Il miglior Vezenkov della carriera per l’Olympiacos corsara a Berlino nel round 30 di Eurolega

Francesco Sacco

La career-night di Vezenkov alimenta le residue speranze playoff dell’Olympiacos dopo la vittoria 84-80 sull’Alba Berlino

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Sasha Vezenkov tiene in vita l’Olympiacos di Georgios Bartzokas. Alla Mercedes-Benz Arena va in scena un one-man show che consegna alla squadra di Atene la terza vittoria consecutiva in Turkish Airlines Euroleague. Restano accese le residue speranze playoff ateniesi, per quanto sia una mera questione aritmetica prima della sentenza definitiva.

L’Alba mostra grande cuore negli ultimi 3 minuti di partita, ma non basta. Così come non è sufficiente la doppia-doppia da 11 punti e 10 rimbalzi di Luke Sikma, impeccabile ancora una volta. E’ 80-84 il finale.

Analizziamo la sfida tra Alba Berlino e Olympiacos nei classici 5 punti di Eurodevotion

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La partita inizia con la squadra di casa piuttosto pasticciona nel trattamento di palla. Sono sei, infatti, i palloni buttati via dalla squadra di Aito Garcia Reneses che, però, ha il merito di non perdersi d’animo e continuare a eseguire. Circolazione di palla e buoni movimenti lontano dal passatore sono i fattori che favoriscono una discreta produttività offensiva.

Soprattutto nel pitturato, dove i tedeschi trovano buone soluzioni dopo i primi possessi di studio. Al punto da strappare un convinto WOOOW al proprio allenatore. Accade a inizio secondo quarto, dopo l’assist schiacciato a terra da Jayson Granger per il taglio backdoor di Niels Giffey del 29-22.

Tornando un attimo indietro, se l’Alba chiude davanti nel punteggio alla prima sirena, in buona parte lo deve a un Peyton Siva chirurgico a punire i ritardi delle rotazioni difensive ospiti. Dall’altra parte, invece, Kostas Sloukas smarca con costanza i compagni dal pick and roll, ma questi ultimi mancano un paio di conclusioni aperte di troppo (ogni riferimento a Charles Jenkins non è casuale)

Sono in due a coprire interamente il fatturato di 16 punti al primo mini-intervallo: Octavius Ellis e Sasha Vezenkov. 8 punti a testa.

Vezenkov, Eurolega | Eurodevotion

Ellis-Vezenkov, le due uniche costanti della stagione dell’Olympiacos

In una stagione ampiamente deludente da parte dell’Olympiacos, due giocatori in particolare hanno saputo offrire un rendimento costante, oltre che superiore alle attese. Parliamo di Octavius Ellis e Sasha Vezenkov, confermatesi pedine fondamentali anche nel successo di ieri sera nella capitale.

Ellis è iperattività nei pressi del ferro. Canestri e seconde opportunità, spesso ricavate dalla spazzatura della partita. Condizione cui si ritrova chiamato a esaltarsi da un attacco che non è esattamente l’inno alla fluidità. L’arte di sapersi arrangiare, insomma. Per un giocatore secondo nella classifica stagionale del tiro da due (con il 73,8%) per esempio. Percentuale che sfiora con un 4/6 che gli vale 9 punti insieme a 6 rimbalzi.

Vezenkov, da par suo, è stato l’uomo per il quale si è speso maggiormente Bartzokas nella off-season. Il Coach greco ha voluto a tutti i costi il suo rinnovo in estate. Considerata la prolungata assenza dai campi di Kostas Papanikolau, ormai fuori da 15 partite, ci si chiede cosa sarebbe stata l’Eurolega dei reds senza quel endorsement nei suoi confronti.

Fatto sta che, al culmine di settimane di assoluta efficienza, il bulgaro si toglie il lusso di essere l’uomo decisivo e il migliore in campo, con tanto di career-high da 31 punti con 6 triple (su 7 tentativi), 10 rimbalzi, 3 rubate e 41 di PIR.

Ripresa up-tempo

Cambio di ritmo sensibile fin dalle prime battute del secondo tempo. Spesso a discapito della lucidità delle scelte e del controllo del palleggio da parte di tanti giocatori sul parquet, a dire la verità.

Si corre avanti e indietro per il campo, il volume dei tiri aumenta. Non so quanto avrà sorriso Bartzokas in quei frangenti. Aveva sottolineato, alla vigilia, come il controllo del ritmo della partita sarebbe stato un aspetto chiave nel game-plan dei suoi. Diciamo che qualcosa è certamente sfuggito, al rientro dagli spogliatoi. Le 19 perse conclusive lascerebbero intendere che quel timore fosse effettivamente fondato, giacchè fossero condizioni in cui l’Alba ama particolarmente sviluppare il suo gioco frizzante.

Invece l’Olympiacos ha trovato il modo di adattarsi. Individuando un suo equilibrio, risultando più efficace. Perchè Shaquielle McKissic è un altro giocatore quando può scatenare a terra tutti i cavalli del proprio motore fuori cilindrata. Perchè Sloukas è letale con le sue triple in transizione (buona reazione al season-low da 2 punti contro lo Zenit) e non solo.

Giannoulis Larentzakis spiega che, anche se non sembra, c’è vita anche nel discutibile supporting cast greco. Soprattutto, Sasha Vezenkov deve aver avuto un conto in sospeso con Berlino fin da piccolo e non smette di accanirsi sulla malcapitata squadra di casa.

Sembra tutto sotto controllo. Vantaggio in doppia cifra e inerzia della partita saldamente nelle mani degli uomini in rosso. Però basta veramente poco per veder sfuggire la situazione contro previsione. E’ sufficiente avere poca cura dei dettagli e, quest’anno, è il primo dei peccati mortali dell’Olympiacos.

Due falli di Larentzakis a stretto giro di posta. Due palle perse da Ellis (violazione di passi e fallo in attacco a metà campo). Due liberi clamorosamente sbagliati da Vassilis Spanoulis e puff..ci si ritrova con l’acqua alla gola. Simone Fontecchio arriva al ferro senza particolare opposizione, dopo aver rubato il pallone nell’altra metà campo. Luke Sikma spiega pallacanestro nel pitturato e Markus Eriksson firma il -1.

Ancora una volta, tocca a Sasha Vezenkov rimettere ordine nel caos (ben poco) calmo dell’Olympiacos. Tripla del “lavoratorii” (proprio con il tono alla Alberto Sordi) per il 78-82 a 15.6″ dalla fine. Poi i liberi per congelare il successo a 3.7″ dal suono della sirena.

Alba Berlino: le percentuali non mentono

Per provare a prevedere l’esito di una partita dell’Alba non c’è più bisogno di chissà quale analisi tecnica. I numeri sono uno specchio abbastanza fedele e le percentuali al tiro una sentenza quasi senza appello.

I ragazzi di Aito si presentavano alla partita come 17sima squadra per true-shooting percentage (46,8%). Frutto del 15° dato nel tiro da due punti (52%) e del 14° nel tiro pesante (36,4%). Per quanto sia arrivato un 20/32 dentro l’area, decisamente sopra media, quest’ultimo è stato ampiamente compensato, ovviamente in negativo, dal 9/32 proveniente dal perimetro.

Lontani i tempi delle sparatorie cui l’Alba ci aveva abituato nella scorsa stagione. Così come sembrano sbiaditi i ricordi delle migliori percentuali, rispetto alle medie stagionali, in occasione delle 11 partite vinte. Ovvero il 56,9% da due e il 41,1% da tre.

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E’ stato l’ottavo scontro diretto tra le due squadre in questo secolo. Settima vittoria per i greci, che arriva a chiudere la serie di 4 sconfitte consecutive in trasferta.

L’ultima e unica vittoria dell’Alba Berlino risale al 93-86 della scorsa stagione alla Peace and Friendship Arena di Atene.

Ottavo è anche il posto in classifica che demarca il confine tra chi accede alla post-season e chi, invece, se la guarderà dalla televisione, smaltendo la delusione e interrogandosi sui perchè. Con 14 vinte e 16 perse, la graduatoria lascerebbe ancora uno spiraglio playoff per la squadra di Bartzokas, distante solamente due vittorie.

Tuttavia, pallacanestro espressa e calendario (Fenerbahce, @Valencia, @Real, Khimki) non sembrano indurre all’ottimismo persino il tifoso più oltranzista.

Sarebbero anche 8 gli anni dall’ultima Eurolega alzata al cielo da Vassilis Spanoulis e da quel memorabile back-to-back nella finale della O2Arena di Londra, contro il Real. Però questa è tutta un’altra storia e ne è passata parecchia di acqua sotto i ponti di Atene.

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Francesco Sacco

Iniziato al gioco da Kobe Bryant e della Benetton Treviso di Ettore Messina da piccolino. Travolto dalla passione per l'Olimpia Milano da "grande". C'è qualcosa di più bello della Final Four di Eurolega? Forse, ma non ditemelo.
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