con 6 falli subiti) ma nei 18’07” sul parquet i suoi vanno sotto di… 27!
  • Bene Deck, anche se il plus/minus dice -25. Confermiamo che può esser l’uomo decisivo in questa fase anche perchè quando in pots c’è lui è tutto un altro attacco.
  • Roland Smits notevole. 18+4, con plus/minus di +18 ed un’energia che perfettamente si addice al sistema di Jasikevicius.
  • 64% da due e 52% da tre per i locali, 50 e 35 per gli ospiti. Qualità notevole di tantissimi tiri.
  • Nico Laprovittola ancora una volta determinante. Lo scambio sulla via del “puente aereo” tra lui ed Heurtel oggi dice cose molto chiare ed evidenti.
  • Rudy inutilizzato per acciacchi, Williams-Goss per scelta tecnica chiarissima. le opportunità ci sono state, oggi gioca chi si dimostra all’altezza Real e l’americano non pare esserlo.
  • Mirotic ed Abalde espulsi a pochi minuti dal termine del tempo regolamentare. Se due relativamente tranquilli come loro si affrontano a muso duro a metà campo vuol dire che in gioco c’era molto di più di una semplice vittoria.
  • Nigel Hayes, definito da Fram Fermoso, la spettacolare voce Movistar+, “soldado de Saras” incarna alla perfezione il ruolo. «Ne sono onorato, grazie per avermi definito così» dirà nel dopo gara. 16 punti di cui 9 in “overtime”.
  • Il fischio a 0.8 dal termine è un errore clamoroso che purtroppo decide la gara. Da un fischietto come Antonio Conde non ce lo aspettiamo. Laso dirà così: «Ho rivisto le immagini, mi pare fallo di Sanli». Forse la lettura migliore è fallo doppio, non ci sono elementi per dare la penalità né al turco né a Poirier.

Ci saranno altre puntate, non vediamo l’ora.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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