Sergio Rodriguez: Siamo una squadra pericolosa…

Lorenzo Lubrano
0 0
Read Time:4 Minute, 3 Second

Sergio Rodriguez è stato ospite di Nacho Duque su Marca dove ha rilasciato una lunga intervista. Ecco i passaggi principali della guardia milanese.

Le F4 secondo Sergio Rodriguez

«È molto difficile arrivarci. Il sistema della competizione dell’Eurolega è il più duro in qualsiasi sport. Sono 10 mesi di stagione regolare molto dura, quindi i playoff e, se li passi, allora tutto si decide in un fine settimana. E quest’anno è stato ancora più difficile a causa di tutti i problemi di mobilità che si sono verificati con la pandemia. Arrivare a questo fine settimana e in piena condizione non è facile».

«Di tutti gli anni in cui sono stato in Eurolega, mi è mancata solo l’anno in cui l’ho giocato con l’Estudiantes, il secondo a Madrid, e nell’ultima stagione, in cui non si è disputata. Questo mi rende felice. Inoltre, con tre squadre diverse, e l’ho vinta due volte con squadre diverse… sono molto orgoglioso».

«Le Final Four si godono solo se le vinci. È la pura verità. È il suo grosso problema: lo festeggi quasi come un titolo, ma se perdi ti lascia una grande incazzatura. Normale, in ogni partita delle Final Four ce ne sono tre o quattro diverse. Vediamo quest’anno, perché altre volte ci sono tante distrazioni in hotel, con i fan, la famiglia … Quest’anno non sarà così».

«Ogni volta che ne giochi una potrebbe essere l’ultima. Ecco perché devi spremere tutto sino all’ultima goccia. Mi resta un anno di contratto, ogni opportunità che hai devi viverla al massimo perché non sai se tornerà. Ma la cosa migliore è fare le cose in modo naturale. Sono partite importanti in cui hai pressione, ma devi anche divertirti»

«Le Final Four sono due partite e lì non si può parlare di favoriti. Il Barça ha avuto una stagione molto solida, è stato molto bravo nella maggior parte di essa anche se contro lo Zenit ha sofferto più del previsto, ma ha una grande squadra, è molto ben allenato e sembra affamato di vittorie».

La prima volta non si scorda mai…

«Il contesto allora era simile a quello che abbiamo qui a Milano. Il Madrid non la giocava dal 1996, 15 anni, qui sono quasi il doppio. Il club non ci arrivava da 29 anni. In quella Final Four era tutto strano perché Ettore [Messina] aveva lasciato prima dei playoff, Lele Molin ha ereditato squadra e, alcuni giocatori a parte, non c’era esperienza. In una Final Four, mentre le giochi, ti rendi conto dell’importanza di averne vissuta una prima. Questo ci ha aiutato negli anni successivi e, anche se abbiamo perso due finali dopo, abbiamo vinto il titolo. Nel 2011 ho passato la semifinale molto velocemente. Il gioco è volato e non abbiamo avuto tempo di reazione».

La stagione milanese vista da Sergio Rodriguez

«L’atmosfera è molto buona. Non abbiamo la vicinanza del pubblico ma li sentiamo in città, sui social e al club. È una grande stagione. Abbiamo vinto la Supercoppa, la Coppa Italia, siamo entrati nei playoff e ora arriva la cosa più importante e più bella, che è vincere i due titoli che pesano di più, l’Eurolega e la LBA. C’è una grande unità in squadra. A causa delle restrizioni, abbiamo passato molto tempo insieme, ci siamo legati. Ettore ci ha detto l’altro giorno che avevamo già più di 80 partite in questa stagione. È incredibile, ma abbiamo la certezza di aver fatto le cose bene. Ora, per competere al massimo».

Si è lavorato per avere una squadra solida e competitiva. Si comincia con Hines, il miglior americano nella storia dell’Eurolega, e con Datome, un italiano di altissimo livello che ha giocato in NBA. Sono buone basi per poter competere».

Coppa Italia

Arrivare a Colonia

«Sì, presto abbiamo capito che potevamo competere contro chiunque. Quest’anno non ci sono stati favorite così lampanti come negli anni scorsi. Tutto è stato molto aperto e l’obiettivo era presente in noi. Non siamo mai usciti dalla zona playoff, siamo stati quasi sempre nelle prime posizioni. Confidiamo nelle nostre possibilità. Siamo una squadra pericolosa. Se dovessi giocare contro l’Olimpia sarei abbastanza preoccupato perché abbiamo esperienza, talento e tante armi a disposizione».

Sergio Rodriguez su Pau Gasol

«Non è facile quello che sta facendo dopo l’infortunio, alla sua età … È molto competitivo e uno dei migliori nella storia del basket mondiale. Ha giocato sotto pressione per tutta la sua carriera e ha vinto. Questa Final Four è una grande occasione per lui, sarà molto motivato».

Un futuro da allenatore

«Qualche anno fa, meno. Adesso, un po’ di più. È difficile per me non vedermi legato al basket. Sarà difficile per me vivere senza, anche se non so in che modo. Mi piace molto quello che faccio e ho bisogno dell’adrenalina per competere».

Sergio Rodriguez | eurodevotion
Happy
Happy
0 %
Sad
Sad
0 %
Excited
Excited
0 %
Sleepy
Sleepy
0 %
Angry
Angry
0 %
Surprise
Surprise
0 %

Average Rating

5 Star
0%
4 Star
0%
3 Star
0%
2 Star
0%
1 Star
0%
Next Post

Final 4, la diversa pressione sui Coach

Final 4 al via oggi con le conferenze stampa di presentazione. Protagonisti soprattutto i Coach, sui quali vi è una pressione che, in partenza, è ben differente. E’ una lega di allenatori, lo sappiamo e lo sottoscriviamo da sempre. Mai come quest’anno poi, quando gente come Trinchieri, Pascual, Itoudis, Laso, […]
Final 4

Subscribe US Now

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: