Baskonia-Valencia : la difesa vitoriana porta tutti a gara 3

alberto marzagalia
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Baskonia-Valencia è gara 2 della serie decisamente più interessante dei Playoff di Liga: una sfida di Eurolega non può essere altrimenti.

Dopo il discusso successo dei “taronja” in gara 1, con quella rubata di Vives su Henry che non è andata proprio giù ai vittoriani, gara 2 rappresentava già il più classico degli “elimination game” per gli uomini di Dusko Ivanovic.

Proprio il Coach del Baskonia, in sala stampa dopo la partita, aveva detto chiaramente «torneremo qui per gara 3». E così è stato: una seconda metà di primo quarto in cui l’attacco basco ha scavato il solco, i due quarti finali in cui la difesa di Dusko ha mantenuto i rivali a distanza.

76-65 il punteggio finale.

INCUBO DUBLJEVIC

Provare a fermare Bojan Dubljevic era imperativo per i baschi, dopo la prova di gara 1.

La prova dei lunghi del Baskonia è stata buonissima ed il centro montenegrino è stato limitato a 7 punti con solo 5 tiri (0/2 dall’arco) ed una presenza impalpabile in post basso. Il -9 di plus/minus, anche rispetto al +1 di Mike Tobey, la dice lunga su quanto poco sia stato efficace rispetto ad una gara 1 in cui quello stesso dato aveva detto +13.

LA TRANSIZIONE HA UN NOME: ZORAN DRAGIC

Lo sloveno è l’interprete fondamentale del ritmo di gioco che vuole Dusko Ivanovic. Ci spingiamo oltre, è uno dei migliori, se non il migliore, del continente nel proporre alla difesa avversaria una minaccia immediata che sia vero contropiede oppure entrata nei giochi molto rapida.

Contro le squadre in cui c’è in campo lui si deve difendere fino dall’inizio dei 24″, altrimenti sei fritto.

Quando è accoppiato poi ad uno come Pierria Henry, diventa durissima per qualsiasi retroguardia.

Se il Baskonia mantiene questo ritmo, gara 3 può essere cosa fattibile. A metà campo si fa preferire Valencia.

PALLE PERSE E QUALITA’ : VALENCIA INGUARDABILE

Che la difesa vitoriana sia un fattore è chiaro, che una squadra di Eurolega termini una gara con 11 assist e 21 perse, 6 sia di Kalinic che di Van Rossom, è uno scempio del gioco.

Nessun correttivo dalla panchina, nessuna energia dai cambi, nessuna voglia di invertire la rotta del primo quarto. Difficile comprendere come possa arrivare una gara del genere nei Playoff, anche perchè il divario era sempre in termini che varrebbero permesso un rientro.

FATTORE CAMPO

6 sfide stagionali, sinora: 2 di stagione regolare di Eurolega, die di Liga ed infine i primi due episodi dei Playoff nazionali.

Risultati? Ha sempre vinto la squadra di casa.

La classica statistica che fa paura ad entrambi i contendenti.

Il nostro “eurino”? Valencia è più completa, ma si va col Baskonia. Lo meriterebbe ampiamente.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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