Eurolega e FIBA, ricomincia la guerra?

«Questa pandemia è l’occasione migliore per poter ripartire sulle basi di un dialogo costruttivo che metta da parte polemiche e divisioni, nell’ottica del raggiungimento di un bene comune».

Quante volte abbiamo sentito addetti ai lavori pronunciare questa frase? E giù apprezzamenti, likes sui social come se piovesse, complimenti sdolcinati alla persona che ne aveva parlato come se fosse il portatore di un nuovo straordinario ordine di rispetto reciproco ed accordi volti al miglioramento del mondo.

Non ci abbiamo mai creduto, sin dall’inizio, ed allora ci è permesso affermare oggi un sano e pretorio “tutte balle”?

Eurolega e FIBA, nell’auspicio “politically correct” di molti, dovevano sfruttare l’occasione per sedersi finalmente intorno ad un tavolo e non alzarsi finché non si fosse trovato un accordo reale volto al bene del gioco. Mettiamola così, i primi segnali non sono confortanti.

Indipendentemente dalla parte che riteniamo stia agendo nel modo migliore, cosa peraltro scontata anche solo dal nome del nostro sito, un’analisi degli sviluppi recentissimi è assolutamente necessaria.

La notizia è arrivata ieri: Bilbao, Darussafaka e Lietuvos Rytas hanno deciso di aderire al progetto della BCL, Basketball Champions League. Comunicato in pompa magna della BCL,  che arriva, simpaticamente a definire le tre società come “top european clubs”.

Serve la realtà dei fatti. Bilbao ha come unico risultato internazionale di rilievo la finale di Eurocup del 2013, persa con Kuban. Il Lietuvos ha al suo attivo diversi successi, non fosse che sono datati oltre un decennio fa: Uleb Cup del 2005, Eurocup del 2009, con Petravicius MVP delle finali in una competizione che vide Milan Macvan “Rising Star” e CJ Wallace miglior rimbalzista, poi cinque campionati lituani, anch’essi arrivati nella prima decade del secolo. Dopodiché, nella culla del basket, ci sono stati solo trionfi Zalgiris. Il Dacka è l’unica squadra con risultati recenti di un certo peso: TOP 16 di EL nel 2016, Playoff, sempre nelle competizione maggiore,  nel 2017 e vittoria in Eurocup nel 2018. Sempre simpatico come venga descritta, da parte di BCL, la stagione del club turco: «Finalista della coppa di Turchia» e qui ci siamo, ma poi «protagonista di una solida stagione nella lega nazionale». Ecco, 13-10 di record ed un sesto posto con due sole gare di vantaggio sulla nona e la decima, insomma…

Interessante, poi, quanto emerge dietro a queste scelte e le modalità di adesione alla competizione.

La BCL, che si definisce «competizione di alto livello internazionale basata sul merito sportivo» ha siglato un accordo col club turco garantendone la partecipazione per 3 anni, con opzione per i 2 seguenti. Lo stesso club, nel comunicato in cui spiega le ragioni di tale adesione, definisce il torneo continentale come quello che «meglio riflette i valori sportivi e di fair play finanziario». Aggiungono, i turchi, che «i tifosi saranno entusiasti di poter assistere alla gare di una delle maggiori competizioni cestistische continentali». La terza, per inciso, ovvero l’ultima con un livello almeno discreto.

I lituani del Rytas, attraverso le parole del loro DG Rolandas Jarutis, descrivono così l’approvo nel torneo: «Stabilità finanziaria delle partecipanti, chiari principi sportivi, investimenti televisivi ed attenzione a tutte le squadre sono elementi assai positivi». Prosegue il chairman Adomas Buzinskas: «L’organizzazione FIBA assicura stabilità finanziaria e lavoro nella direzione migliore. Non volevamo restare in un ruolo mediocre e siamo certi che tutto il nostro ambiente appoggerà questa scelta in virtù dei risultati che arriveranno lavorando sul medio-lungo termine». Certamente, i risultati arriveranno con maggiori probabilità in un torneo tecnicamente inferiore.

Nel frattempo pare che la stessa BCL abbia inoltrato inviti a Partizan, Buducnost e Cedevita Olimpija.

Pronta la risposta del Presidente del Partizan, Ostoja Mijajlovic: «L’Eurolega è la nostra priorità, siamo fiduciosi di poter essere parte della prossima stagione. Non dovesse accadere, penseremo al resto».

Ora, comprendiamo benissimo i toni trionfalistici relativi allo scippo, in fondo in un confronto così serrato e poco amichevole, sottrarre qualcosa, anche se è meglio definirlo “qualcosina”, al rivale giustifica un tale entusiasmo. Tuttavia ci permettiamo di valutare i termini della questione.

Il principio cardine della continua critica di FIBA al sistema ECA sarebbe quello, sottolineato ovunque, dei meriti sportivi. Nel momento in cui un club come il Darussafaka firma un contratto da 3+2 per partecipare, quei meriti sportivi dove sono esattamente nascosti? Facciamo fatica  a ritrovarli.

La BCL non sarà mai l’Eurolega, almeno fino ad una improbabile scomparsa di quest’ultima, ma se vuole distinguersi per delle regole presumibilmente etiche che aspettino i risultati dei tornei nazionali, come concilia la sua posizione con quanto accaduto?

Lo fa Eurolega? Non rispetta i meriti sportivi. Lo fa la BCL? Garantisce  e promuove il valore del risultato sportivo. Suvvia…

Sia chiaro, la critica non sta nella sostanza, ma nella forma. BCL è liberissima, nonché a nostro parere agisce correttamente, di cercare di avere le migliori squadre possibili, ma non sta facendo altro che organizzarsi secondo regole di business applicate allo sport che hanno origine in NBA e che Eurolega, a sua volta, cerca ormai da anni di applicare. Quindi tutto giusto che un’offerta venga fatta a qualsivoglia club, noi siamo perfettamente d’accordo, ma che non la si voglia far passare come qualcosa di diverso e di più rispettoso verso il merito sportivo, perchè, ritorniamo a prima, sono “tutte balle”.

Ed furia di far finta di essere diversi, ne nascono Mondiali con Doncic, Porzingis e Bogdanovic davanti alla tv. E’ il bene del basket?

 

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