La lavagnetta delle F4: i cambi difensivi sul PnR del Barcellona

Ciro Abete 1
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La seconda semifinale di Eurolega che vede sfidarsi Barcellona e Real Madrid vede, da due anni ormai (l’ultima volta in EL tra le due squadre è finita così), lo scontro tra due dei più grandi strateghi del panorama cestistico europeo: Pablo Laso e Saras Jasikevicius.

Jasi Barcellona

Questo numero della nostra lavagnetta tratterà proprio del sistema difensivo di quest’ultimo, uno dei più elaborati e precisi di tutta la competizione: in particolare parlerà dei massiccio uso dei cambi sul PnR e di come alcuni dettagli facciano la differenza e rendano efficace la difesa blaugrana.

Usando un anglismo possiamo riassumere alla perfezione i concetti su cui si basa la struttura della retroguradia del Barcellona: “switch and shrink”, cioè cambiare e stringere (gli spazi).

Come funzionano i cambi del Barcellona

I cambi difensivi del Barcellona consentono alla difesa di Jasikevicius di mantenere grandissima aggressività: infatti uno dei principali dettagli su cui lavorano i blaugrana è l’angolo di uscita del lungo, che non deve essere parallelo alla linea di fondo (“piatto” in gergo tecnico), ma trasversale, se non a 90° (il lavoro del lungo è molto simile a quello che fa in uno show).
Ciò non consente al palleggiatore di prendere velocità per andare al ferro e lo costringe ad indietreggiare o a palleggiare sul posto.

La regola per il difensore del bloccato che cambia sull’interno è mettersi completamente davanti (4/4) al lungo per negare una facile ricezione. Mentre i giocatori non coinvolti direttamente sul pick and roll si “zonano”, collassando per proteggere l’area e i gomiti (“shrink”, restringere). In particolare, l’ultimo giocatore sul lato debole va subito dentro per negare un possibile lob per il lungo.

Calathes si mette completamente davanti, mentre Higgins va al centro dell’area pronto a dare fastidio sul lob. La ricezione di Thompkins è abbastanza casuale e alla fine non riesce a concretizzare.

Se colui che difende sul post basso non riesce a mettersi davanti ed è costretto a far ricevere il pivot, lo manda sul fondo dove scatta un raddoppio. Allo stesso tempo il difensore di lato forte, pur difendendo guardia aperta, nega il passaggio in uscita più vicino, mentre i due di lato debole si zonano per far fronte al sottonumero.

In questo caso Higgins riesce a raddoppiare, Mirotic nega il passaggio vicino ad Abalde e Deck è costretto a scaricare a Llull a metà campo.

Sul mismatch con l’esterno, invece, la difesa manda il palleggiatore sulla mano debole: fondamentale poi è il lavoro degli altri 5 giocatori che devono essere pronti a fare aiuto e recupero, senza però andare in “overhelping” (aiutare troppo e stare troppo tempo in due sulla palla), per non concedere comodi tiri sugli scarichi.

Altro principio cardine è quello di non concedere mai il centro sui closeout e di mandare la palla sul fondo in modo da poter aiutare in spazi più stretti (shrink).

Come si battono i cambi del Barcellona

Se l’idea del Barcellona è quella di cambiare per far attaccare l’avversario staticamente, per attaccare con criterio questa difesa bisogna cercare di giocare dinamicamente: come ugualmente per attaccare una squadra come il Barcellona che vuole restringere gli spazi dell’attacco, è necessario aprire quanto più possibile il campo.
Movimento dei giocatori senza palla e spaziatura sono le armi per attaccare in ritmo contro una compagine che propone un sistema difensivo simile.

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