La lavagnetta dei playoff: lo UCLA screen del Barcellona

Andrea Ranieri
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Sono tempi di duro lavoro per la lavagnetta di Eurodevotion, impegnata a regalarvi pillole tattiche riguardanti ogni singola squadra partecipante ai playoff. Oggi si parla di UCLA screen e di Barcellona, la testa di serie numero uno del tabellone, avversaria dello Zenit San Pietroburgo, dopo aver chiuso la regular season con un record di 24 vittorie e 10 sconfitte.

L’allenatore blaugrana, Sarunas Jasikevicius, ha fatto dello UCLA screen un proprio punto fermo fin dai tempi dello Zalgiris Kaunas. Si tratta infatti di un tipo di blocco ideale per chi voglia appoggiare spesso e volentieri la palla in post basso, sfruttando anche esterni di una certa stazza. Oggi cerchiamo di capire come funziona questo tipo di giocata, avvalendoci del contributo video sempre prezioso di BasketHead. E infine ci chiederemo come lo Zenit possa arginare l’efficacia di questi set offensivi.

Come funziona: lo UCLA screen del Barcellona

Uno UCLA screen per mandare in post basso Leo Westermann

Cominciamo dal definire esattamente la materia della nostra analisi. Lo UCLA screen non è altro che un blocco cieco verticale che di solito viene piazzato tra la guardia e il gomito della lunetta. Spesso è ricevuto dal playmaker, o comunque da un esterno, dopo che questi ha passato il pallone sul lato forte. Lo scopo principale è in genere quello di trovare una ricezione in post basso per una guardia più stazzata rispetto al proprio avversario diretto. Ciò che nel video il Barça cerca di fare con Leo Westermann.

Mentre il playmaker francese conduce la palla, Kyle Kuric al gomito destro riceve un blocco da Sergi Martinez per effettuare un taglio Iverson, ovvero un taglio che attraversa orizzontalmente il campo, e ricevere in ala sinistra, cioè sul lato della palla. Subito dopo aver dato via il pallone, lo stesso Westermann va a ricevere il suddetto UCLA screen da Pierre Oriola. Intanto Alex Abrines, che partiva sul lato sinistro, effettua un taglio sulla linea di fondo per liberare spazio in favore della collaborazione tra Westermann e Oriola.

Leggendo il ritardo del proprio difensore, poco aiutato dal compagno in realtà, Westermann può ricevere comodamente spalle a canestro, per sfruttare i maggiori centimetri a disposizione. Mentre il francese riceve, Abrines, che aveva tagliato ed era rimasto in post basso sul lato debole (il lato dove la palla non si trova), va a piazzare un blocco cieco per Martinez, rimasto al gomito dopo aver favorito con un blocco il taglio Iverson di Kuric.

Il difensore di Martinez si schianta completamente sul cieco e l’aiuto di chi marca Abrines non è sufficiente. Westermann legge correttamente la situazione e serve il tagliante con un passaggio due mani laterale.

Lo UCLA screen non è solo un modo per mandare spalle a canestro gli esterni più stazzati, ma è proprio il principio di una serie di movimenti che possono portare a tiri aperti, in ragione del fatto che la difesa è preoccupata perché vede la palla entrare in area fin dal principio dell’azione.

Come si batte: lo UCLA screen del Barcellona

Quel che lo Zenit e Xavi Pascual dovranno avere come priorità per difendere su questa particolare situazione di gioco è la scelta da mettere in campo contro lo UCLA screen. E questo non dovrà valere soltanto per questo attacco specifico, che Jasikevicius utilizza a volte dopo i timeout, ma per tutte le circostanze in cui sarà utilizzato questo tipo di blocco per appoggiare la palla dentro nei primi secondi dell’azione.

La scelta più comune contro questo tipo di blocco è quella di inseguire con il difensore dell’esterno e contenere in area con il lungo. Noi pensiamo però che lo Zenit debba valutare di volta in volta chi è il bloccante e chi il bloccato. Proviamo a spiegarci meglio. Quando a ricevere il blocco siano Nick Calathes o Adam Hanga, per nominare due esterni poco pericolosi al tiro perimetrale, si può anche pensare di passare in mezzo fra bloccante e difensore dello stesso, sfidando l’esterno ad aprirsi con un movimento di allontanamento. Avrebbe invece più senso inseguire e contenere contro un giocatore come Cory Higgins, più tiratore.

Come dicevamo, però, conta anche chi piazza il blocco, soprattutto se questi fosse Nikola Mirotic. Infatti in genere chi setta lo UCLA screen poi si apre e se si tratta di un lungo tiratore, con il suo difensore che contiene può anche ritrovarsi un buon tiro dal perimetro. Volendo escludere soluzioni di cambi difensivi nei primi secondi dell’azione, la scelta di passare sotto può essere la migliore, passando però sotto anche al difensore del bloccante (“in quarta” per dirla in gergo), per permettere a questi di mantenere il contatto fisico con il proprio uomo. Ovviamente resta una scelta attuabile solo contro esterni poco minacciosi al tiro.

Individuare le caratteristiche di chi giocherà il blocco UCLA sarà la chiave per evitare che il Barcellona possa mettere la palla in post basso anche con gli esterni.

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