Euroleague Weekly : Efes e Real, enigma per due

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Euroleague Weekly: in 10 flash l’ultima settimana della stagione regolare di Eurolega. Manca un recupero per definire i Playoff #3v#6 e #4v#5.

Milano va a Lione con soli 11 giocatori. Vince perchè è una squadra seria, sebbene non vada dimenticato che l’Asvel ha portato a casa 1 sola gara delle ultime 12 disputate dal 25 gennaio e 3 delle ultime 20 dal 2 dicembre. Fondamentale per Messina…

Il Maccabi passa con autorevolezza al Palau. Detto che al Barça mancava un cocktail in mano e la sigaretta nell’altra, gli israeliani tirano il 59,3% dall’arco (16/27) e vincono la sesta gara delle ultime sette, quinto successo di fila. Da quando Avi Even ha rilevato la posizione di Sfairopoulos il record è 6/2.

Per la serie “mamma mia che numeri”, lo stesso Maccabi è 2/0 in stagione con il Barcellona leader: sono 41 i punti di differenza canestri nelle due gare a favore degli israeliani: 85-68 in casa e 80-104 fuori. Nella serie di 5 successi consecutivi ancora aperta tre vittime si chiamano Barça, Real e Olimpia, ovvero 3 delle prime 4. L’Olympiacos, l’altra tra le prime, era stato superato 85-69 a fine gennaio.

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James Nunnally da marzo è in modalità MVP, al tiro ma non solo. 18/32 da due punti (56,2%) e 19/44 da tre (43,2%). A proposito, meglio evitare di fargli fallo: in lunetta siamo a 29/32 (90,6%). 7 gare in cui ha mostrato importanti segnali anche in difesa, cosa per cui si può dire che non fosse famosissimo.

Shane Larkin nelle due gare precedenti aveva fornito, in assenza di Micic, prestazioni vicine al “Larkin vero”. 28 con 10/20, 5 rimbalzi ed 8 assist contro l’Alba, 20 con 6/12 e 4 assist contro il Bayern, per un totale di 62 di valutazione. Ieri sera, sempre senza il compagno di reparto MVP delle finali 2021, si è preso 8 tiri (5/8). Ok il 27 di valutazione, ma solo 8 tiri senza Micic…

Victor Wembanyama si conferma la cosa più grande vista da queste parti negli ultimi anni dopo Luka Doncic. E’ un lungo, meglio dire un lunghissimo, ed è quindi ovvio che abbia una maturazione più lenta rispetto a chi ha la palla in mano di continuo, tuttavia le sue sono caratteristiche mai viste. Mani da pianista, istinti di gioco unici, movenze feline e mille altre situazioni che in un corpo del genere non si dovrebbero trovare. Cosa farà dopo aver attraversato l’oceano non lo possiamo sapere, ma saranno cose memorabili. Nei tweet a firma Marco Pagliariccio i suoi numeri stagionali, limitati moltissimo dagli infortuni.

Cosa combinavano a 18 anni alcuni fenomeni che oggi sono in NBA o ci sono passati giocando ad alti o buonissimi livelli? E’ sempre Marco Pagliariccio a ricordarcelo. Ed allora si può fare qualche valutazione in più.

Nella sciagurata notte, l’ennesima, del Wizink Center il Real oltre al parziale 13-38 dell’ultimo quarto (36-63 il secondo tempo) va sotto 23-32 a rimbalzo. Il Bayern gioca a pallacanestro e su questo non ci sono dubbi, ma che la fisicità madrilena permetta un dato simile è quanto meno inquietante.

Ognjen Jaramaz è andato 1 volta in doppia cifra nelle prime 15 gare europee. Dal Round 16 l’ha fatto 8 volte. Chiude la stagione regolare con 6,2 punti, il 52% da due ed il 36% da tre. Nelle ultime 5 gare, da Milano alla chiusura di ieri a Madrid, di cui ben 4 trasferte, ha espresso il 61,1% da due ed il 47,1% da tre per 11,6 punti a partita.

A 10 giorni dall’inizio dei Playoff la temperatura sale notevolmente per Maccabi e Monaco, registra un miglioramento per il Bayern, resta costantemente alta per Barcellona ed Olympiacos, tende a scendere per Milano e rimane incomprensibilmente bassa per Real ed Efes. Queste ultime potrebbero anche ritrovarsi contro nei Playoff, in caso di sconfitta del Maccabi col Fenerbahçe, con una delle due che finirebbe quindi a Belgrado.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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