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2019/20 Turkish Airlines Euroleague seasonEurodevotion WeeklyTurkish Airlines Euroleague

Eurodevotion Weekly: il timbro di Pitino e le terne arbitrali

17 gare segnano la metà della stagione e diverse situazioni che riguardano squadre, giocatori ed allenatori sono ben definite.

Il nostro viaggio settimanale nel magico mondo di Turkish Airlines  Euroleague si concentra su tre componenti del gioco come allenatori, arbitri e club.

 

  • Rick Pitino e quegli elogi…

Calathes è come Magic e Larry, Obradovic ed Itoudis sono come Jackson e Riley, il basket di Eurolega è il migliore al mondo, poi Mike James (questo le leggerete in un nostro altro articolo oggi), il Cska etc.

Decisamente il miglior comunicatore della lega, senza poi tralasciare l’eccelso valore come tecnico: una benedizione avere Pitino a queste latitudini.

Non perde occasione di sottolineare meriti e grandezza degli avversari e di essere assolutamente magnetico nei confronti delle platee cui si rivolge. Non c’è mai banalità in quello che dice, esattamente come nelle soluzioni che trova sul campo.

Piccolo dettaglio… Tutti quelli tra gli avversari che elogia in maniera così chiara, spesso li batte… Per informazioni rivolgersi ad Obradovic ed Itoudis, ma guarda un po’, due ex gloriosi Pana. Ah ecco, anche James è un ex molto amato da quelle parti.

 

  • Dusko Ivanovic: allenare duro basterà?

Grande vittoria contro un Barça molto distratto e supponente: così riprende il cammino del Baskonia verso i Playoff. La squadra, che apparteneva assolutamente alla categoria delle prime 8 ad inizio stagione, persi Granger e Garino, ora col grave problema Vildoza, si è sfaldata nelle mani di Perasovic. Inevitabile il cambio, peraltro abbastanza la normalità da queste parti dove nei due mesi prima di Natale, segnatamente più in novembre, gli allenatori saltano come tappi di champagne.

Dusko Ivanovic è un duro della panchina, uno che ha dentro la cultura slava della scarsa disponibilità ai compromessi con giocatori ed ambiente. E quell’ambiente lo conosce bene grazie a due lunghe esperienze in carriera (2000-05 e 2008-12), quindi un poco di vantaggio lo dovrebbe avere.

Ma la faccenda è semplice: senza un ‘altro 1-2 di impatto, soprattutto se Vildoza mancherà a lungo, ed hai Eric al posto di Poirier (questo è stato il vero buco del mercato) puoi pensare di tornare in alto quando ti mancano certamente Garino e Granger? La risposta pare quasi scontata e porta ad una parolina magica che si chiama mercato.

 

  • La qualità del Real Madrid

In settimana Pablo Laso ha parlato dell’organizzazione del suo club, del settore giovanile e del lavoro che viene fatto in  genere per inserire i giovani che lo meritano in prima squadra. Molto interessante perché ha dato conferma di qualcosa che un po’ tutti sapevamo già, però sottolineando con forza un concetto: vengono coinvolti i giovani che lo meritano, nessun altro criterio o protezione che viene dall’alto. Fu così per Doncic, è così per Garuba, sarà così, forse, per Nakic, Spagnolo e Vukcevic (ce ne sono tanti altri…).

Quello che maggiormente impressiona all’interno del club madridista è il privilegio totale della qualità. Qualità dello scouting, qualità del lavoro su chi viene scelto, qualità del progressivo inserimento nel basket che conta, qualità della pallacanestro che viene insegnata e giocata.

Come avviene tutto ciò? Ovvio che sia un discorso lungo e che parta da un sistema ed un’organizzazione che nessuno può permettersi, tuttavia vi è un punto che mi fa pensare più di altri a come si arrivi a quella qualità: il perfetto bilanciamento nell’integrare i nuovi, che siano giovanissimi o nuovi arrivi dal mercato, grazie a gente come Rudy, Sergio, Felipe e Jaycee, che quel percorso lo hanno già fatto e che hanno imparato, ed oggi lo sanno trasmettere bene, che ognuno di loro è importante, ma nessuno lo sarà mai come il Real Madrid, il club più grande del mondo.

 

  • Arbitri: il problema delle terne

C’è un problema arbitri in questa lega? No. C’è un problema di ricambio degli arbitri perché pare che le nuove generazioni, sia chi era già in Turkish Airlines Euroleague che chi vi ha fatto ingresso quest’anno, non siano esattamente all’altezza dei massimi esponenti della categoria. Accade così che alcune terne vengano assortite in modo un po’ particolare. Se è giusto il tentativo di elevare il livello di chi è oggi più indietro facendolo lavorare coi migliori, è altrettanto corretto sottolineare come vi sia una notevolissima differenza di rendimento all’interno della stessa gara, con alcuni fischi che arrivano come “assicurazione” da parte del primo arbitro anche se non in quel momento nella zona di competenza. Molto interessante vedere come a gioco fermo, durante i timeout, vi sia un atteggiamento quasi didattico dei migliori verso gli altri. Può essere un punto di partenza, ma il lavoro è lungo.

A proposito, quando facciamo arbitrare le spagnole dagli spagnoli, le turche dai turchi, l’italiana dall’italiano etc? Sarebbe un grandissimo passo avanti come immagine e credibilità. Altrimenti la presunzione è quella della disonestà, ma quella appartiene alla categoria di chi vuole giustificare i propri errori puntando il dito su quelli degli altri e non mi piace per niente.

  • Le nuove invitate al banchetto Playoff

Come già sottolineato nelle scorse settimane, la classifica ha preso una forma abbastanza chiara. Un terzetto decisamente più avanti delle altre, dove Efes e Real hanno ora una gara di vantaggio sul Barça, in attesa della supesfida di venerdì al Palau, dove Pesic attende Ataman (Eurodevotion ci sarà, anche per una sala stampa tutta da seguire con questi due…). Maccabi e Cska, con un record di 11-6, occupano le due posizioni più pregiate, ovvero quel quarto e quinto posto che già lo scorso anno fu possibilità di Final 4 evitando un Playoff con le tre più forti. Proprio Barça ed Efes, che si sfidarono per andare a Vitoria da quelle posizioni, hanno proseguito la loro crescita ed oggi stanno lassù. Il Pana è un po’ lo spartiacque tra la certezza di postseason e la lotta serrata per parteciparvi: a mio parere, dopo il ritorno di Pitino, i “greens” sono la sesta forza del torneo, con non poche possibilità di insidiare le due che la precedono. La sfida del Forum del prossimo turno può consolidare la posizione del Pana oppure riassorbirlo nella guerra per chi vuole essere in campo a fine aprile.

Milano a 9/8 precede un quartetto formato da Stella Rossa, Khimki, Asvel e Valencia ad 8/9, prima del Baskonia (7/10). E proprio serbi, francesi e spagnoli sono i nuovi invitati al banchetto dei Playoff, abbastanza imprevisti. La mia preferenza per i due posti rimanenti si conferma in una lotta tra Milano, Baskonia e Khimki, oggi nell’ordine, con ovviamente la grande minaccia del Fenerbahçe, che fatica ancora molto ma fa una grande paura a tutti.

 

Non uno, ma forse 5 punti avrebbero dovuto essere dedicati a Vassilis Spanoulis. Ci torneremo, con molta maggior enfasi, con tutto ciò che una leggenda merita.

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